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Generale Conforti quando nasce il Comando
Carabinieri Tutela Patrimonio Artistico?
IL C.C.T.P.A. ora diventato C.C.T.P.C. nasce nel 1969 in seguito al forte
dilagare dell’aggressione delinquenziale nei confronti del patrimonio
culturale. Quindi un anno prima, e questo lo sottolineo con grande
orgoglio, che la convenzione UNESCO raccomandasse ai paesi membri di
adottare misure di sicurezza nei confronti del patrimonio culturale,
l’Italia aveva reso operativo un nucleo per la tutela e la repressione dei
reati perpretati nei confronti dell’enorme patrimonio artistico italiano.
Ci può illustrare l’attività del C.C.T.P.C.?
Il Comando è inserito funzionalmente nell’ambito del Ministero per i Beni
e Le Attività Culturali. Svolge su direttive del Ministero e, previ
accordi con le Direzioni Generali e le Soprintendenze, funzioni
concernenti la sicurezza, l’acquisizione di notizie, la prevenzione, la
repressione ed il recupero dei beni culturali. Sviluppa mirate indagini
all’estero, grazie all’apparato dell’Interpol e d’intesa con il Ministero
degli Esteri. Inoltre collabora con le altre componenti dell’Arma dei
Carabinieri, la Polizia di Stato e la Guardia di Finanza.
In che modo è strutturato il Comando?
Il Comando ha sede in Roma in p.zza Sant’Ignazio. Dallo stesso dipendono:
un Ufficio Operazioni che studia l’evolversi del fenomeno pianificando le
strategie di contrasto; un Reparto Operativo articolato in tre sezioni che
si interessano di antiquariato, archeologia e falsi; otto nuclei nelle
città più a rischio. Il Comando gestisce altresì una banca dati delle
opere d’arte rubate, dove sono informatizzati tutti gli eventi delittuosi
attinenti il patrimonio culturale nazionale ed internazionale, nonché le
persone coinvolte. Il sistema informatico è collegato anche con l’Istituto
del Catalogo e della Documentazione del Ministero e con l’Ufficio Centrale
per la lotta al traffico dei beni culturali di Parigi. Altrettanto è in
fase di attuazione con gli Uffici Esportazione e con l’Interpol.
Il comando cura anche la pubblicazione del periodico “Servizio per le
ricerche delle opere d’arte rubate” dove sono riportate le riproduzioni
fotografiche, corredate da tutti i dati necessari per l’individuazione,
delle opere d’arte più importanti trafugate.
Cosa rappresentano per Lei i Beni Culturali?
I Beni Culturali costituiscono la storia e l’identità dei popoli e delle
nazioni; la loro ricchezza è la diversità, il valore, la memoria.
Disperdere o distruggere questa ricchezza significa rinunciare a se stessi.
La valorizzazione, però, non può essere finalizzata solo all’aspetto
commerciale.
Quale è la situazione in Italia?
Il nostro Paese ospita testimonianze preziose dell’arte di ogni tempo, le
cui espressioni non costituiscono soltanto un retaggio dell’antichità, ma
rivestono un ruolo importante per la crescita culturale ed economica della
nazione. L’Italia, dunque, può essere definita un museo a cielo aperto ed
è per questo che la nostra responsabilità verso il mondo è
incommensurabile. Ecco perché è necessario dare priorità alla tutela
dell’arte.
Come mai la criminalità ha rivolto le sue
attenzioni anche al patrimonio artistico?
La criminalità si avvale dell’arte per riconvertire i proventi di altre
attività delittuose e per il conseguente reinvestimento in attività legali,
aggregando così le norme che cercano di contrastare il riciclaggio.
Quali sono le città italiane dove si concentra il maggior traffico
illecito di opere d’arte?
Il traffico illecito è diffuso un pò in tutta la penisola, anche se le
città cardine di questa attività criminosa sono Milano, Roma, Napoli e
Bologna.
La legislazione attuale aiuta la vostra attività?
La legislazione attuale è insufficiente, basti pensare che per il diritto
penale italiano, il patrimonio archeologico in genere è protetto meno
della proprietà privata. Il furto dal sottosuolo è punito come un furto
semplice, meno di un furto al supermercato. Lo scavo clandestino, anche il
più distruttivo, è sanzionato come una banale contravvenzione. Per alcuni
la circolazione di reperti da scavo è addirittura libera, perché secondo
ricorrenti orientamenti giurisprudenziali non è il detentore che deve
provare la legittima provenienza, ma la pubblica accusa.
La Comunità Europea allargherà, prima o poi i suoi confini, Lei
cosa auspica per la materia di Beni Culturali?
Auspico una cooperazione maggiore fra tutti gli stati membri e la
realizzazione di una omogenea legislazione. In merito sento il bisogno di
un approfondimento in quanto assistiamo ad uno scontro tra i Paesi
produttori di beni archeologici e quelli acquirenti, ciascuno arroccato
nella difesa delle proprie posizioni. li interessi delle comunità
nazionali nel campo dell’arte antica non sono convergenti, poiché il
mercato antiquario è stato dettato da lobbies esistenti in Paesi
economicamente forti a danno di altri.
Generale un’ultima battuta: “Un cittadino che detiene un’opera
d’arte legalmente acquistata, come può dimostrare di essere il reale
possessore se dovesse subire un furto?”
Questo è molto semplice, poiché all’atto dell’acquisto il venditore deve
rilasciare una copia fotografica firmata.
Ulteriori informazioni possono essere ricercate sui siti
http://www.carabinieri.it e
http://www.beniculturali.it |