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(RQ) MQ-1A/B Predator - UAV ricognizione

Dimensioni: lungo 8,2 m, larghezza delle ali 14,8 m, alto 1,82 m.

Apertura alare: - m2

Motore: 1 motori ad elica Rotax 912 (914) a quattro cilindri da 119 hp;

Impianto elettrico: -

Velocità crociera: 135-160 km/h;

Altitudine di crociera: 7.800 metri;

Carburante: 286 kg;

Massa massima al decollo: 952 Kg;

Carico utile: 204 kg di sensori elettroottici, radar ad apertura sintetica più 136 kg di carico esterno tra cui anche missili Hellfire (solo USA);

Autonomia: 24 ore "one station" a 926 km dalla base oppure fino a 40 ore;

Sensori/sistemi: avionica digitale allo stato ottico; sistema a telecamera MTS-A EO/IR; Lynx SAR; sistemi SIGINT/ESM; sistemi di posizionamento GPS e INS;

Controllo a terra: la postazione standard consiste in una stazione di controllo a terra (Gcs - Ground control station) in uno shelter aviotrasportabile di 30 piedi con 1 postazione di pilotaggio, 1 per l'operatore dei sensori e armamento e in 3 console multifunzioni; alternativamente ci sono postazioni a terra per il controllo di 4 velivoli o mobili per veicoli tipo Lince/HMMVV.
Il controllo diretto, in linea visiva (LOS, Line-of-Sight) avviene attraverso un datalink in banda C mentre per il controllo satellitare il datalink è in banda Ku.

Note: -

Programma: Il primo contratto per l'acquisizione da parte del Ministero della Difesa di 5 velivoli UAV, Unmanned Aerial Vehicle, RQ-1B Predator e una stazione di guida e controllo fu firmato il 6 agosto 2001. Le missioni da affidare a questi velivoli, provvisti di sensori elettro-ottici e infra-rosso, sono quelle di intelligence, sorveglianza e ricognizione (Isr - Intelligence, surveillance, reconnaissance). A fine 2004, dopo l'adeguamento normativo delle leggi di volo italiano, divenne operativo il 28° gruppo velivoli teleguidati del 32° stormo di Amendola effettuando il primo volo il 18 dicembre del 2004, dopo che il personale aveva ultimato l’addestramento negli Stati Uniti. La cerimonia ufficiale della riattivazione del 28° gruppo avenne il 1 febbraio 2005 presso la base di Amendola. Nel corso del 2005 venne firmato il contratto per il secondo lotto di mezzi comprendente 2 RQ-1A e relativo supporto, acquisto resosi necessario dalla perdita precoce di uno dei primi mezzi in fase addestrativa in California.
Il primo impiego operativo dei mezzi italiani è avvenuto in Iraq nel gennaio 2005 dispiegando 3 unità a supporto del contingente terrestre nell'ambito della missione Antica Babilonia presso la base aerea di Tallil rimanendo attivi fino a novembre 2006 e aver svolto 1.650 ore di volo sul teatro.
Il 17 febbraio 2006 l'aeronautica ha utilizzato per la prima volta il controllo remoto del Predator a guida e ricezione satellitari (Up link e Down link). Il sistema BLOS (Beyond Line of Sight) ha consentito lo svolgimento della missione operativa impiegando strumentazioni ad elevata affidabilità, segnando l’evoluzione tecnologica delle tradizionali antenne e ricevitori per il collegamento radio/ottico.
Il 15 maggio 2006 un predator italiano è caduto in Iraq a causa di un'avaria al motore. La carlinga del Predator è stata individuata a circa 50 miglia dall’aeroporto di Tallil da un elicottero HH3F dell’Aeronautica Militare decollato immediatamente dopo l’emergenza. L’impatto al suolo, avvenuto in un’area completamente disabitata, non ha provocato danni a persone o cose, e lo stesso Predator non presenta danni rilevanti né segni di incendio.
Il successivo, e tuttora attivo, impiegato è presso a Herat, in Afghanistan, dal maggio del 2007 e ha raggiunto la piena operatività dopo un mese circa. Nel 2008 erano dispiegati a supporto del contingente italiano 4 velivoli versione A. Il 1 gennaio i Predator dell’Aeronautica Militare hanno tagliato il prestigioso traguardo delle 3.000 ore di volo di cui soltanto 300 nello spazio aereo italiano, mentre 2.700 sono state effettuate nell’ambito di missioni operative realizzate in due distente missioni fuori area, 1.650 in Iraq e 1.050 in Afghanistan.
Il 12 febbraio 2008 la commisione difesa ha autorizzato l'acquisto di 4 RQ-9 Predator B, versione maggiorata del precedente, per un valore di circa 80 milioni di € da concordare con il fornitore. Nonostante il nome il velivolo è totalmente diverso.
A dicembre 2008 sono stati confermati i 2 nuovi Predator A plus più il velivolo incidentato in Iraq e portato allo stesso standard. I 3 velivoli presenti in teatro verranno mandati alla General Atomics per l'aggiornamento allo stesso standard che prevede nuovi sistema di girostabilizzazione e nuova torretta sensori alias la MTS-A (AN/AAS-52 Multi-Spectral Targeting System di Raytheon) con nuova camera termica e designatore laser. A giugno 2009 ARMAEREO ha certificato i velivoli, il 007, che a breve giungeranno in Italia per poi esser inviati in Afghanistan per rilevare gli altri che verranno rispediti in fabbrica per l'upgrade.
Nell'agosto 2009 la flotta italiana di RQ-1B ha raggiunto le prime 5.000 ore di servizio di cui 1.600 in Iraq tra il 2004 e 2006, ben 3.200 in Afghanistan e solo 200 tra l'Italia e gli USA.

Aeronautica Militare: I predator sono operativi presso il 32° Stormo, 28° Gruppo Predator di Amendola

Costruttore: General Atomics Aeronautical Systems Incorporated

Costo stimato: 3,2 milioni di $ i primi esemplari USAF;
L'Italia ha speso per l'acquisto e supporto, compresa una stazione di guida e controllo, dei primi 5 mezzi 47,8 milioni di $. Per il secondo lotto di 2 velivoli e relativo supporto per 14 milioni di $ più altri 2 milioni di $ per equipaggiamenti vari.

Acquirenti: Aeronautica Militare Italiana 7 A/A plus (1 perso), USA (USAF, USN e vari enti), RAF.

Foto del Predator A
Foto AM Amatoriale di Enrr
am predator1 am predator2 enrr rivolto 2005 34 enrr rivolto 2005 37
    Foto di G.Marco Peretti
    predator A gmp 01 predator A gmp 02

Riferimenti: Aeronautica Militare Italiana, Pagine di Difesa, Dedalonews e US Department of Defense.

Foto e video: amatoriali di Enrr, USA, G.Marco Peretti e Aeronautica Militare Italiana

Collaborazione: alla stesura di questa scheda ha partecipato Andrea

Aggiornamento: 24/08/2009

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