Gli Eunuchi
Una fesseria, un ideale, una realtà.
La storia degli Eunuchi è abbastanza semplice: nel 1993-94-95 tre compagni di classe del liceo scientifico "Pacinotti" che suonano strumenti diversi (o quasi), un giorno si riuniscono a casa di uno di questi e, sfoderati i loro strumenti, il gruppo esala una musica nuova, speciale, che dapprima è rappresentata principalmente da un testo "redatto" da M. su musica (accordi) di C., poi suonandola ripetutamente fino all' ossessione diventa una canzone-mito che costituirà il motivo unificante dei tre suonatori di Cagliari.
Dunque gli Eunuchi sono una fesseria, viste le origini ancora non ben definite del nome del gruppo (che pare non aver alcuna relazione con la natura virile dei tre componenti, quindi sembra che il nome sia scaturito per pura demenzialità); un ideale, perché nonostante il nome e le canzoni del gruppo sia considerato poco seriamente da F. e da C., M. continua a trovarci un senso; e una realtà perché, come vedremo, il gruppo attraverserà un periodo difficile in cui le ombre nere dello scazzo oscureranno talmente la voglia di produrre che, ironia del destino, sono quasi ridotti alla produttività di quelli di cui così scherzosamente prendono il nome.
Infatti, dopo aver fatto parecchie performances in casa, si presentò l' opportunità , che fu colta al volo, di suonare in una sala. Ma Giahimé ci furono complicazioni, perché il gruppo per suonare decentemente credeva di aver bisogno almeno di un batterista vero e proprio; dopo il batterista venne un altro chitarrista, poi un' altro ancora, e infine il gruppo si alienò: ovvero venne a mancare quella voglia di scherzare ma di fare scherzando che aveva "unito" il gruppo all' inizio. Infatti dopo "I'm G. G." la produzione di musica propria subì un calo: si registrano infatti dopo Eunuco (How long won't you face it?), nata da una frase ripetuta quasi senza un senso, considerata come al solito "significante" da M. , e una mezza It's up to you, che altro non era che un adattamento di C. a un giro di accordi di M. ; è importante sottolineare che solo "I'm G. G."fu eseguita in sala, mentre ogni altro spunto (come How long won't you face it?) non fu mai esteso alla sala, anche perché il batterista e i chitarristi non potevano inserirsi perfettamente nel complicato gioco della canzone, che richiamava in sé il concetto stesso di gruppo di un particolare genere di musica demenziale.
06/05/1996
Gli Eunuchi
STORIA A PRIORI
Il 1997 è stato l' anno della svolta: la prima apparizione in "pubblico", avvenuta l' 8 Giugno, ha cambiato più la vita degli Eunuchi che quella degli spettatori stessi: pubblico probabilmente non abbastanza spregiudicato per apprezzare appieno il messaggio eunuco, anche se coinvolto dai virtuosismi vocali del cantante e dal genere ritmico e melodico assieme. Il gruppo-pagliaccio della grande organizzazione giovanile Oratorio S. Paolo esce finalmente allo scoperto, preceduto dalla "fama" che si era venuta creando dagli anni prima, e si propone al pubblico in una veste tuttavia diversa da quella delle origini: mai e poi mai avremmo pensato di esibirci in pubblico, vuoi per il nome, vuoi per la timidezza del cantante, vuoi per la incompetenza dell' uomo-jolly batterista, vuoi per la vergogna del chitarrista, vuoi perché non abbiamo mai avuto una identità definitiva e chiara a tutti. E basta.
12/10/1997
De consolatione Musicae
Dialogo dell'eunuco e di Euterpe
Immerso nella meditazione, il giovane batterista giaceva nel letto sconcertato dal futuro della sua attività musicale, che gli appariva ancora una volta incerto, dopo essere stato in principio così saldo, e poi turbato da ombre nere di perplessità, e poi di nuovo riaccolto a braccia aperte, e così via. Pensieri di frustrazione e il timore della perdita del Sogno della Vita stavano spianando la via, già percorsa da molti, della rinuncia. La sua mente, ormai satura di tetri pensieri su soluzioni drastiche, in realtà lasciava dello spazio a una vecchia conoscenza, una presenza che il giovine aveva sempre sentito fin da quando era bambino, e che lo accompagnava quando parlava con la tastiera del piano. E mentre meditava, forse impedito nella lucidità di pensiero dallo stordimento del troppo veloce ragionare, avvertì distintamente quella presenza, e si rese conto di trovarsi in un'altra dimensione, assieme alla materializzazione della Musica.
Musica: Non dici nulla? Ti sembra così strano parlare con chi ti vive dentro?
Eunuco: Chi sei tu?
M. Sono Euterpe, la Musica che guida il tuo musicare. Sono la parte pura del tuo Sogno della Vita, che tu facesti quando eri più giovane, e che finora ti ha acceso l'animo.
E. Saresti dovuta apparirmi quando ancora ero nel pieno delle forze eunuche. Oramai poco è quello che puoi fare. Non trovi un terreno fertile e disposto a osare; trovi un terreno quasi insterilito, rovinato da una coltura spossante. Che cosa vuoi?
M. Cos'è che ti turba? Non sembri la stessa anima che prima tanta speranza riponeva nella sua missione.
E. È vero. È triste constatare come il succedersi dei giorni possa influenzare l'animo delle persone. Ma vivo una situazione assai disperata, per cui perfino io, che col mio orgoglio ho ripromesso a me stesso che mai mi sarei lasciato abbattere dagli avvenimenti esterni, ho dovuto rivedere i miei progetti. Tu bene sai come il suono e il canto sia per me espressione più profonda e motivo di gioia; sai anche come considero magico il patto, quasi segreto, dei musici che si ritrovano insieme per vibrare in accordo tra loro, sai benissimo come entrai nello spirito eunuco e come vi partecipai con fervore. Ma ora si prospetta un triste avvenire: sembra sempre più vicino il giorno dell'annullamento di quel patto, sembra che ormai le parti non si riuniscano più nella fusione sublime dell'espressione musicale. Un sodalizio che era nato con una aspirazione nobile e gloriosa, una mira che già di per sé costituiva una meravigliosa impresa, una destinazione che doveva tendere all'infinito ora rischiano di svanire, proprio come i mille sogni dei bambini che crescono.
M. Le tue parole suonano di Apocalisse! Non sai forse benissimo che una goccia inonda il cielo?
E. È vero. Una goccia inonda il cielo nel momento che la goccia è in volo; ma quando arriva, e il cielo si apre, aspettando le altre gocce, e non ne arrivano, è grande e acre delusione. E in effetti così io dovrei vivere ogni giorno, aspettando che cadano le gocce nel deserto, fiducioso, ma non so né se mai ricadrà una goccia, né se ne cadranno abbastanza per cui sia ricompensato dell'attesa. E sai benissimo che oggi il mondo non ha più voglia di continuare a sperare, nessuno più vede quel Faro, tanto meno il Sole, e come tanti, che dapprima vogliono mantenere fede a un impegno di vita, al proprio Sogno della Vita, vi rinunciano perché incapaci di superare le difficoltà, annullano senza pensarci tanto la loro identità, rinnegano i loro sogni e scelgono la via più facile del futuro programmato e automatico.
M. Ciò che dici è vero, non lo posso negare. Ma questo avviene quando uno si arrende, come tu hai detto, di fronte alle leggi di ciò che è sempre stato, quando pensa che il suo Sogno della Vita non possa essere realizzato a causa di motivi fuori di lui. Questo avviene in tutti coloro che, giunti in fine di gioventù, ritengono troppo difficile e scomodo metterlo effettivamente in pratica, per cui preferiscono lasciarsi cullare dalla mediocrità, facendo ciò che la gente vuole che lui faccia, che riconoscere nobilmente i puri propositi del Sogno della Vita. Forse che tu pensi questo?
E. No, non dico questo. Ma se ti dico che Spado non mi sembra più avere ormai quella motivazione di un tempo, e tante cose me lo fanno pensare, come posso fingere che sia alimentato dalla vis eunucha come lo sono io?
M. Ma non ti ha forse spiegato le cagioni di questo suo comportamento? Spado non ha detto che la vis eunucha è morta.
E. Si, ma devo credere che voglia veramente continuare a coltivare il germe eunuco, se accade poi che pur vedendoci tutti i giorni non mi manifesti desiderio di suonare o che, in scholam, non mi ascolti o perfino non mi rivolga l'attenzione? O Euterpe, io fuggo da quelli che fanno sterile la loro arte, riducendola a musica fine a se stessa, e dovrei essere contento con chi non condivide con me la vis musicale e la vis eunuca? Comprendi, ti prego, il mio disagio.
M. O Eunuco, ma se l'unione dei musici eunuchi è destinata a morire come le mille altre unioni di musici o presunti tali, sarebbe come se Gli Eunuchi non si fossero fondati su solide basi, ma su fragili convenzioni tipiche degli altri gruppi di giovani musici, che come sappiamo sono destinati dalla loro nascita allo scioglimento da saturazione!
E. O Euterpe, è proprio questo che temo. Temo che Gli Eunuchi altro non siano stati che un piacevole diversivo per passare il tempo dei giovani. Capisco che Spado possa avere le sue ragioni, ma non mi sembra neanche che sia tanto dispiaciuto di aver sospeso l'attività musicale. Questo mi sembra, o musa, che il Sogno della Vita voglia rimanere tale per sempre. E a questo punto sarebbe molto più onorevole terminare questa commedia, e riconoscere il nostro fallimento.
M. Suvvia, Eunuco, dimetti questo tuo animo abbruttente e rindossa ancora una volta le bianche vesti del cantore eunuco. Turn it on again! Infatti sai che quando sarai di nuovo lì, dietro i dischi dorati, e Spado modulererà ancora le armonie con l'acuta ugola e il sinteticatore ritornerà lo spirto che fin qui vi mosse a vibrare. Non ti basta forse il ricordo delle tue memorie a ricondurti nella strada eunuca?
E. Lo spero tanto. Forse tutto ciò è solo frutto di una crisi momentanea, ma può essere questa così forte da cancellare tutto ciò che è stato fino a ieri? E se fa così, che senso ha continuare a cercare ancora il Sogno della Vita se questo è ormai perso? O Euterpe, mi sento smarrito, ma soprattutto lasciato solo, dimenticato, ignorato.
M. Ascolta ciò che ti consiglia la Musica. Pensa dunque ora, o Eunuco, a dare il meglio di te, fallo per il tuo Sogno della Vita, non curarti di Spado, ignoralo quando si comporta in modo nocivo, né siigli tu nocivo; ciò che devi fare è dedicarti alla tua arte; e se Spado vorrà, ritornerà a te; tu fa' come se a cantare fosse un esterno aGli Eunuchi, e se fosse uno di coloro che si chiamano per rimpiazzare gli altri musici.
E. E sia. Per il bene deGli Eunuchi. Così facendo, però, mi pare di non fare altro che rallentarne la morte.
20/12/1997
Eunuchi: addio, ragazzi!
A distanza di tre anni da quel marzo 1995 che ha visto la nascita deGli Eunuchi, il gruppo, ridotto ormai a un' ombra di quello che sarebbe dovuto essere, ha ufficiosamente dichiarato il proprio scioglimento. La possibilità di una fine appariva sempre più probabile da circa tre mesi, quando le pressioni all' interno del binomio M. - C. si erano fatte più forti. "È molto doloroso, lo so, ma è necessario per la nostra integrità psichica" ha dichiarato il C., che appariva stanco, come stremato da un lungo periodo di insonnia.
Si è dunque conclusa così, soffocata senza far rumore, l' esperienza di codesti sedicenti adolescenti che tanto volevano dire? Chi lo può dire: Gli Eunuchi hanno vissuto molto fuori dagli schemi, non sono mai stati quello che "la media rock-band cagliaritana avrebbe voluto essere", e questo potrebbe essere anche una manovra per spiazzare i fan; Gli Eunuchi continueranno a vivere, non importa in che modo si manifesteranno, se all' improvviso usciranno allo scoperto, dal nulla, con una esibizione "glam" in qualche locale, o se vedremo il loro disco nei negozi di generi alimentari... Gli Eunuchi sono arte allo stato sublimato, energia raffinata in immagini sonore, comunicazione subliminale; musica sentita, mai una nota "artificiale", aggiunta per abbellimento... tutto quello che esce dalla bocca, dalle mani, dai piedi proviene direttamente dall'anima.
Quel prolungamento infinito nella sigma di Spado ha dunque veramente una fine da qualche parte? Il tempo ce lo dirà. Per ora i fan si contendono le registrazioni dell' unica apparizione in pubblico, all' ormai famoso Meeting 1997, dove già si vedono i primi segni di consunzione causati dal terribile morbo. All' oratorio giovanile di San Paolo ancora è appeso l'orario dei gruppi, fra i quali, il venerdì dalle 20 alle 22 figurano "Gli Eunuchi". Ancora sembra di sentire l'eco de "la casa della pace".
02/04/1998