Dimensioni: lunghezza di 88,6 metri; larghezza di 12,2 m; altezza di costruzione 8,2 m
immersione isocarenica scarica di 3,02 m; a pieno carico di 3,43 m; a massimo carico 3,84 m
Dislocamento: 1.220 tonn scarica; 1.430 tonn standard; 1.520 tonn. a pieno carico; 1.890 tonn a massimo carico con oli
Propulsione: 2 diesel Wärtsilä-NSD W18-V-26 XN con una potenza di 6480 KW ad un regime 1000 r.p.m. e sviluppano una velocità continuativa di 25 nodi (90% MCR) e una velocità di punta di 26 nodi su 2 assi con 2 eliche a 5 pale orientabili, 2 riduttori Fincantieri, 2 timoni a spada, 1 elica di manovra a prua
Potenza elettrica: 3 generatori/alternatori diesel Isotta Fraschini V1712T2ME da 900 kW ciascuno per un totale di 2.700 kW; forniscono un'alimentazione a 380 V a 50 Hz
Autonomia: 3.500 miglia a 14 nodi; 15 giorni
Equipaggio: 70 di cui 10 ufficiali, 30 marescialli, 18 secondi capi/sergenti e 12 comuni
Componente di volo: 1 elicottero AB-212 ASW e in futuro NH90 NFH, hangar telescopico
Armamenti: 1 cannone OtoBreda 76/62 SR e 2 mitragliatrici OtoBreda-Oerlikon KBA 25mm/80
Sistemi: 1 radar di scoperta Alenia Marconi System RASS (MM/SPS-791); 1 radar di navigazione GEM SPS-753; 1 sistema di controllo del tiro Alenia Marconi System NA-25 (Dardo F); 1 radar di tiro RAN-30X/I; radar RTN-25X; 1 Sistema di Comunicazioni Integrato Int./Est. (Elmer); 1 Sistema di Comando and Controllo di Alenia Marconi System; 1 Sistema ESM/ECM SLQ-747 di Elettronica
Missione/Capacità: il principale compito di questa classe di unità è quello di garantire alla Marina Militare una presenza costante e una capacità di pattugliamento delle acque internazionali allo scopo di difendere gli interessi nazionali secondo il nuovo modello di difesa. Le unità hanno lo scopo di prevenire, monitorare o rispondere ad eventuali minaccie e sono in grado di operare sia in alto mare che in ambiente costiero sia come unità isolate o all'interno di gruppi navali multinazionali. La presenza dell'elicottero di bordo è particolarmente utile a questi scopi.
Le unità sono integrate nel COMSQUAPAT 2 ad Agusta dipendenti dal COMFORPAT - COMando delle FORze da PATtugliamento -
per la Sorveglianza e la Difesa Costiera e sono progettate per svolgere i seguenti compiti:
- Operazioni i risposta a crisi
- Interdizione navale
- Pattugliamento e sorveglianza in alto mare
- Controllo del traffico marittimo ed ispezioni, ev. applicazioni di embarghi
- Protezione di mercantili
- Supporto ad operazioni costiere
- Supporto ad operazioni di pace
- Evacuazione di civili
- Pattugliamento della Zona Economica Esclusiva ZEE/EEZ italiana
- Controllo dei confini marittimi
- Operazioni di polizia marittima come il contrabbandando e l'immigrazione clandestina
- Protezione delle attività di pesca
- Ricerca e soccorso - SAR
- Protezione ambientale (capacità valorizzate nelle unità derivate tipo Sirio)
- Assistenza umanitaria e di soccorso in caso di calamità
Varie: in tutti i locali di vita e quelli operativi sono dotati di impianto di condizionamento, sono presenti 2 dissalatori ad osmosi inversa in grado di produrre 5 tonn di acqua al giorno
Programma/cronistoria: Nuovi pattugliatori dall'altura e prime
unità stealth della Marina Militare Italiana ordinati ufficialmente nell'aprile del 1999 con lo scopo di sostituire
gli aliscafi Sparviero e mantenere la seconda linea a 16 unità. Noto come programma pluriennale A/R SMM 003/97.
Il particolare disegno dello scafo, delle sovrastrutture e dell'albero evidenziano
la ricerca di quegli accorgimenti tecnici necessari per la riduzione delle segnature termiche ed elettromagnetiche di concetto
"stealth", caratteristiche che permettono a queste unità di essere impiegate in molteplici compiti che possono
andare dal pattugliamento al controllo del traffico mercantile alla sorveglianza e controllo anti-immigrazione. Inoltre,
innovazioni tecnologiche connesse alla sicurezza, alla sopravvivenza ed al mantenimento delle capacità operative hanno
permesso lo sviluppo di criteri di ridondanza con particolare riguardo alla compartimentazione ed alla protezione antincendio
che ne consente la salvaguardia anche con unità danneggiata. Le dimensioni, la capacità di trasporto e di supporto
della nave ben si conciliano con i ruoli richiesti dalla Marina italiana per le missioni all’estero. La nave
è dotata di attrezzature che le consentono di effettuare diverse attività, quali ad esempio le operazioni di
soccorso, nonché fungere da unità di supporto logistico per forze impiegate al di fuori del Mediterraneo.
L'Unità è progettata per l’attività operativa "a medio raggio", la cui durata
è valutabile in circa 10 giorni consecutivi senza
rifornimenti. Tale attività si estrinseca in operazioni di sorveglianza, monitoraggio,
deterrenza, tutela degli interessi nazionali
ed interventi in missioni di soccorso.
L'ultima unità, il P493 Foscari, è stato costruito con la sovrastruttura in composito invece di
acciaio, è questo ha permesso di risparmiare il 40% della massa con una conseguente riduzione dei consumi
e usura nel ciclo di vita della nave. La sruttura è stata realizzata da Intermarine con l'espressa richiesta
della Marina di mantenere inalterate le geometrie rispetto alla versione in acciao. La sovrastruttura è
principalmente costruita in fibre di vetro debitamente integrate con altre fibre strutturali che conferiscono
ulteriori caratteristiche come la zona della plancia che comprende una protezione balistica integrata fatta di
strati alterni di fibra di vetro e e fibre aramidiche che offrono allo stesso tempo forza strutturale e protezione
dalla minaccia di un calibro STD 7.62 Nato. Per aumentare la copertura degli apparati elettronici alcune parti dello
scafo sono integrate fibre di carbonio. Inoltre la struttura in composito permette di integrare anche materiali per
ridurre la Radar Cross Section (RCS) e le superfici sono lisce a differenza di quelle in acciaio che sono ondulate
con la presenza di saldature.
Sono state costruite 2 unità
derivate e degradate, Sirio e Orione, con fondi del ministero ma utilizzate
con personale della marina.
Di recente è stato installato sul Foscari lo scudo stealth al cannone principale e dovrebbe essere utilizzato
per le prove del munizionamente Davide/Dart per il cannone Oto 76/62.
A giugno 2008 è stata ufficializzata la richiesta a Otomelara per la fornitura di materiali
e delle attività inerenti l' aggiornamento della configurazione di 1 cannone da 76/62 SR di proveniente
da una unità della Classe Comandanti in versione Davide e relativa installazione a bordo della nave.
Cigale Fulgosi: Il taglio della prima lamiera è avvenuto il 25/06/1999, il varo il
07/10/2000, le prove in mare il 27/04/2001 e la consegna della piattaforma il 31/07/2001. Operativa dall'anno
seguente ha ricevuto la bandiera di combattimento il 31 gennaio 2004.
La nave, assieme ai cacciamine Chioggia e
Viareggio, è partita a febbraio 2003 per il golfo Persico per una crociera addestrativa che prevedeva la partecipazione all'esercitazione "Arabian Gauntlet". dove hanno partecipato
alla missione Antica Babilonia. Il 29 maggio 2003 il gruppo è stato ridislocato nel nord del golfo e dal 03 giugno 2003 ha operato per instradare il traffico navale su rotte e ancoraggi
controllati e sicuri ed è rientrato a La Spezia il 19 luglio.
L'unità ha iniziato la partecipazione a EUROMARFOR ad inizio settembre 2008.
Borsini: Il taglio della prima lamiera è avvenuto il 21/07/1999, il varo il 17/02/2001,
le prove in mare il 03/09/2001 e la consegna della piattaforma il 03/12/2001. Operativa dall'anno seguente ha
ricevuto la bandiera di combattimento il 31 gennaio 2004.
Da lunedì 28 gennaio 2008 è stata impegnata con nave
Etna nella campagna Medal 2008 terminata il 1 giugno 2008 e che è arrivata fino a
Kuwait City toccando vari porti nel percorso. Durante il mese di maggio ha pattugliato il corno d'africa sventando
alcuni assalti dei pirati a navi mercantili.
Bettica: Il taglio della prima lamiera è avvenuto il 01/03/2000, il varo il 26/06/2001,
le prove in mare il 04/01/2002 e la consegna della piattaforma il 04/04/2002. Operativa dall'anno seguente ha
ricevuto la bandiera di combattimento il 31 gennaio 2004.
Dal 29 febbraio 2008 ha partecipato alle attività di controllo marittimo di EUROMARFOR
che è integrata con il dispositivo navale di UNIFIL (UN Interim Force in Lebanon)
nelle coste antistanti il Libano fino al 1 giugno.
Foscari: Il taglio della prima lamiera è avvenuto il 01/09/2000, il varo il 24/11/2000,
le prove in mare il 20/05/2002 e la consegna della piattaforma il 02/08/2002. Operativa dall'anno seguente ha
ricevuto la bandiera di combattimento il 31 gennaio 2004.
Nell'ottobre del 2004 la nave ha ricevuto il 76/62 con scudo stealth.
L'8 giugno 2006 è partita da Taranto ed ha affiancato nave
Etna che, una volta giunta in oceano indiano è stata sede di comando della
TF 152, sostituendo la USS Enterprise, dal 28 giugno operante nell'oceano Indiano all'interno
dell'operazioni alleate. Il comando è stato ceduto
all'US Navy 3 dicembre 2006.
Costo stimato: gli oneri globali del programma sono stati di 362 milioni di euro fino al 2003.
Parte degli investimenti annuale sono i seguenti:
1998 => 26 milioni di euro
1999 => 63 milioni di euro
2000 => 74 milioni di euro
2001 => 60 milioni di euro
2002 => 46,5 milioni di euro
2003 => 58 milioni di euro
Curiosità: dai Fulgosi sono state derivate sia le NUPA Sirio che la famiglia MOSAIC, che va da OPV a fregate leggere via corvette di vario tonnellaggio con 4 unità vendute su licenza alla Turchia ed 1 agli UAE.
Costruttore: Fincantieri S.p.a. presso Riva
Trigoso e Muggiano.
Sovrastruttura di P493 in composito da Intermarine, Sarzana
| Numero | Nome | Anno comm. | Base | Motto |
| P490 | Cigala Fulgosi | 2001 | Augusta | Virtutis Fortuna Comes |
| P491 | Borsini | 2001 | Augusta | Vincit Amor Patriae |
| P492 | Bettica | 2002 | Augusta | con ardire e con tenacia |
| P493 | Foscari | 2002 | Augusta | Idem animus eadem voluntas |
| I 4 comandanti Fulgosi alla cerimonia della consegna della bandiera di combattimento di Stefano Cioglia |
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| Rendering delle NUMC | |||
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| Profili della classe C.te Cigala Fulgosi e delle sue varianti | |||
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Riferimenti: Marina Militare Italiana e Fincantieri S.p.a.
Foto di: Fincantieri e Stefano Cioglia
Aggiornamento: 15/03/2009
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