Il fascino evocativo della chitarra, l'armonia misteriosa ed avvolgente del coro, la capacità esemplare di parlarti e coinvolgerti che ha la voce: sono questi i tre principali ingredienti dello spettacolo “Concerto per Garcia Lorca”. Il grande poeta spagnolo è il filo conduttore della serata, in quanto tutti i brani in programma sono ispirati a sue composizioni poetiche.
Federico Garcia Lorca nasce a Granada nel 1898 e muore fucilato dai franchisti durante la guerra civile, all’età di soli 38 anni. Poeta di estrema sensibilità le sue vicende esistenziali, la sua capacità di dare un rilievo nuovo e “strano” a fatti e personaggi ritenuti banali o addirittura reietti “io sono e sarò sempre dalla parte di coloro che non hanno niente”, il fortissimo potere simbolico del suo linguaggio che colpisce direttamente nel profondo, il recupero e il dare dignità a un patrimonio culturale negato da secoli di pregiudizi, sono solo alcuni degli elementi che lo hanno reso un autentico mito moderno. Ma andando più a fondo, si scopre che tale capacità creativa gli deriva dal duende, che genera in lui l’ispirazione poetica, che in contrapposizione allo sforzo razionale tendente alla perfezione formale, è perfezione istintiva che coinvolge tutto l’essere, è passione, è fuoco, è un “potere e non un operare, un lottare e non un pensare”.
Tre canzoni popolari spagnole "Anda, jaleo"," Nana de Sevilla" e "El cafè de Chinitas" sono scelte da un lavoro realizzato da Garcia Lorca, che andò a raccogliere questo materiale "sul campo", e lo presentò poi in una raccolta, originariamente per voce e pianoforte, in cui queste melodie sono da lui armonizzate cercando di preservare lo spirito del "cante jondo", ma unendolo alla sua propria sensibilità musicale.
Mario Castelnuovo-Tedesco, nato a Firenze nel 1895 e naturalizzato americano
dopo la sua immigrazione forzata negli Stati Uniti nel 1939, a causa delle
persecuzioni antisemite. Lontano dalle problematiche della scuola di Vienna
ha perseguito quella che potremmo chiamare la strada italiana verso la
modernità: una ricerca di arcaismi che rappresentano un modo originale
per svincolarsi dalle pastoie tardoromantiche.
"Romancero Gitano" del 1951, per coro misto e chitarra su poesie
di Garcia Lorca, appare una delle sue composizioni più felici, dove
l'intensità d'espressione, la brevità e l'incisività
del tratto stanno in perfetto equilibrio con la delicatezza timbrica e
la dolcezza poetica e musicale.
"Concerto per Garcia Lorca" di Eugenio Becherucci
“….ho voluto utilizzare due degli elementi che caratterizzano l'intero programma della serata odierna: la chitarra nel ruolo di protagonista, e, importante controparte, la voce elaborata elettronicamente, sia quando cerca un collegamento ideale con la voce del poeta per arrivare alla "rigenerazione" nella parte finale, o quando si fa "coro" a commento delle fasi salienti del percorso emotivo del brano.”
Reginald Smith-Brindle, compositore inglese, direttore d'orchestra e chitarrista, nato nel 1917. Nella sua vasta produzione musicale ha esplorato i più diversi stili compositivi, dalla tonalità all'alea, alla dodecafonia. Le sue 60 e più opere per chitarra hanno dato un grande contributo al repertorio dello strumento nel 20° secolo.
"El polifemo de Oro", del 1956, è un brano ispirato alla
celebre "Adivinanza de la guitarra" di Garcia Lorca. L'opera è divisa
in quattro brevi movimenti costruiti in stile dodecafonico, ma caratterizzati
un forte lirismo melodico e un onnipresente richiamo a centri armonici
ricorrenti, tanto da far pensare ad un uso della tonalità allargata
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