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VERONIQUE
di Farfallina

 

  
  
Q
uando a metà pomeriggio Véronique mise piede al Pharmondes, una malfamata tavola calda situata all'angolo tra Rue Saint-Denis e Rue de Braque, nel 3e Arrondissement, il barista era dietro al bancone intento a lavare tazze e bicchieri accumulati nel lavello. 
   Il locale, piccolo ma arredato con gusto, si trovava a due passi dalle Halles ed era appetito da un gran numero di clienti; soprattutto per la cucina semplice e fantasiosa. Infatti, a un prezzo assai modesto, offriva tre diversi tipi di menù fra cui scegliere: quello di carne, di pesce, e il vegetariano.
   Véronique trovava rifugio nella piccola e accogliente tavola calda tutti i giorni dal primo mattino. Occupava sempre il medesimo tavolo, in un angolo appartato del locale, vicino a una delle due finestre che si affacciavano sulla strada, dove poteva essere vista dai passanti.
   Transitando davanti al bancone, smarrita nella propria solitudine, ordinò un gin-fizz e andò a sedersi al solito tavolo, dopodiché volse lo sguardo oltre il vetro della finestra parzialmente appannato a causa della pioggia.
   Tutt'a un tratto un uomo di mezza età entrò precipitosamente nel locale. Fuori, nella strada, aveva cominciato a piovere a dirotto e lui non aveva con sé l'ombrello per ripararsi. Probabilmente l'acquazzone lo aveva colto impreparato e nel locale aveva trovato un comodo rifugio. Ordinò un caffè e si mise a parlare con Fabien, il banconiere. Qualche secondo dopo entrò un giovane. Si guardò intorno, poi andò dritto verso il bancone. Occupò uno sgabello a trampolo, da cui poteva vedere la gente presente nella tavola calda, e ordinò una Beck's che si mise a bere a collo. 
   Quando Roland entrò nel locale girò subito lo sguardo verso il tavolo che occupava Véronique. Era certo che l'avrebbe scoperta lì. Andò dritto verso la donna e si mise a seduto sulla sedia di fronte a lei, soddisfatto di averla trovata libera. Rimase qualche secondo con gli occhi chiusi sforzandosi d'inventare qualcosa d'interessante da dirle, ma non ci riuscì. Prese il bicchiere che Véronique aveva appena avvicinato alla bocca e, mentre i loro occhi s'incrociarono, depose le labbra sull'impronta di rossetto lasciata dalle labbra della donna, poi iniziò a bere. Affascinata da quel gesto, lei, piccola e fragile, attese che le rivolgesse la parola ma inutilmente. Stettero muti, uno di fronte all'altra, fintanto che Roland si decise a parlare.
   Le raccontò del litigio che aveva avuto con la moglie e le scaricò addosso una grande quantità di parole. Véronique gli prese la mano, da lui stesa sul tavolo, la accarezzò a lungo, e fece di tutto per infondergli coraggio. Dopo una decina di minuti, quando la pioggia aveva ormai cessato di cadere, uscirono insieme dal Pharmondes. Senza scambiarsi una sola parola presero la direzione dell'abitazione di Véronique, distante soltanto un paio d'isolati dal locale, sotto un cielo nero come il carbone. 
   Mentre l'ascensore saliva verso il quinto piano dell'edificio il cuore di Roland palpitava per l'emozione. Le labbra di Véronique si incresparono di un sensuale sorriso intanto che accompagnava Roland verso la stanza da letto. Appena furono nella camera gli abbassò i pantaloni e si premurò d'infilargli un preservativo, srotolandolo dalla cappella sino alla radice del cazzo. Subito dopo si chinò in ginocchio e gli prese il cazzo in bocca, poi incominciò a succhiarlo, avvolgendolo per intero con le dita, fermandosi soltanto quando i gemiti di piacere di Roland sembravano preludere a un imminente orgasmo. A quel punto si levò la camicetta, la gonna, e per ultimo le mutandine, poi si sdraiò sul letto e spalancò le gambe.
   Roland bruciava dalla voglia di entrare fra le morbide cosce della donna. Si lasciò cadere su corpo di Véronique e affondò la cappella nella fessura calda, poi cominciò a montarla.
   Quando Roland si accinse a lasciare l'appartamento, portandosi appresso l'odore del sesso appena consumato, corrispose a Véronique 100 euro come compenso della prestazione precedentemente concordata, dopodiché fece ritorno a casa dalla moglie e al suo freddo letto. 

 

 
     
 

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