Dimensioni: lunghezza 46,2 metri; larghezza 4,7 m: immersione 4 m
Dislocamento: standard 460 tonn; in superficie 524 tonn; sommerso 582 tonn
Propulsione: 2 motori diesel Fiat MB 820 N1 da 570 cv ciascuno; 1 motore elettrico da 900 cv; 2 sottobatterie da 56 doppi elementi ciascuna
Velocità: 9,7 nodi in superficie, 15 nodi sommerso, 9,7 a snorkel
Equipaggio: 4 ufficiali, 22 marinai
Autonomia: 3.500 miglia nautiche a 7 nodi; 200 miglia nautiche in immersione a 4 nodi; 3.700 in ciclo operativo a 5 nodi con 4 ore in immersione e 2 di snorkel
Immersione: (stimata) 180 metri (600 piedi)
Armamento: 4 tubi lanciasiluri da 533 mm (21 pollici) per 8 siluri Mk. 37 in seguito sostituiti con 6 siluri filoguidati A-184 Whitehead Motofides
Radar: 3 RM 20, IFF (Identification Friend or Foe) trasponditore per il riconoscimento amico/nemico ed ESM (Electronic Support Mesasures) sistema per il riconoscimento di emissioni radar nemiche
Sonar: sistema ecoidrofonico IPD 64 attivo a prua e passivo a poppa; passivo MD64; ESM acustico
Elettronica: equipaggiamenti WT, HF, UHF e VLF; sistema di controllo computerizzato
Programma: Prima classe di sommergibili diesel-elettrici ccostruiti in Italia dalla fine della secondaa guerra
mondiale. La classe “Toti” fu progettata e realizzata dai C.R.D.A. di Monfalcone, le cui maestranze avevano ottenuto esperienza nella costruzione di alcuni esemplari tedeschi tipo “XXI” e “XXIII” durante il periodo 1944÷1945; oltre naturalmente all’adozione dello “schnorkel”, i battelli furono dotati di tutte le attrezzature e le apparecchiature, che l’esperienza del periodo bellico e la tecnologia postbellica avevano contribuito a migliorare.
Notevoli risultati si ottennero nei campi della silenziosità, della velocità in immersione, dell’ autonomia, della quota operativa; erano battelli a semplice scafo totalmente saldato, che comprendeva i tubi lanciasiluri e la garitta d’emergenza, che era inglobata nella parte anteriore della vela; lo scafo leggero racchiudeva a prora ed a poppa le casse di zavorra; l’elica a cinque pale era azionata solamente dal motore elettrico, alimentato dalle batterie in immersione e dai gruppi elettrogeni in emersione.
Le caratteristiche di questi piccoli battelli li metteva particolarmente in grado di essere utilizzati per la difesa della zona costiera in funzione antisommergibile, per cui furono classificati SSK (Submarine
Sumarine-Killer). Sono entrati in servizio alla fine degli anni 60 sono stati radiati solamente a fine anni novanta.
Costruttore: Italcantieri (ora Fincantieri) presso Monfalcone
| Numero | Nome | Impostato | Commis | Radiato | Motto |
| S 505 | Attilio Bagnolini | 15/04/1965 | 16/06/1968 | 1990 | A montibus in imos una virtus |
| S 506 | Enrico Toti | 15/04/1965 | 22/01/1968 | 2000 | Vincere ad ogni costo |
| S 513 | Enrico Dandolo | 10/03/1967 | 25/09/1968 | 1999 | Secondo a nessuno |
| S 514 | Lazzaro Mocenigo | 12/06/1967 | 11/01/1969 | 1996 | Per Aspera ed Astra |
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Riferimenti: Delfini d'acciaio
Foto: vari, M. Risolo
Collaborazione: alla stesura di questa scheda ha partecipato M. Risolo
Aggiornamento: 09/07/2009
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