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Un tuffo nel buio


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Pagina 1: La storia della Grotta Giusti

La Grotta Giusti "nasce" nel 1849 mentre si lavorava in una cava di calce e ghiaia nel terreno di proprieta' della famiglia Giusti, la medesima del famoso poeta. All'inizio era quasi piena d'acqua ed era possibile percorrerla solo con dei barchini da padule a chiglia piatta. Sembra che alcuni operai che avevano lavorato nell'interno notarono l'affievolirsi o la scomparsa di dolori articolari e la notizia della grotta piena di acqua calda e vapore che produceva tanti benefici si diffuse rapidamente tanto che la scienza del tempo se ne interesso' e nell'arco di un decennio ne fu decretata l'efficacia sulla salute. Gli studi furono pubblicati su riviste mediche specializzate che fecero il giro dell'Europa e la grotta fu aperta al pubblico che veniva trasportato in barca. Successivamente, per sfruttare il successo crescente fu scavato e allargato l'emissario della grotta che si apre ad alcune centinaia di metri in un'altra proprieta' e nacque un'altro stabilimento. Questo scavo ebbe come conseguenza l'abbassamento del livello dell'acqua e fu possibile approfittarne per costruire un sentiero che attraversava tutta la cavita' fino alla sala piu' calda, l'Inferno. Infatti lo spazio interno e' diviso in tre settori che prendono il nome suggestivo di Paradiso, Purgatorio e Inferno in base al calore. Numerosi personaggi beneficiarono degli effetti positivi dei vapori della Grotta Giusti, basti parlare di Giuseppe Verdi e di Giuseppe Garibaldi.
I subacquei entrano in scena quasi per caso, da una chiaccherata con la direzione da parte di un socio del Sub Pistoia ,G. Lo Presti, che propose l'utilizzo di sub per ricercare attraverso il lago altre sale da dedicare alla speleoterapia. Anch'io come socio partecipai ai primi deliziosi bagni caldi ( inizialmente erano poco di piu' ), poi, a poco a poco, presa confidenza e rimosse le preoccupazioni di trovare getti improvvisi di acqua calda e sacche di aria irrespirabile, ci spingemmo sempre piu' lontano utilizzando gli accorgimenti e la prudenza che la situazione richiedeva. Chiedemmo aiuto a ditte del settore sub per il materiale ( monobombola da 5 e 10 litri, erogatori, illuminatori ) e risposero con generosita' la Mares e l'Imasub. Incominciarono a manifestarsi i primi problemi dovuti all'intorbimento totale dei cunicoli sommersi risolti con il solito filo di Arianna e tanta prudenza e affiatamento, ma ci furono anche le scoperte delle prime sale. Il gruppo si assottiglio' e rimanemmo in pochi avventurosi: L.Tanini, R. Tarlati, M. Maccioni, M. Menichini, e il sottoscritto, piu' altri che fornivano una collaborazione utile ma saltuaria. Poi si aggiunse addirittura il Direttore commerciale della Mares A. Di Bella che ci portava a collaudare gli ultimi modelli delle maschere e altre attrezzature. Incominciammo anche a fotografare e a filmare con il materiale che le scarse finanze e i prodotti dell'epoca consentivano. Cineprese in superotto che occorreva caricare all'aperto per via dei vapori interni e Nikonox II. Qualcuno aveva il flash a lampadina, io utilizzavo la Kodak 400 a 1/30 con la luce dei soli illuminatori al quarzo. L'acqua color smeraldo correggeva abbondantemente la temperatura colore dei fari.
Quando dopo ripetuti pasaggi i cunicoli smisero di precipitarci addosso nevicate impenetrabili di calcite e l'acqua incomincio' a mantenersi limpida, incominciammo ad accontentare le richieste di immersione che ci arrivavano da tutta Europa a seguito dei numerosi articoli apparsi su riviste subaquee. Eravamo diventati famosi....Ma portare tanta gente era un rischio e ci organizzammo in visite guidate a prenotazione con un numero ridotto di partecipanti. Abbiamo conosciuto e stretto cordiali rapporti con subaquei da tutta Italia e dall'estero e fra questi il gruppo piu' numeroso era composto di austriaci e tedeschi abituati ad immergersi d'inverno in un lago dell'alta Baviera, a Fussen, dopo aver rotto il ghiaccio.
Poi ci furono dei problemi con la direzione della Grotta e le immmersioni furono sospese.
Ripresero con L.Tanini e M.Maccioni qualche anno dopo che trovarono nel nuovo direttore della societa' termale un appassionato sub e collaboratore con cui aprirono nuovi cunicoli sempre piu' profondi.
In seguito fu creata una piccola societa' che continuo' per anni l'opera di accompagnamento .
Tutto ebbe termine a causa di lavori che determinarono il temporaneo abbassamento del livello dell'acqua sollevando numerose voci di protesta e rendendo di fatto impossibili le immersioni. Ora il livello e' ristabilito, ma non e' ancora stata riattivata la collaborazione con la direzione. Speriamo che in un prossimo futuro si possa di nuovo godere dei meravigliosi spettacoli della grotta e documentarla con le moderne attrezzature.


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