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LE CAUSE PRINCIPALI DELL'ABORTO SPONTANEO

Nozione ostetrica di aborto. In ostetricia si intende per aborto l'interruzione della gravidanza durante i primi sei mesi, calcolati dall'inizio dell'ultima mestruazione regolare, con o senza espulsione del prodotto. In base a questa definizione l'aborto si identifica con l'arresto del processo di gestazione in un periodo in cui il prodotto è destinato a perire non essendo vitale in quanto la vitalità cronologica, di regola (all’epoca della definizione), viene raggiunta solo dopo 180 giorni di gravidanza.

L'aborto ovalare avviene entro il 1° mese; l'aborto embrionale nel 2° e 3° mese; l'aborto fetale dal 4° al 6° mese.

Nozione medico-giuridica. In medicina legale s'intende per aborto l'interruzione di gravidanza in qualunque periodo del suo decorso con morte conseguente del prodotto di concepimento. Questa definizione prescinde dal criterio di vitalità.

Classificazione degli aborti.

Oltre alla classificazione secondo l'epoca e il quadro clinico (completo, incompleto, interno, in atto, inevitabile, minaccia d'aborto), l'aborto può essere:

Involontario o "spontaneo"

Volontario

cause naturali

legale

cause accidentali

Illegale

 

terapeutico

Aborto involontario. Corrisponde all'8-10% di tutte le gravidanze e raggiunge la massima incidenza nel 2° e 3° mese.

Cause naturali. Vengono divise in materne (genitali, gravidiche e generali), ovulari e paterne.

  1. Cause materne

  1. Cause ovulari: riguardano patologie degli annessi o del feto, rappresentano la causa più frequente, e sono dovute a fattori genetici o acquisiti (radiazioni, intossicazioni, infezioni). Degenerazione molare o corionepiteliomatosa del trofoblasto, anomalie dell'inserzione della placenta, deficit del liquido amniotico, anomalie del funicolo (inserzione velamentosa, avvolgimento irregolare con trazioni ad effetto vasospastico) briglie amniotiche con amputazioni fetali, mostruosità e malformazioni fetali incompatibili con il proseguimento della gravidanza.
  2. cause paterne: si ipotizzano mutazioni a carico degli spermatozoi oltre che per anomalie genetiche primarie, anche per effetto di alcoolismo ed intossicazioni.
  3. aborti idiopatici.

Cause accidentali. Sono cause esterne violente e fortuite che si verificano senza responsabilità di terzi.

  1. Cause traumatiche: possono essere traumi diretti, cioè penetranti nell'utero o agenti attraverso la parete addominale (contusioni), oppure indiretti in seguito a precipitazione dalle scale, incidenti stradali, ecc.
  2. Strapazzi fisici: attività sportive, viaggi prolungati, lavori faticosi e malsani, comportano una sindrome ipercinetica con deficit di circolo utero-placentare. Lo stesso effetto è determinato dalle emorragie e dalle ustioni, le prime aggravate dal trauma causale, le seconde dalla intossicazione generale.
  3. Traumi psichici: di dubbia efficacia, forse in associazione ad altre predisposizioni.
  4. Cause tossiche quali avvelenamenti accidentali (ossido di carbonio, cloroformio) o professionali (saturnismo, idrargismo, benzolismo, tabagismo).
  5. Cause medicamentose: fermo restando la raccomandazione di non assumere farmaci in gravidanza se non in caso di assoluto bisogno, vi possono essere effetti collaterali da digitale, antidepressivi, antiblastici; gli stessi interventi chirurgici (appendicectomie, colecistectomie, resezioni gastriche, ecc) presentano sempre il rischio di provocare l'aborto.