Probabilmente non ti sei mai chiesto quanta strada fanno
certi prodotti prima di entrare nella tua casa, nella tua vita quotidiana.
Probabilmente non sai che mentre tu sei fermo davanti a uno scaffale di un
supermercato o ad una vetrina di un negozio, ci sono società che stanno
investendo cifre colossali per orientare in modo apparentemente inconsapevole la
tua scelta e a indurti ad acquistare un prodotto piuttosto che un altro. In un
mercato come quello attuale dove non si creano più nuovi prodotti ma solo nuovi
marchi e dove le grandi multinazionali destinano sempre meno risorse alle
attività di ricerca e sviluppo e sempre più risorse al marketing, diventa
essenziale imparare ad acquisire consapevolezza nelle scelte che facciamo anche
quelle che potrebbero sembrare banali.
Se è vero che in paradiso bevono una certa marca di caffè,
bisognerebbe chiedersi anche come e dove vivono coloro che producono quel
caffè, purtroppo tutta la produzione di beni provenienti da Paesi del Sud del
mondo è caratterizzata dallo sfruttamento indiscriminato di risorse sia
naturali che umane.
Il commercio equo e solidale vuole essere un aiuto a dare un
senso al gesto della spesa quotidiana, solo apparentemente poco importante,
vuole aiutare a ricordare che dietro ad un prodotto c'è la storia (e la vita)
di persone che lavorano per la realizzazione di quel prodotto, il commercio equo
e solidale mira a creare un mercato per le merci del Sud del mondo prodotte e
commercializzate in modo più equo.
Per poter aiutare ad orientare le scelte verso un vero
consumo critico, il commercio equo e solidale fornisce alcuni strumenti quali:
il prezzo trasparente, che consente al consumatore di sapere quanto di
ciò che paga va effettivamente al produttore;
campagne di informazione e
sensibilizzazione, che consentono di venire a
contatto con le realtà, le culture, i modi di vivere, i sogni di coloro che
abitano l'altra faccia del pianeta;
il prefinanziamento, che consente l'affrancamento dallo sfruttamento
finanziario da parte di speculatori e garantisce l'accesso al credito
laddove è impossibile attraverso canali tradizionali;
il rispetto dell'uomo e dell'ambiente, attraverso coltivazioni biologiche
e l'impiego, nei processi produttivi, di materiali ecologici e riciclabili.
E' importante ricordarsi che scegliere prodotti del commercio
equo e solidale non è fare carità ma bensì scegliere prodotti che
qualitativamente non hanno nulla, ma proprio nulla da invidiare a quelli
pubblicizzati e commercializzati nelle grandi catene di distribuzione. Chi
sceglie un prodotto del commercio equo e solidale non rinuncia al buon gusto o
al sapore ma anzi ne arrichisce il sapore con un ingrediente originale che i
prodotti tradizionali molto spesso non hanno: la dignità. Dobbiamo ricordarci
che non basta essere contro lo sfruttamento (in qualsiasi forma esso si
presenta) per non esserne complici, è necessario che tale scelta si tramuti in
gesti concreti, magari piccoli, magari apparentemente poco significativi, ma
concreti.