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A-129, A-129C, AW-129 CBT Mangusta - Elicottero da combattimento

Dimensioni: lunghezza fusoliera 12,62 m (14,29 m con il rotore) larghezza fusoliera 0,95 m (senza sponson), altezza 3,45 m

Apertura rotori: 11,9 m il rotore principale per una superficie di 111,2 m2, 2,32 il rotore di coda

Motore: 2 LTECH T800-LHT-800 ognuno da 1047 kW con rotore pentapala sul CBT

VelocitÓ: max 294 km/h, 269 km/h di crociera e 250 km/h sul livello del mare

Carburante: 750 kg

Peso massimo al decollo: 5.000 kg (CBT)

Peso a vuoto: 2.529 kg

Armamento: cannone a 3 canne rotanti da 20 mm tipo gatling con 500 colpi, 4 attacchi subalari per missili come i controcarro TOW, razziere e bombe

Autonomia: con le armi 574 km

Raggio d'operazione: 100 Km dalla base con stazionamento di 90 minuti

Note varie sul A-129: La fusoliera è profonda ma snella e sul davanti vi sono gli abitacoli del pilota, in alto e indietro, e dell'operatore delle armi di bordo/co-pilota, in basso sul muso. Un sistema multiplex digitale integrato Harris di trasmissione dei dati collega ogni parte dell'A-129 consentendo di controllare la propulsione, la navigazione, i sistemi e i dispositivi delle comunicazioni, della distribuzione dell'energia e della condotta del tiro con le armi di bordo. Sul muso è installato il sistema stabilizzato per la visione notturna e ognitempo, che nella produzione iniziale dell'A-129 era il visore Hughes di puntamento del TOW, con sensore FLIR (Forward-Looking Infra-Red = sistema di osservazione all'infrarosso) per l'acquisizione/designazione del bersaglio e un telemetro laser per la determinazione della distanza. La versione italiana è provvista di quattro "piloni" per il trasporto di otto missili TOW (due complessi quadrupli) più due mitragliatrici da 12,7 mm o due contenitori sub-alari, ciascuno dei quali con 7 o 19 razzi da 70 mm.

Programma: L'Agusta A-129, elicottero armato da ricognizione e controcarro, è un velivolo sviluppato negli anni 70 dal requisito di un elicottero leggero da combattimento per l'Esercito Italiano e venne presentato nel 1978 come variante speciale dell'A-109, con il nome di Mangusta. Il nome è stato in seguito abbandonato e il mezzo è talmente aumentato in peso e capacità che è oggi un elicottero del tutto diverso dalla classe elicotteri medi armati.
L'acquisto si limito a 45 macchine contro le 60 previste e sono in dotazione all'AVES. Le prime consegne avvennero nei primi anni 90 e il battesimo del fuoco avvenne in Somalia nel 1992 contro un VM90 catturato da ribelli somali. Il velivolo partecip˛ anche in Kosovo.
Il primo appontaggio avvenne il 21 gennaio 1993 sull'incrociatore Vittorio Veneto.

Sviluppo A-129C, poi A-129 CBT
L’elicottero A-129C (release software G-13), sviluppato e prodotto dalla Agusta, è un velivolo nato per far fronte agli scenari operativi attuali. Frutto delle esperienze maturate in Somalia dal 1993 al 1995, in Albania nel 1997 e in Macedonia e Kosovo nel 1999 e nel 2000, il “Mangusta” di oggi dimostra di aver incrementato notevolmente la sua agilità e potenza grazie ad una nuova trasmissione con rotore pentapala. I conflitti asimmetrici che hanno visto in questi ultimi anni impegnate le nostre Forze Armate, hanno permesso di realizzare sul “Mangusta” una revisione diretta a conferire maggiore flessibilità all’ armamento di bordo; il cannone a tre canne rotanti Gatling da 20 mm. è finalmente la soluzione per fronteggiare un’improvvisa minaccia e per effettuare un tiro selettivo con bassa probabilità di danni collaterali (in modalità OTS – Observation & Targeting System – la rosa di tiro rientra in un cerchio con raggio 2 metri da una distanza di circa 2000 metri). Il Gatling 20 mm. è dunque un sistema d'arma adatto per ingaggi aria-terra ed ingaggi aria-aria efficace fino a 2000 metri. Il movimento in brandeggio e in elevazione viene comandato, nella particolare modalità HS - FLEX (Helmet Sight - Flex), dal movimento del casco del pilota o copilota che, attraverso sensori, invia segnali elettronici di posizione alla torretta del sistema d’arma; il calcolatore di bordo provvederà all’ elaborazione del punto futuro interfacciando i dati del bersaglio con quelli di navigazione dell’elicottero.
L’ A-129C ha mantenuto altresì i tradizionali sistemi d’arma: i missili controcarro TOW, i razzi da 70 e 81 mm. e il POD con la mitragliatrice cal. 12.7 mm. L’innovazione apportata sul sistema di visione notturna HIRNS (Helicopter InfraRed Navigation System, fig.1) e l’introduzione dell’ SDU (Sensor Display Unit), unità ottica capace di iniettare le informazioni di navigazione e tiro (fig. 2) negli NVG, rendono l’A-129 G-13 un unicum sullo scenario internazionale, ponendolo nello specifico settore all’avanguardia anche sul più blasonato AH-64 statunitense. Infatti le capacità di navigazione e tiro notturne sono ora notevolmente accresciute grazie all’ HIRNS, aggiornato allo standard HIRNS II PLUS, e all’ SDU, inserito sull’ oculare destro dei visori NVG (Night Vision Google) AN/AVS-6. Il pilota può così scegliere il più efficace tra i due sistemi (infrarossi o intensificazione di luce), in funzione delle condizioni meteorologiche del momento. Il “Mangusta” G-13 è stato dotato di sistemi di autoprotezione contro ogni tipologia di minacce, sebbene l’osservabilità dell’elicottero sia stata già minimizzata dalla ridotta segnatura IR (soppressori di calore e vernici speciali), ottica (sagoma e colorazione) e acustica (la quinta pala riduce notevolmente il rumore generato dal rotore). Osservando il nuovo A-129C balza subito agli occhi il caratteristico colore scuro che oltre a renderlo sicuramente più aggressivo, ne riduce notevolmente la segnatura ottica e infrarossa; la colorazione verde scuro è il frutto dell’ applicazione di una vernice poliuretanica dalle spiccate caratteristiche di bassa riflettenza speculare (massima opacità) e bassissima riflettenza IR, inoltre presenta una facile decontaminazione in caso di aggressivi chimici (CARC = Chemical Agent Resistant Coating) e agenti atmosferici.
L’ installazione del sistema di lancio Flares ha integrato gli impianti di protezione dalla minaccia di missili a guida IR già esistenti sulle versioni precedenti (l’IRCM atto a generare energia IR, modularla e ad emetterla attraverso le finestre schermate creando attorno all’elicottero una zona di confusione, e i SISIR per la deviazione e l’attenuazione termica del flusso di scarico dei motori). La protezione dell’ equipaggio da proiettili è garantita da sedili corazzati, protezioni balistiche laterali scorrevoli e cristalli antiproiettili sulla sezione frontale mentre la ridondanza di tutti gli impianti vitali dell’ elicottero assicurano l’efficienza del velivolo anche in condizioni estreme. Una generale tolleranza balistica dell’elicottero offre massima sicurezza durante il volo in territorio ostile. I componenti critici dell’elicottero sono progettati per consentire la prosecuzione del volo per ulteriori 15 minuti dopo l’ avvenuto impatto con proietto fino al calibro 12,7 mm.; le pale costruite con materiali compositi di ultima generazione permettono ad un proietto fino al calibro 23 mm. di forare la struttura senza provocare il collasso del telaio della pala stessa. Una nuova capacità è stata attribuita al G-13: la sorveglianza. L’A-129C è infatti dotato di un sistema di videoregistrazione VCTR (Video Cassette Tape Recorder) che consente di selezionare la registrazione delle immagini diurne e notturne provenienti dal sistema Helitow, Hirns II Plus e HDU (Helmet Display Unit), registrandole su video cassette in formato Hi 8mm. Tale sistema conferisce una capacità IMINT (IMagery INTelligence) all’A-129, accrescendone le potenzialità e ponendolo sempre più vicino alle esigenze operative odierne.
L'Esercito Italiano decise di acquisire 15 velivoli della nuova versione e di aggiornare i primi 45 al nuovo standard, la prima consegna avvenne nel 2002. Il 48° Gruppo Squadroni “PAVONE” di Rimini, primo reparto operativo ad avere in linea i nuovi A-129 CBT G-13, e il 49° Gruppo Squadroni “CAPRICORNO” di Casarsa (PN), hanno raggiunto, grazie a un intenso addestramento di piloti e tecnici, la Full Combat Readiness anche sulla nuova linea. Tutte le macchine, fatta eccezione di quelle utilizzate per l'addestramento, sono inquadrate nel 5° e 7° Reggimento di Aviazione, posti alle dipendenze della Brigata Aeromobile "Friuli".
Nel 2007 il Mangusta Ŕ stato scelta dall'esercito turco che lo chiamerÓ T-129 poichè sarà un velivolo estremamente diverso.
Da luglio 2007 il costruttore ha rinominato il velivolo AW-129 (CBT).
Il Mangusta è stato recentemente impiegato in teatri operativi come l'Iraq e l'Afghanistan in cui sono stati inizialmente impiegati 4 velivoli per arrivare nell'estate 2008 a 6.S

Costruttore: AgustaWestland

Costo stimato: parte dell'elenco degli investimenti annuali:
2002 => 13,9 milioni di euro
2003 => 29,7 milioni di euro
2004 => 36,2 milioni di euro
2005 => 33,5 milioni di euro
2006 => 0 milioni di euro
2007 => 20,9 milioni di euro
2008 => 23,0 milioni di euro (aggiornamento operativo)

Acquirenti: Esecito Italiano (45 + 15) e esercito turco

Profilo dell'AW-129 Mangusta di Little Bird
profilo AW-129 Mangusta little bird
Foto Aeronautica Militare Italiana    
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Foto Esecito Italiano    
ei a129 01 ei a129 02 ei a129 03  
Foto dal Circo Massimo - di Lino / Little Bird in occasione della Festa delle Forze Armate 2008
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Foto dal Circo Massimo - di Marco Potenziani
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Foto dal Circo Massimo - di Chinomar
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Foto: Aeronautica Militare Italiana, Esercito Italiano, Chinomar, Marco Potenziani e Lino / Little Bird

Riferimenti: Esercito Italiano, Agustawestland, Ministero della Difesa

Collaborazione: alla stesura di questa scheda ha partecipato Lino

Aggiornamento: 15/06/2010

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