Alessandro Altamura
Assessore al Commercio, Turismo, Attività Produttive e Marketing Urbano - Comune di Torino
Etnotango Festival
Con piacere – sottolinea l’assessore Alessandro Altamura - ho avuto modo di apprendere che il festival, quest’anno alla sua seconda edizione, ha sviluppato con soddisfazione la sua missione centrale di valorizzazione e integrazione territoriale attraverso l’applicazione di politiche di riqualificazione dell’area di Porta Palazzo e di politiche d’integrazione tra scuole, operatori e semplici appassionati.
Come fu in occasione del Festival dello scorso maggio, anche domenica vorremmo centrare l’obiettivo di unire idealmente, attraverso un percorso artistico via Borgo Dora, il Balon e il Cortile del Maglio (ndr Manifestazione “E..State in Fiera” che ha ospitato i protagonisti di EtnoTango all’interno di un Thank You Party).
Il Tango argentino – aggiunge l’assessore Altamura – che per definizione è una danza multietnica come le tradizioni dei popoli che l’hanno generata, ha trovato a Torino ed in particolare a Borgo Dora la sua location ideale: i generi e gli stili che si mescolano, si fondono, si avvolgono reciprocamente, sviluppano momenti di socialità e condivisione con persone che vanno dai venti ai settant’anni, ci riconducono a ciò che esattamente avviene da tempo nell’area di Borgo Dora annessa a Porta Palazzo. E’ questa infatti – ricorda l’Assessore - un’area ricca di sedimentazioni sociali, di storia tra pietra, mattone, sudore e acqua; di tradizioni etniche e costumi popolari ereditati dai flussi migratori che sono passati dall’America Latina di ieri al Magreb di oggi”.
Gianni Oliva
Assessore alla Cultura - Regione Piemonte
Etnotango:
una seconda edizione a testimonianza di un importante lavoro di collaborazione e di condivisione che tutti i soggetti politici, istituzionali, educativi e sociali dell’area di Porta Palazzo hanno saputo realizzare.
Nel più ampio progetto teso alla riqualificazione del quartiere l’evento ha avuto nella curatrice un importante elemento di forza , di passione e di capacità di aggregazione, ma ha anche reso evidente il desiderio di impegnarsi nella costruzione di un contesto capace di conoscere per riconoscersi, di lasciare spazio alle emozioni, all’ascolto, al rispetto della cultura di tutti.
Non a caso il Tango; non solo perché Torino ne è indiscussa capitale italiana, ma perché musica e danza sono due elementi importanti dell’espressività di sentimenti ed emozioni che la società contemporanea tenta di negare e che spesso trovano sfogo in una aggressività inutile e dannosa.
Borgo Dora, Balon, Cortile del Maglio, un percorso tracciato da luoghi simbolo di una stratificazione storica di sapori, odori, lingue, culture e religioni.
Un viaggio che concentra in pochi chilometri generazioni intere narrate dalle fotografie, dalle letture, dalla musica e ovviamente dal ballo, non uno qualunque, ma dal tango.
Si danzi, quindi, questo lungo Tango con la speranza che sia capace di condurci, con la sua filosofia, verso una società migliore.
Circoscrizione 7
Piero RAMASSO - Presidente VII Circoscrizione
Luca DERI - Coord. V Commissione
Ernesto AUSILIO - Coord. III Commissione
"Edizione 2008 di Etnotango Festival"
L’edizione 2008 di Etnotango Festival s’è chiusa con un significativo successo artistico e di pubblico confermando la validità del suo impianto culturale e la sua felice interazione con le atmosfere e gli spazi di Borgo Dora e del Cortile del Maglio.
Si tratta di un connubio fra arte, storia, luoghi, persone, particolarmente riuscito ch’è positivamente percepito ed apprezzato dal pubblico e dagli artisti partecipanti al Festival.
L’alto livello artistico, il successo di pubblico e l’efficienza organizzativa candidano questo giovane festival di musica e danza fra gli eventi cittadini destinati a crescente successo ed è esigenza della VII Circoscrizione, e dei molti soggetti interessati alla valorizzazione dell’area di Porta Palazzo-Borgo Dora, rafforzare il legame fra il Festival e un’area, certo problematica, ma di grande fascino e vitalità.
La Circoscrizione VII esprime un sentito apprezzamento per l’edizione 2008 di Etnotango e ringrazia tutte le persone che hanno contribuito alla riuscita del Festival, in primis Monica Mantelli e gli Artisti, con l’impegno, certo condiviso dalle altre Istituzioni ed associazioni interessate, che nel 2009 Borgo Dora offrirà nuovamente all’intera Città serate indimenticabili.
Dorella Gigliotti
ballerina professionista
"Due righe"
Sono contenta che in Torino ci siano iniziative che divulgano l'arte in generale e ancor di più se riguarda il tango.
L'esperienza di eseguire una performance nell'ambito di una cornice come BORGO DORA-CORTILE DEL MAGLIO è stata per me e i miei ragazzi molto interessante.
Ho scelto una musica così "accattivante" perchè in me c'è uno spirito non limitato solo al tango come genere musicale, quindi ho voluto ballare tango su una musica "diversa" per vedere se l'energia, la forza, la sensualità del tango potessero venire fuori nonostante la musica stridente o assordante scelta...
In ogni caso per me è stata una esperienza positiva e spero che questi momenti di incontro siano sempre più frequenti e non limitati.
Grazie a tutti, sperando in un prossimo progetto insieme nella più gradevole delle atmosfere.
Nancy Miceli - Fernando Gargaglione
ballerini argentini professionisti
Ciao a tutti
e sopratutto agli organizzatori del EtnoTango Festival!!!
Prima di tutto un ringraziamento per questo evento cosi originale perche un festival non è solo ballo o spettacolo ma anche cultura. Secondo noi è il primo festival dove hanno luogo manifestazioni di vari tipo (sfilate, ballo, mostre, musica, ecc), dove la varietà e diversità si manifesta in un posto festivo centrato su un tema il Tango.
Sappiamo che non è facile organizzare e mettere in moto molte cose che uno vuole ma questo ci ha fatto capire che quando si vogliono le cose si riescono a fare e molto bene, ovviamente con sforzo e tanto aiuto. Monica Mantelli dopo tutto è riuscita e ci dimostra ancora una volta che si può, non abbassa mai le braccia come nel tango.
Per questo ti diciamo GRAZIE, per non lasciare nessuno fuori, per cercare di unire, per cercare d'istruire, per dare spazio a tutti. Per aiutare alla nostra cultura a farsi vedere perche è cosi che si capisce meglio il tango, per dimostrare che non solo si balla tango, ma ci sono altre cose insieme al ballo.
Come Argentini anche se non abbiamo potuto partecipare come artisti siamo veramente rimasti molto contenti di tutto quello che si è riuscito a realizzare, del entusiasmo della gente, della "movida" come se dice in argentino. Anche c'è da ringraziare alle milonghe che per quel week-end hanno lasciato spazio libero perche l'evento sia masivo. Perche la unione fa la forza e perche come nel tango ballato due persone fanno una sola non per essere in meno ma per portare un obbietivo in comune accordo avanti.
Del nostro cuore un abbracio enorme e come ballerini possiamo dire “que siga el baile”!
Pier Andrea Ferro
medico
"Etnotango"
Raggi di sole al tramonto
che paiono schiodare il tetto nuovo dell’antico cortile,
vanamente solleticando il possente maglio immoto
a tornare a nuova, rombante vita.
Coppie di ballerini
perse nell’abisso del tango,
astratti dal mondo e dalla folla, che pure lì intorno
li pressa, li invidia, li ammira
in un fremito di malsopita emulazione
che domani, o tra un anno, tracimando,
porterà anche i loro passi
sul tavolato di una milonga ancora ignota.
Desiderio feroce, sanguigno, vitale,
come un vino rosso pieno e forte, di ballare di respirare con la musica, nella musica.
Le strade, i cortili, le piazze
obliate dal tempo
di un Borgo Dora che si riflette stupito in San Telmo.
E mentre Anna piroettando follemente applaude il nostro arrastre,
ringrazio Dio, il tango e te
per questi quattro giorni e quattro notti
che vittoriosi strappiamo al dolore della vita.
Mina Taiani
insegnante e scrittrice
"Etnotango: mi sono sentita a casa!"
Per chi, napoletana emigrata come me, ha dovuto inserirsi più volte in nuove realtà sociali, talvolta molto diverse da quella lasciata, trovare negli altri degli elementi di affinità culturale vuol dire non dover rinunciare ad un’identità etnica e, soprattutto, avere la possibilità di condividere emozioni che scaturiscono da un comune modo di interpretare e vivere gli eventi della nostra esistenza, da quelli più significativi a quelli di quotidianità spicciola.
Durante i quattro giorni della kermesse di tango argentino, che ha trasformato la zona di Borgo Dora circostante Il Cortile del Maglio in una piccola Buenos Aires, ho colto, nelle situazioni artistiche che vi si rappresentavano e nello spirito che animava la manifestazione, diversi aspetti peculiari della filosofia di vita partenopea.
Il tango argentino permette di esprimere passionalità, caratteristica spiccata delle genti del sud; l’elemento passione traspare non solo dalla sensualità del ballo in sè ma anche dalla musica e dai testi, il cui tema più frequente è l’amore in tutte le sue connotazioni, da quello felice a quello disperato: il parallelo con la canzone napoletana, specialmente quella classica, è immediato.
I significati più remoti del tango argentino vanno ricercati nella sua origine: esso è nato dalla necessità di trovare un modo per comunicare tra persone che, emigrate in Argentina per cercare fortuna, non conoscendo la lingua del paese ospite, né quella degli altri emigranti provenienti da terre diverse, avevano un solo linguaggio comune: quello del corpo.
L’abbraccio "tanghero" restituiva agli emigranti un po’ di quel calore lasciato a migliaia di chilometri di distanza e chi, nelle ben note valigie di cartone, oltre a pochi stracci, aveva portato una chitarra o la fisarmonica contribuiva alla mescolanza degli stili musicali che fanno del tango argentino un prodotto multietnico.
Nel corso della kermesse sono stati proiettati film e documentari ed uno di questi ultimi, intitolato “Nella pancia del piroscafo", il regista italo –argentino Alberto Signetto, illustrava le condizioni di estremo disagio in cui viaggiavano gli emigranti a bordo di queste grosse e scomode imbarcazioni dette anche “bastimenti". Ecco che subito la mia mente è andata al testo della canzone “Santa Lucia luntana" ( “...Partono ‘e bastimenti, ppe terre assai luntane... cantano a bordo e son napulitane...).
Per chi si recava in paesi stranieri senza conoscere quali fossero le reali prospettive per il futuro, saper improvvisare era fondamentale, la nuova esistenza andava inventata: il tango argentino incarna l’improvvisazione, viene interpretato in modo diverso da ogni singola coppia ed anche qui è evidente l’analogia con lo spirito d’improvvisazione tipico dei partenopei, l’arte di sapersi arrangiare per andare avanti senza mai rinunciare a cercare spunti positivi nel poco che hanno.
Etnotango si è svolta all’insegna dell’estemporaneità, del brio, della collaborazione e dell’entusiasmo di chi, fortunatamente non pochi, ancora crede che la convivenza multi etnica sia possibile solo quando si è disposti a recepire e condividere le esperienze culturali dell’altro.
Pier Andrea Ferro
"Prima lezione"
"Cosa cavolo ci faccio io qui?" Il pensiero rumina nella sua mente da quando, correndo per scampare all’acquazzone, ha abbandonato l’auto malamente parcheggiata dopo tre giri d’isolato, per infilarsi nella porta, là dove un neon anni ’70 pomposamente declama "Scuola di Danza" alle occhiaie vuote e indifferenti di un condominio di periferia.
Colpa di sua cugina, riflette nervoso, costantemente alla ricerca di qualcosa di nuovo e subito sempre annoiata da tutto. Si vede che si era ricordata dell’incauta frase di qualche mese prima (“che bello questo brano di Piazzolla!") e, a scoppio ritardato, ieri gli aveva telefonato tutta garrula per annunciare che erano iscritti in coppia a una lezione di avvicinamento al tango. E non si sognasse di darsi malato!
La sala, il palchetto, i volti di uomini straniti e imbarazzati, con qualche eccezione di chi per tenersi su si dà arie navigate. Le donne, -tante, troppe a un primo colpo d’occhio-, con un range che spazia dal club-cuori-solitari-ma-non-lo-ammetto a improbabili "femmes fatales" già in calze a rete, spacco fuori ordinanza e rossetto spudorato.
Un deja-vu di festa del liceo, si dice, senza voler ammettere che comincia a sorridere del suo e dell’altrui imbarazzo. Il maestro -simpatico,però!- inizia a farli camminare nella salida basica... suona meglio che in italiano, pensa, mentre il rombo dei piedi mal strascicati sul pavimento gli strappa un nuovo,involontario sorriso reminiscente di piazze d’armi e servizio militare. Scemo, guarda però che la tipa qui a fianco è ben più carina del tuo caporale istruttore di allora, gli sibila la memoria.
“E ora in coppia!" tuona il maestro. Come, in coppia... di già? Prima ancora che possa connettere, la cugina lo ha afferrato come un attrezzo da palestra e, forte del suo passato di danza classica -fallimentare,lui lo sa bene-, lo martirizza con raffiche di"Stai su!", "Guarda che sei tu quello che porta!", "...e non mi pestare le scarpe,sono di Gucci!".
Lui vacilla tra la tentazione di mandarla a stendere e il cocciuto orgoglio di maschio che non vuole arrendersi sino al provvidenziale "Cambiate coppia!" dell’insegnante.
“Continuiamo insieme, vero?" è l’inutile quanto perentoria affermazione della cugina: lui si è già voltato alla sua destra,e guarda questa sconosciuta che guarda lui che la guarda, in un gioco di specchi all’infinito. L’abbraccia, e vorrebbe chiederle scusa per quanto è goffo, ma vedrai che andando avanti ti terrò meglio, perdonami per ora e... la musica parte,e con un sorriso imbarazzato e in apnea fino alla fine del brano, quegli otto passi iniziano a sembrare -come un paesaggio più che visto, intuito nella nebbia- un ballo.
“Perdio,sto ballando!" è la folgorazione che gli attraversa la mente.
“Ci vediamo la settimana prossima, grazie a tutti". Come, già finito? pensa come un bimbo strappato troppo presto alla giostra.
Il cortile a stento contiene i lamenti della cugina: "sto tango pensavo fosse meglio, il mio cavaliere -orrore!- aveva un alito terrificante, guarda non credo proprio di venire ancora..." non la sente quasi più, mentre escono in strada.
Guarda in alto, non piove più, e nel cielo glorioso del tramonto le nubi squarciate lo accolgono con una smagliante apertura d’azzurro. E lui, come uno stupido, sorride senza ancora sapere perché.
Valeria Bellesia
imprenditrice
Bellissima organizzazione, bella atmosfera!
Sono un'allieva di Aurora.
Quando mi sono avvicinata al tango mi immaginavo che i festival di tango fossero feste aperte, con tanta gente, balli per la strada, eventi free, atmosfera rilassata.
Invece ho scoperto che non sono altro che mega seminari, con orari, lezioni, costi altissimi, esibizioni ingessate a tarda ora... Invece questo nuovo festival è... proprio quello che mi immaginavo!
Io vengo dalla salsa e per me, nel cuore, ci sono i balli sulla spiaggia, nelle rhumerie, il registratore appoggiato su una sedia e tutti che ballano, così come si trovano, usciti dal lavoro, con le scarpe che hanno... un po' me l'immaginavo anche nel tango, qualche filmato di feste per strada, improvvisate, l'ho pure visto...
E qui, Etnotango è un po' così, leggero, divertente, spontaneo, per la strada, appunto... dobbiamo farlo crescere! Devi assolutamente riuscire a coinvolgere tutti gli ambienti di tango torinesi, maestri, scuole, che tutto scenda in strada in questi giorni, proprio come sei già riuscita a fare con chi ha partecipato.
Dai, per qualche giorno basta con le regole mortifere delle milonghe ufficiali, con le disquisizioni su scarpe, tacchi, pavimenti, vestiti... che secondo me sono di chi non riesce a buttarsi e a divertirsi veramente.
Bella l'idea (e riuscita) di coinvolgere anche chi quasi non sa cosa sia il tango, belli gli eventi d'arte, d'impegno, di cultura... Auguro che diventi un momento fondamentale del calendario tanguero torinese.
Un beso.
Max Giardini
speaker
Etno Tango Festival
è stata una piacevolissima manifestazione nella quale si sono ottenuti due importanti successi: la riqualificazione di una zona territorialmente ricca di storia che da sempre caratterizza culturalmente un particolare quartiere della nostra città (il famoso Borgo Dora e il Cortile del Maglio); e poi l’incontro, il gemellaggio con la tradizione argentina attraverso la sua stupenda musica che traduce la sua massima espressione nel tango in tutte le sue rappresentazioni.
Inoltre è stata anche l’occasione per incontrarsi con altri molteplici aspetti della cultura argentina, che con la poesia, la letteratura e arti varie, propone un potenziale di enorme espressività che è stato assolutamente utile conoscere ed approfondire.
Un ringraziamento particolare va all’ideatrice e curatrice della Kermesse, Monica Mantelli, e a tutti quei meravigliosi e impagabili volontari che con il loro contributo hanno reso possibile la sua realizzazione.
EtnoTango Festival è un grande appuntamento che impreziosisce la nostra città e che ognuno di noi si augura di poter ritrovare con lo stesso entusiasmo, anche il prossimo anno.
Rita Trovato
giornalista
"My Perfect Day"
Autoreggente, magari a rete e magari anche con la riga nera.
Quel tipo laggiù mi sta fissando ostinatamente….è un cabezeo..siii invita a ballare proprio me!
Pugliese, ballo tango e sento di esprimere il meglio di me stessa.
Adoro un pizzico di corteggiamento vecchia maniera, dove l’uomo è proprio uomo e la donna è proprio donna, e d’altronde nell’ambiente del tango questo si respira fino in fondo…l’uomo conduce e la donna seduce…o almeno dovrebbe.
In quei tre minuti di un tango struggente l’uomo si prende carico di condurre la donna dove desidera, accudendola, facendola sentire al sicuro in un abbraccio forte ma gentile, deciso ma arrendevole, e la dama risponde affidandosi completamente, rendendo il ballo seducente attraverso ganci e voleos o semplicemente camminando con fare sinuoso…insomma sono tre minuti di pura passione.
E adesso Tango Nuevo, un pezzo dei Gotan Project…