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Tornado - Cacciabombardiere

Dimensioni: lungo 16,70 m larghezza alare 13,91/8,60 m, altezza: 5,95 m

Superficie alare: 26,60 m2

Motore: 2 turbofan Turbo Union RB.199 Mk.103 da 7.260 kg/s con postcombustione

Velocità massima: 1,2 mach (circa 1.480 km/h) a bassa quota, 2,2 a 12.000 m senza carichi esterni

Decollo: 1.885 m a pieno carico, 900 minima.

Peso massimo al decollo: 28.000 Kg

Peso a vuoto: 14.500 Kg

Carburante: 5.842 litri - 4.660 kg

Armamento: Sino a 9.000 kg di carichi esterni. Due cannoni Mauser cal. 27 mm.

Tangenza: 15.000 m

Raggio d'operazione: 3.890 km di autonomia

Massima accelerazione: +7,5 G

Programma: Velivolo nato dalla collaborazione di Italia, Germania e Regno Unito che necessitavano di dotarsi di un nuovo cacciabombardiere per sostituire i vecchi velivoli. Il patto venne siglato nel 1969 con la creazione del consorzio industriale Panavia. Inizialmente erano previsti due velivoli, il caccia Panavia 100 monoposto e il cacciabombardiere Panavia 200 ma dopo solo un anno la versione 100 fu cancellata a favore dell'altra per mancanza di fondi. Caratteristiche principali del velivolo l'ala a geometria variabile, l'avionica per l'attacco ognitempo e il volo automatico a bassissima quota grazie ad un sistema di rilevazione del terreno. I velivoli di serie vennero ordinati nel 1976 e già nel 1980 venne avviata la scuola per l'addestramento unificato dei piloti a Cottesmore con i primi velivoli. L'italia ricevette il primo dei suoi 100 velivoli nell'agosto 1982. Caratteristiche principali del velivolo l'ala a geometria variabile, l'avionica per l'attacco ognitempo e il volo automatico a bassissima quota. Il Regno Unito, principale responsabile dell'affossamento della versione 100, alla fine degli anni 70 sviluppò una variante dedicata alla difesa aerea, l'ADV. Gli inglesi speravano di convincere italiani e tedeschi, principali sostenitori del 100, all'acquisto ma fù invano. L'ADV divenne pienamente operativo solo dopo 10 anni dalla consegna a causa dei problemi del radar. L'Aeronautica Italiana decise in seguito di convertire 15 velivoli in confgurazione IT-ECR (Electronic Combat Reconnaissance) per la soppressione delle difese avversarie (SEAD, Suppression of Enemy Air Defence) mediante l'installazione di sistemi "dedicati" e di missili antiradiazione HARM. L'Italia noleggiò per 10 anni 24 ADV dalla RAF come velivolo provvisorio nell'attesa degli Eurofighter. Nel 2007 le perdite di velivoli italiani sono arrivate a quota 7.
Nel 2003 l'Italia ha avviato per i propri aerei il programma di aggiornamento di mezza vita del velivolo, denominato "IT Tornado Mid Life Update (MLU)" finalizzato ad aumentarne l'affidabilità, ad eliminare selettivamente l'obsolescenza e a migliorarne efficienza ed efficacia operative per consentirne la permanenza in servizio fino ad oltre il 2020. Il programma si svolgerà in tre fasi in cui verranno ricondizionati tutti i velivoli. La prima fase, contratto RET Annex 6 con Panavia già completato, riguardava il retrofit di 18 velivoli Tornado IDS allo Standard MLU 1st Upgrade. Nel 2007 è stato firmato con l'industria il contratto RET Annex 7 per la seconda fase relativa al retrofit di 15 velivoli IDS allo standard MLU Basic. Nel 2006 sono inziate le attività per il PDT 1544, relativo allo sviluppo, integrazione ed acquisizione di un Pod elettro-ottico digitale di nuova generazione, e per il PDT 1579, relativo alla l'integrazione dell'attuale sistema  DASS, aggiornato per superare problemi di obsolescenza e di integrazione con i nuovi display dei velivoli Tornado nella configurazione MLU Basic.
Da giugno 2008 si è fatta concreta la possibilità di un rischieramento di 4 Tornado in Afghanistan (la NATO sperava altro, probabilmente gli AMX) ma a causa delle ristrettezze finanziarie il programma sembra dilatarsi. Il Gen Camporini ha affermato che il rischieramento e l'operatività dei primi 3 presi richiedono circa 15 milioni di € mentre per il primo anno si potrebbe arrivare ad un totale di 45 milioni di €. Nonostante il finanziamento di oltre 1 miliardo di € del parlamento, le missioni estere costano 1,3 miliardi e la differenza è coperta dal Ministero della Difesa.
Il 3 luglio 2008 il 156° Gruppo, le Linci, del 36° stormo di Gioia del Colle si è trasferito sotto il 6° stormo di Ghedi che diventa la maggior base di Tornado italiani, con solamente Piacenza che continua ad ospitare gli ECR.
Il 17 luglio 2008 il Reparto Sperimentale Volo ha ricevuto il primo Tornado ECR con installati gli apparati e i sistemi necessari per l’implementazione della capacità Link-16 e Multi-Ship Ranging (MSR), quest'ultimo destinato ai soli ECR. Tra questi il Multifunctional Information Distribution System /Low Volume Terminal (MIDS/LVT) e la MIDS Interface Unit (MIU). Il Link-16 è un protocollo di comunicazione che garantisce lo scambio sicuro, flessibile, in real time ed immune ai disturbi intenzionali di informazioni operative, fornendo un prezioso incremento di Situational Awareness agli equipaggi e consentendo di integrare capacità di comunicazione, navigazione ed identificazione per operazioni aeree, marittime e terrestri di tipo tattico. L’implementazione del Link-16 ha richiesto la modifica di diversi sistemi, l’integrazione di nuovi apparati tra cui i citati MIDS-LVT e MIU che è stata sviluppata e qualificata interamente dalla Selex Communication, e attraverso la modifica del software dei computer di bordo del velivolo operata dal Reparto Sperimentale Volo. Il Multi-Ship Ranging (MSR) è invece una capacità che consentirà ai velivoli Tornado ECR la geo-localizzazione di minacce elettromagnetiche attraverso lo scambio e la fusione in real-time di dati fra più piattaforme sfruttando la connettività offerta dal Link-16. Il MSR ha richiesto modifiche alla MIU, operate dalla Selex Communication, e all’Emitter Locator System (ELS), operate dalla Raytheon Deutschland.

Curiosità: Il velivolo può essere utilizzato per effettuare rifornimenti "buddy-buddy"

Costruttore: Consorzio Panavia

Costo stimato: Ciò che segue sono parte degli investimenti annuali da parte dell'Italia per il programma d'aggiornamento MRCA il cui costo totale è di 1.450 milioni di euro e il completamento nel 2015:
2001 => 128,0 milioni di euro
2002 => 172,9 milioni di euro
2003 => 181,2 milioni di euro
2004 => 199,3 milioni di euro
2005 => 107,5 milioni di euro
2006 => 102,5 milioni di euro
2007 => 160,5 milioni di euro
2008 => 171,3 milioni di euro

Acquirenti: Italia 100 IDS, UK 220 IDS e 165 ADV, Germania 320 IDS

  Foto ufficiali  
tornado01 tornado06 tornado03
tornado04 tornado05 tornado02
Foto da Ghedi, 10 giugno 2008 Foto da Cervia, 20 giugno 2008
venezia 08 201 venezia 08 201 cervia 08 201 cervia 08 201
Altre foto da Ghedi qui Altre foto da Cervia qui, qui e qui

Alcune Matricole dei velivoli italiani

Numero Matricola MLU Note
Versione attacco normale
RS-01 MM7001   in museo dal 2004 a Vigna di Valle
6-10 MM7002   ritirato per affaticamento cellula, conservato a Cameri
6-23 MM7003    
MM7004    
  MM7005 SI convertito IT-ECR - Special color Tiger
6-31 MM7006 SI  
50-52 MM7007 SI succ come 6-01
36-51 MM7008    
36-46 MM7009    
36-12 MM7010   perduto (un Tornado F3 ex RAF è nel museo Vigna di Valle con questi codici)
6-13 MM7011 SI  
  MM7012   perduto
36-40 MM7013    
RS-01 MM7014 SI convertito HARM - Nel 2005 era al RSV
6-32 MM7015 SI convertito HARM
36-45 MM7016    
  MM7017   perduto
  MM7018   ritirato
50-05 MM7019 SI convertito IT-ECR
50-41 MM7020 SI convertito IT-ECR
50-01 MM7021 SI convertito IT-ECR
6-23 MM7022 SI in Afghanistan nel 2009, ex 6-02
6-63 MM7023 SI
36-41 MM7024   incidentato ma rimesso in linea
6-05 MM7025 SI  
6-35 MM7026 SI in Afghanistan nel 2009, ex 6-44
50-51 MM7027   convertito IT-ECR
6-34 MM7028   convertito HARM
6-22 MM7029    
6-14 MM7030 SI  
36-37 MM7031 SI  
  MM7032   perduto
36-47 MM7033 SI convertito IT-ECR
50-50 MM7034   convertito IT-ECR
36-47 MM7035 SI succ 6-27
50-36 MM7036    
6-47 MM7037 SI  
6-37 MM7038 SI  
6-02 MM7039    
RS-01 MM7040 SI Reparto Sperimentale nel 2005, anche CMX7040
6-41 MM7041 SI  
6-22 MM7042    
6-25 MM7043 SI  
50-53 MM7044   convertito IT-ECR
  MM7045   perduto
  MM7046  
50-43 MM7047 SI convertito IT-ECR
  MM7048   probabilmente usato dall'azienda / MLU
6-64 MM7049  
36-34 MM7050   ritirato per affaticamento cellula, conservato a Cameri
50-45 MM7051 SI convertito IT-ECR
6-32 MM7052 SI  
50-07 MM7053 SI convertito IT-ECR
50-40 MM7054   convertito IT-ECR
  MM7055   convertito IT-ECR
  MM7056   convertito HARM
  MM7057 SI Reparto Sperimentale
6-11 MM7058 SI  
  MM7059 SI convertito IT-ECR
  MM7060   perduto
6-14 MM7061    
50-44 MM7062 SI convertito IT-ECR
6-26 MM7063 SI MLU
6-24 MM7064 SI  
36-43 MM7065    
50-30 MM7066 SI  
6-36 MM7067    
50-46 MM7068 SI convertito IT-ECR
  MM7069   perduto
50-06 MM7070 SI convertito IT-ECR
6-12 MM7071 SI in Afghanistan nel 2009
36-57 MM7072    
6-34 MM7073   convertito IT-ECR - anche RS-02
  MM7074   abbattuto
36-53 MM7075    
  MM7076   danneggiato e accantonato
  MM7077   perduto
  MM7078 SI convertito HARM
  MM7079   convertito IT-ECR - Reparto Sperimentale
  MM7080 SI  
RS-01 MM7081 SI giugno 94
  MM7082 SI  
  MM7083    
  MM7084 SI  
  MM7085 SI  
36-40 MM7086 SI  
6-36 MM7087    
6-10 MM7088 SI in Afghanistan nel 2009
       
Versione addestramento
6-51 MM55000      
6-55 MM55001    
6-52 MM55002    
I-43 MM55003   TTTE
6-53 MM55004   Special color 70° Diavoli Rossi 2006
MM55005    
6-03 MM55006    
6-56 MM55007    
MM55008    
6-44 MM55009    
MM55010    
6-54 MM55011    
       
Versione F3 (ADV) in leasing dal Regno Unito
  MM7202   riconsegnato alla RAF
  MM7203   riconsegnato alla RAF
  MM7204   riconsegnato alla RAF
  MM7205   riconsegnato alla RAF
  MM7206   riconsegnato alla RAF
  MM7207   riconsegnato alla RAF
  MM7208   riconsegnato alla RAF
  MM7209   riconsegnato alla RAF
  MM7210   conservato al museo a Vigna Valle
  MM7211   riconsegnato alla RAF
  MM7225   riconsegnato alla RAF
  MM7226   riconsegnato alla RAF
  MM7227   riconsegnato alla RAF
  MM7228   riconsegnato alla RAF
  MM7229   riconsegnato alla RAF
  MM7230   riconsegnato alla RAF
  MM7231   riconsegnato alla RAF
  MM7232   riconsegnato alla RAF
  MM7233   riconsegnato alla RAF
  MM7234   riconsegnato alla RAF
  MM55056   riconsegnato alla RAF
  MM55057   riconsegnato alla RAF
  MM55060   riconsegnato alla RAF
  MM55061   riconsegnato alla RAF

Foto: Aeronautica Militare Italiana, AndreaV

Riferimenti: Aeronautica Militare Italiana, Ministero della Difesa

Collaborazione: parte delle informazioni fornite da Andrea.

Aggiornamento: 29/04/2009

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