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   L'avvento del nazismo

 

IL TRATTATO DI VERSAILLES

 

Il trattato  di Versailles, al termine della prima guerra mondiale,  stabilì le condizioni per la  pace fra la Germania e gli Alleati. Fu firmato  alla conferenza di pace aperta a Parigi il 18 gennaio 1919 con la partecipazione dei delegati delle  nazioni vincitrici. Ebbero un ruolo predominante i rappresentanti di Stati Uniti , Inghilterra, Francia e Italia, mentre la Repubblica di Weimar (che aveva sostituito lo sconfitto Reich tedesco) non potè sedere al tavolo delle trattative.  Questa esclusione determinerà nel popolo tedesco la sensazione di una iniqua pace punitiva con le gravi ripercussioni che vedremo più avanti.

La prima sezione del trattato finale conteneva anche il testo del patto costitutivo la Società delle Nazioni, prima istituzione internazionale col compito di mantenere la pace e risolvere le controversie fra Stati per mezzo della diplomazia.  Il trattato di Versailles fu firmato dagli stati dell'Intesa e dalla Germania il 28 giugno 1919, ma non venne ratificato dal Congresso degli Stati Uniti, che il 2 luglio 1921 firmarono a Berlino un trattato a parte con la Germania.

Gli Stati Uniti, di lì a poco, avrebbero varato un piano di aiuti economici (piano Dawes) esteso anche alla Germania che sarebbe risultato evidentemente incompatibile con le prese di posizione della pace punitiva imposta allo stato tedesco.

Il trattato di Versailles impose alla Germania l'abolizione del servizio militare obbligatorio, la riduzione dell'esercito a 100.000 uomini, la smilitarizzazione dell'intera riva occidentale del Reno e di 50 km di quella orientale, il divieto di produrre e commerciare armi, un limite massimo di 24 navi per la flotta militare ( nessun sottomarino) e di 15.000 marinai, nonché lo smantellamento completo dell’aviazione. Le fu vietato inoltre di ricongiungersi all’Austria.

Ritenuta l’unica responsabile  dei danni provocati dalla guerra, la Germania avrebbe dovuto pagare gran parte delle riparazioni necessarie. Le modalità di pagamento prevedevano la corresponsione in denaro, in natura,  in lavoro, in impianti e strutture industriali.

La Germania riconobbe la sovranità dell’Austria, del  Belgio, della Cecoslovacchia e della  Polonia. Dovette restituire l’Alsazia-Lorena alla Francia e concedere lo sfruttamento della Saar alla  Società delle Nazioni per quindici anni. La Slesia, che un plebiscito avrebbe voluto tedesca, venne invece suddivisa fra Polonia e Cecoslovacchia per decisione del Consiglio della Società delle Nazioni. Danzica fu proclamata città libera sotto l'amministrazione della Società delle Nazioni, ma sotto la giurisdizione polacca per quel che riguardava dogana e relazioni internazionali. La Germania, infine, fu privata delle colonie africane e oceaniche.

Collegati a: http://www.cronologia.it/storia/a1918b.htm  http://www.cronologia.it/mondo23a.htm

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