Claudia Erni

"Talvolta dubito che una vita quieta e senza agitazione sarebbe adatta a me... eppure
a volte lo desidero" (Byron)

"Per quanto posso ricordare l'umore mi ha sempre condizionato in modo spaventoso,
benchè spesso meraviglioso. Intesamente emotiva da bambina, volubile da ragazzina,
seriamente depressa da adolescente e poi inseorabilmente prigioniera dei cicli della
malattia maniaco-depressiva"
I cinesi credono che per poter sopraffare una bestia la si debba prima rendere
bellissima (K.R.Jamison)


Si guardava allo specchio.
guardava quel viso gonfio di pianto
e la ragazza che incrociava il suo sguardo
era una bestia ferita che lei stessa aveva annientato e distrutto.
Si guardava allo specchio e leggeva il suo dolore e quello che lei stessa aveva dato a chi amava di più.
No. No.
Lei non era cattiva.
Era quella ragazza così insicura di sè che diventava aggressiva quando aveva paura.
No. Lei non voleva distruggerlo. Quell'uomo, lei lo sapeva, era l'uomo giusto per lei.
Ma era la sua parte più fragile a farla dubitare su quel sentimento che lui provava.
Lei credeva in quell'uomo.
Lei sapeva che un amore si costruisce con fatica, tempo e sudore.
Ma c'è quella parte di lei,
così emotivamente immatura, così incapace di parlare il linguaggio dei sentimenti,
quella parte... quella parte che le ha sempre urlato di non fidarsi.
E lei cosa faceva?
Guardava quell'uomo dallo sguardo forte di burro caldo, ascoltava le sue parole,
ed erano quelle le parole che voleva sentire.
Lei lo sapeva che lui la voleva.
Lei sapeva che lui le voleva bene.
Ma quella parte di lei, tante volte così terribilmente ferita, non poteva credere
di meritarsi quella felicità che lui le stava regalando.
Forse avrebbe dovuto aspettare che lui facesse quadrare il cerchio del suo recente dolore.
Forse avrebbe dovuto rinunciare a quell'inaspettata gioia di averlo, improvvisamente tra le sue braccia.
Forse avrebbe dovuto nutrire di fiducia e sicurezza quella parte di lei così inadeguata ad amare.
Forse avrebbe dovuto lasciarsi andare completamente in quell'uomo meraviglioso
che è il solo al quale avrebbe voluto dare la parte migliore di sè.
Ma quella parte così ferita, così fragile, così insicura, le ha allagato la mente.
I pensieri hanno via via iniziato ad essere inquieti, incostanti, incoerenti.
Le parole sono state violente, aggressive, furiose, offensive.
Fasi di continue promesse cancellate ogni volta che la paura prendeva il sopravvento.
Fasi di una continua altalenante razionalità e irrazionalità.
Adesso quella ragazza fragile e inquieta, guarda se stessa.
Guarda sè stessa distrutta.
Guarda quell'uomo morbido e meraviglioso, esasperato ed esausto dalla sua incapacità di crescere.
Guarda quel germoglio d'amore che ha distrutto di troppo concime,
senza mai annaffiarlo con acqua pura.
Guarda fuori dal suo nido e sa che non vuole più uscire.
Guarda e abbraccia il suo gatto che, forse per incoscienza, continua a dimostrarle amore.
Guarda quell'agenda e sa che chi può aiutarla ora non c'è.
Guarda e si guarda.
Era, è e vorrà stare sola.
Quella ragazza è tanto stanca, e vuole dormire.


Ritornando


(Le note sono "Last Train Home" di Pat Metheny)

21 Luglio 2003


(L'immagine di questa pagina è "Sguardo" di Claudia Erni)