Principi di base

In questa sezione è indicato quanto è necessario seguire per “entrare nello spirito” delle traduzioni di GNOME.

2.2. Ricercare la semplicità d'uso

Ogni applicazione è sviluppata per permettere ad un generico utente di compiere uno specifico compito o azione. Una buona traduzione per le applicazioni dello GNOME Desktop è quella che pone l'utente al centro della propria attenzione.

Per conseguire tale risultato si deve tenere bene a mente che una interfaccia utente è completamente relazionata alla psicologia. Le forme, i colori, le immagini, le parole influiscono sul legame utente-interfaccia in maniera magari invisibile, ma forte.

Oltre quindi a garantire le funzionalità necessarie, è importante che ciascuna applicazioni presenti una chiarezza ed una coerenza con se stessa e con le altre.

Una buona traduzione quindi cerca di soddisfare le seguenti caratteristiche:

  • Una buona traduzione è immediatamente comprensibile - L'utente deve essere messo nelle condizioni di comprendere cosa accade in maniera chiara e precisa, perché la traduzione rende l'originale in modo fedele al significato o con termini di uso comune - questo è importante perché tipicamente l'utente non legge mai i manuali :-);
  • Una buona traduzione non è ambigua - Poiché errare è umano (o anche “se qualcosa può andar male lo farà”) è importante mettere in giusta evidenza azioni che possano risultare dannose o distruttive;
  • Una buona traduzione è ben integrata - Le applicazioni devono essere coerenti tra loro e con l'ambiente grafico, così da creare una sensazione confortevole nell'uso dell'intero sistema. Per tale motivo è importante tradurre allo stesso modo le stesse stringhe o stringhe diverse che intendono la stessa azione;
  • Una buona traduzione è democratica ed universale - Ogni applicazione deve poter essere usata da ogni possibile utente, ad esempio una applicazione scritta per amministratori di rete deve essere comprensibile ad ogni amministratore di rete, così come ogni applicazione che consenta di scrivere una lettera deve poter essere fruibile da chiunque possa avere la necessità di scrivere una lettera ;
  • Una buona traduzione è succinta ed elegante - frasi inutilmente lunghe ed arzigogolate risultano fastidiose alla lettura: lo stile della frase non deve inficiare la comunicazione delle informazioni.

Inoltre è utile far notare come talvolta sia opportuno rispettare per quanto possibile la lunghezza del testo originale: talvolta infatti un elemento mal progettato dell'interfaccia utente può risultare sgradevole con un testo di lunghezza molto dissimile dall'originale. Ovviamente qualora ci si accorga di ciò è opportuno segnalare prontamente il bug.

2.3. Mantenere il messaggio originale

“Porre l'utente al centro della propria attenzione” non vuol dire modificare il contenuto informativo del messaggio per semplificarlo.

Se possiamo infatti considerare giusto ed auspicabile migliorare la comprensibilità di un messaggio (la frase originale è un po' contorta o usa modi di dire o struttura improponibili in italiano), è invece da considerare errore la sostituzione di un termine con uno più semplice o generico solo perchè la maggior parte degli utenti potrebbe non comprenderlo.

Se è stato utilizzato nel testo originale un termine o concetto ben preciso, non esiste ragione per modificarlo nella traduzione: evidentemente l'autore ritiene che l'uso della applicazione necessiti di tale conoscenza o proprietà di linguaggio.

Per maggiori informazioni è bene riferirsi al documento sulla buona traduzione e al glossario distribuiti dal transator project italiano.

Ovviamente è anche possibile che l'autore originale abbia sbagliato o esagerato; in tal caso è opportuno uno scambio di opinioni con lo stesso o la sopra menzionata notifica di bug.

Caso d'uso

Un esempio tipico di termine ben preciso è host. Tale termine non va tradotto con “sistema” o “macchina” o “computer”, non solo perché quest'ultime sono le traduzioni di altre parole (system, machine e computer rispettivamente), ma soprattutto perché nessuno di tali termini è la traduzione di host. Host, quando usato a proposito, deve rimanere, anche se il tipico utente medio non ne conosce neppure l'esistenza.