Alceste
era entrato nella filiale della
Cassa di Risparmio del suo paese con
addosso una certa apprensione. Gli succedeva ogni volta
che si recava presso l'istituto bancario
per svolgere delle operazioni
finanziarie. Era sua intenzione
rinnovare i Bot in scadenza annuale. Un'operazione all'apparenza semplice che in
passato aveva svolto un'infinità di
volte.
La consulente finanziaria a cui si era
rivolto, un'impiegata giovane e assai
carina, da poco in servizio nella
filiale del paese, lo aveva accolto con
garbo e premura.
- Ha tempo per fare quattro
chiacchiere? Avrei alcune proposte da
farle a proposito dei suoi investimenti.
- lo aveva sollecitato con un sorriso di
comodo.
Alceste aveva preso posto
nella sedia davanti alla scrivania
dell'impiegata. Quest'ultima si era
subito premurata di
illustrargli i benefici economici che ne
avrebbe tratto collocando tutti i
risparmi in Azioni e Fondi Comuni.
Durante la conversazione l'impiegata
aveva seguitato ad accavallare le gambe,
a intervalli regolari, mostrandogli di
proposito il tessuto delle mutandine,
distraendolo non poco.
Dopo mezz'ora di colloquio
la consulente lo aveva convinto a
investire i risparmi di una vita in
titoli telefonici e fondi comuni di tipo
azionario, a maggiore reddito rispetto
ai tradizionali Bot, ma anche più a
rischio.
A distanza di un anno dal
giorno in cui Alceste si era fatto
convincere a impegnare i risparmi in
titoli e fondi comuni d'investimento era
preoccupato per le continue perdite
finanziarie. A più riprese si era
intrattenuto a colloquio con la
consulente finanziaria della banca, la
stessa che gli aveva consigliato quel
tipo d'investimento, ma le risposte che
in cambio aveva ricevuto erano state evasive e non
lo avevano per niente soddisfatto.
- E' tutta colpa
dell'aumento del prezzo del petrolio e
del deprezzamento del dollaro rispetto
all'euro. - gli aveva spiegato la
consulente finanziaria a giustificazione
delle ingenti perdite dei titoli
investiti. - Non si preoccupi, signor
Bergamini, le posso assicurare che in
breve tempo recupererà le perdite e
realizzerà un notevole guadagno. Non
deve scoraggiarsi, abbiamo dei clienti
che in un anno, acquistando azioni
Tiscali, hanno decuplicato il proprio
investimento. Potrebbe capitare anche a
lei con i suoi titoli.
Rassicurato dalle parole
della consulente finanziaria Alceste
aveva desistito dal disfarsi dei titoli
azionari in suo possesso per
reinvestirli nei più fidati Bot e Btp
di cui avrebbe saputo in anticipo le
percentuali di guadagno, mentre i titoli
azionari continuavano a rappresentare
un'incognita per lui.
Da quando era andato in
pensione i problemi della finanza e
della borsa occupavano gran parte della
sua giornata. La mattina, di buon ora,
era solito consultare le pagine de Il
Sole 24 Ore, giornale che scambiava nel
pomeriggio con l'inquilino del piano di
sopra, in pensione pure lui, che a sua
volta acquistava Il Corriere della Sera.
Dopo che era rimasto vedovo
la solitudine era diventata la sua
migliore compagnia. Questo l'aveva
spinto a frequentare la sala Venus, una
balera ubicata nell'immediata periferia
di Parma, alla ricerca di una donna con cui
fare amicizia.
Le abituali frequentatrici
della balera erano perlopiù donne in
età da menopausa, con la fica asciutta,
tant'è che scopandole chiunque avrebbe corso il
rischio di scorticarsi la cappella per
la secchezza della mucosa della vagina.
Erano in molte a custodire nella
borsetta, pronto all'uso, un gel
lubrificante indispensabile per
ammorbidire la parete della vagina e non
irritare il pene del compagno di
scopata, ma c'era anche chi, molto più
semplicemente, faceva uso di vaselina.
Alceste era solito
presentarsi nella balera in giacca doppio petto e cravatta, elegante
come un dandy. Ma ogni volta se ne rimaneva seduto dinanzi al bancone delle
consumazioni senza invitare nessuna
donna a ballare. Avrebbe voluto iscriversi a una scuola di ballo, di
quelle serali, frequentate da uomini e
donne della sua stessa età, perché
imparare a ballare gli avrebbe
instillato la sicurezza che gli mancava
e di cui aveva tanto bisogno per entrare
in relazione con l'altro sesso.
A questo stava pensando, un
pomeriggio d'inizio estate, mentre si
dirigeva a piedi al camposanto, ma scacciò
dalla mente questo pensiero certo che il
foglio che custodiva nella tasca della
giacca avrebbe risolto i suoi problemi
di solitudine.
Quando fu in prossimità
del cimitero monumentale si avvicinò a
uno dei cipressi che costeggiavano la
strada che dal paese conduceva al
camposanto. Tolse dalla tasca il foglio
che si era portato appresso e lo
sistemò sopra la corteccia di un
albero. Fissò i quattro angoli del
foglio con delle puntine metalliche,
dopodiché retrocesse di qualche passo.
Guardò a lungo il pezzo di carta, e
rilesse ad alta voce l'annuncio che
aveva scritto.
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VEDOVO CERCA VEDOVA PER
CONDIVIDERE AMICIZIA
Se interessate inviare una
e-mail a:
Gerry@Libera.it
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L'annuncio, scritto in modo sufficientemente
chiaro con un pennarello, era ben visibile anche a una certa distanza e non sarebbe passato inosservato alle donne che
sarebbero transitate da lì per andare al cimitero. Soddisfatto del suo operato riprese la strada verso il paese senza mettere piede nel camposanto.
Considerò inopportuno farlo, soprattutto per riguardo alla moglie che giaceva in uno dei loculi.
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Durante l'inverno Alceste aveva frequentato con successo un corso d'informatica promosso dall'Università per gli Anziani. In quella occasione aveva imparato a navigare su internet e
a utilizzare la posta elettronica, motivo che l'aveva spinto a inserire come recapito il proprio indirizzo di posta in calce al messaggio
Nessuno rispose all'annuncio. Ormai aveva perso ogni speranza
di ricevere una qualsiasi risposta quando, sulla Gazzetta della
Padania, nelle pagine della cronaca della provincia, apparve un articolo che lo riguardava.
Il cronista, che si firmava con lo pseudonimo di Gianni
Guareschi, ma che tutti in paese sapevano essere il farmacista, commentava con ironia lo strano annuncio che Alceste si era premurato di affiggere nei pressi del cimitero. Nell'articolo si faceva cenno, fra l'altro, all'indirizzo di posta elettronica in calce al messaggio.
La notizia del foglio affisso davanti al cimitero fu ripresa
nel giro di ventiquattrore dai maggiori quotidiani nazionali e perfino dai telegiornali di Rai e
Mediaset. Nel volgere di pochi giorni la casella di posta elettronica di Alceste fu invasa da centinaia di lettere.
Gli autori delle e-mail, perlopiù anonimi, erano persone che si burlava di lui allegando ai messaggi foto di signore anziane impegnate a trastullarsi i genitali.
Alceste sembrò rallegrarsi della piega che aveva assunto la sua iniziativa e iniziò a leggere con interesse tutti i messaggi. Ma col trascorrere delle settimane la cartella della posta elettronica tornò a essere desolatamente vuota.
Nessuno in paese mise in relazione l'indirizzo di posta in calce all'annuncio alla sua persona. Al Bar Centrale, l'unico esercizio pubblico di questo tipo rimasto aperto nel paese dopo la chiusura del Bar Sport, la gente aveva discusso a lungo a proposito di quell'avvenimento. Ma a fine estate, dopo avere preso in esame le ipotesi più disparate, i più avevano convenuto che doveva trattarsi di uno scherzo e nulla più, poi col sopraggiungere dell'autunno e l'inizio del campionato di calcio, nessuno parlò più dello strano annuncio.
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Un pomeriggio d'autunno Alceste fece di nuovo ritorno al cimitero. Giunto dinanzi al portone d'ingresso si ricordò dell'annuncio che mesi addietro aveva affisso alla corteccia di un cipresso. Il foglio stava ancora lì, tenuto in sede dalle puntine che ci aveva appiccicato contro. La scritta, scolorita per l'esposizione ai raggi del sole e dalla pioggia, era diventata pressoché illeggibile. Strappò il foglio e lo accartocciò, fino a ridurlo a una palla di carta che si premurò di gettare nel prato lontano, oltre la cinta muraria del cimitero.
- E' no, caro Gerry non è questo il modo di liberarsi delle cartacce.
Sorpreso girò il capo nella direzione della voce, fu allora che vide Anna. Da ragazzo l'aveva persino corteggiata con successo, poi la loro relazione si era interrotta quando gli aveva preferito un altro. Alceste non si aspettava di trovarla lì. Imbarazzato riuscì a biascicare solo poche parole.
- Ciao, come stai?
- Io bene e tu Gerry?
Il modo con cui la donna pronunciò quel nome insospettì Alceste, facendogli intuire che la donna fosse a conoscenza degli avvenimenti che in qualche modo avevano turbato la vita del paese durante l'estate. Riuscì a dissimulare lo stupore che lo attanagliava e prima di risponderle la guardò con molta attenzione.
Anna non mostrava i suoi cinquant'anni. Indossava una camicia di seta bianca, senza maniche, che ne metteva in risalto la pelle lucida e abbronzata. I capelli corti, tinti di nero, con la riga da un lato le coprivano a malapena le orecchie. Un tempo li aveva lunghissimi con la frangia sulla fronte a nascondere il viso dalla forma ovale.
- Io... be'...
- So che sei rimasto vedovo. Anch'io sai. E' successo poco più di sei mesi fa. Un incidente
stradale si è portato via mio marito. Ancora non so capacitarmi come sia potuto accadere.
- E' sepolto qui? Nel nostro cimitero?
- No, in città. Oggi sono venuta a portare qualche fiore sulla tomba dei miei genitori. Da poco più di un mese sono tornata ad abitare in villa. Avremo occasione di vederci più spesso, d'ora innanzi, vero,
Gerry?
L'insistenza con cui la donna seguitò a pronunciare il nomignolo rese nervoso Alceste. Solo lei, tempo addietro, era solita chiamarlo così, ma Gerry era anche il nickname che aveva utilizzato nell'indirizzo di posta
elettronica in calce all'annuncio.
Alceste non le chiese se era a conoscenza dell'annuncio comparso sui giornali durante l'estate,
certo che ne fosse al corrente.
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Seduti su una panchina, all'ombra di un cipresso, rimasero a lungo a parlare. Soltanto quando il sole iniziò a spegnersi all'orizzonte decisero di andarsene da lì. Si salutarono scambiandosi un affettuoso bacio sulle guance.
Mentre Anna si affrettava a ridiscendere il viale, Alceste continuò a seguirla con gli occhi, stupito dalle movenze delle natiche che apparivano ancora sode e rotonde, sospinte in alto più di quanto fosse necessario dalle gambe lunghe e dai tacchi a spillo. Soltanto quando fu a una certa distanza si girò verso di lui e urlò:
- Ti telefono! Il numero lo trovo sull'elenco?
- Sì.
Alceste percorse un breve tratto del viale di cipressi e seguitò a salutarla con la mano alzata.
Quella sera stessa, verso le nove, il telefono di casa Alceste squillò.
- Pronto.
Per qualche interminabile secondo nessuno rispose all'altro capo del telefono, poi una voce femminile ruppe il silenzio.
- Gerry... ho qualche pelo grigio attorno alla passera... pensi che possa piacerti lo stesso?
Il Mattino seguente, facendo il bidet, Alceste diede uno sguardo ai peli attorno al
pene. Anche lui ne aveva qualcuno grigio. Da quel giorno si dimenticò della borsa e dei fondi d'investimento e pensò solo ai piaceri della vita.