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.............................La riviera delle Palme
Grottammare è una stazione di villeggiatura in provincia di Ascoli Piceno con circa 14.000 abitanti. Anticamente era chiamata "Cuprae Fanum" in quanto vicino alla foce del fiume Tesino sorgeva il tempio della dea Cupra, protettrice della fecondità in epoca picena. Le prime tracce di presenza umana risalgono al periodo neolitico; sono stati infatti ritrovati diversi oggetti in ossidiana e selce (lame, lamelle, falcetti e cuspidi di freccia) riconducibili ad un primo insediamento ivi esistente già duemila anni prima della venuta di Cristo. E' tuttavia con l'avvento della civiltà picena che in questa zona si sviluppò un rilevante nucleo abitato. Nell'VIII secolo i

monaci benedettini s'installarono a San Martino e ne fecero una base per la diffusione della religione cristiana in un territorio non ancora completamente evangelizzato. Nel IX secolo già esistevano le fortificazioni sul monte ove sorge il Castello: le antiche mura e il massiccio Torrione della Battaglia furono eretti per difendere il porto dalle continue invasioni dei Saraceni. La situazione si stabilizzò solo nel XII secolo quando finalmente i monaci farfensi riuscirono a prendere il sopravvento. In una importante pergamena del 1103 compare per la prima volta il termine Gructa con il quale, da questo momento in poi, si iniziò ad indicare il Castello di Grottammare (successivamente si usarono per individuare la rocca anche i termini Crypta, Grocta ad Mare e Cruptae ad mare ). Fu solo dopo il 1779 che gli abitanti di Grottammare cominciarono a costruire le proprie case lungo la fascia costiera, spinti dai numerosi e improvvisi smottamenti. Il 25 gennaio 1779 si verificò una devastante frana destinata a dare una svolta decisiva alla storia di Grottammare. Pochi mesi dopo, infatti, il governo pontificio constatato ormai l'arretramento del mare e l'interramento avvenuto alla base del colle, decise di dare l'avvio alla definizione del piano regolatore del Nuovo Incasato alla marina. A coloro che avevano avuto la casa distrutta o danneggiata dalla frana, furono concessi un lotto di terra gratuito ed una piccola somma di denaro per iniziare l'edificazione delle case. Il 5 aprile 1843 il pendio del colle delle Quaglie franò in mare formando una lingua di terra lunga oltre mezzo chilometro. La reazione dei flutti fu devastante e questo evento mutò nuovamente la linea di costa nel territorio del paese decretando così la scomparsa definitiva del porto di Grottammare. Solo dopo l'annessione al

Regno d'Italia Grottammare divenne una rinomata località balneare, ricca di ville liberty, conosciuta come luogo curativo e termale. Qui il 12 Ottobre 1860 s'incontrarono Vittorio Emanuele II e una commissione di notabili napoletani, in vista della penetrazione dell'esercito sabaudo nel Meridione d'Italia. Grottammare ha dato i natali a Felice Peretti (1521-1590) divenuto papa con il nome di Sisto V e all'artista Pericle Fazzini (1913-1987) autore della grandiosa "Resurrezione" (Sala delle Udienze del Vaticano). Tra i villeggianti più celebri si ricordano: Girolamo Bonaparte (fratello minore di Napoleone) e la moglie Caterina, il musicista Franz Liszt, il pittore Adolfo De Carolis, Grazia Deledda, Osvaldo Licini, l'archeologo Dall'Osso, Sibilla Aleramo, Franco Matacotta.
Città di recente sviluppo, San Benedetto del Tronto conta circa 50.000 abitanti. L'origine viene fatta risalire alla preromana Truentum, fondata nel IX sec. a.C. dai Viburni. Una leggenda accolta dai più, vuole che alcuni fedeli, in lontanissimi tempi, costruissero qui una chiesa per accogliere le spoglie di un Santo martirizzato nell'antica Cupra, restituite dal mare. Intorno al modesto tempio, officiato poi dai monaci benedettini, sorsero le prime case abitate da famiglie alle dipendenze dei religiosi. Un primo dato certo si ha nell'atto della investitura del beneficio di SS. Vincenzo ed Anastasio in territorio di Acquaviva Picena da parte di Uberto, Vescovo di Fermo, recante la data 998, e da tutto quanto si è trovato a partire dal 1146, epoca nella quale S. Benedetto venne data in feudo dal Vescovo a Bernardo ed Ottone, figli di Gualtiero da Napoli. E' certo pure che nel XIII Secolo gli Ascolani, per vendicarsi dei privilegi concessi da Ottone
IV a Fermo, misero a sacco e fuoco San Benedetto. In seguito, il piccolo centro tornò ancora una volta sotto il dominio fermano e dal 1348 al 1351 fu lungamente ed aspramenteconteso fra Ascolani e Fermani condotti da Gentile da Mogliano. Nel 1463 il Governo di Fermo dette solenne investitura al frate Giacomo della Marca (ora San Giacomo) per pronunciarsi quale arbitro nella questione e risolvere le secolari controversie fra Fermo ed Ascoli. Frate Giacomo della Marca il 3 luglio 1463 emise il suo giudizio assegnando la parte bassa di S. Benedetto, oggi corrispondente al territorio a sud del torrente Ragnola, a Monteprandone. Pure i Turchi devastarono queste contrade e nel 1478 vi portarono la peste. Oggi, San Benedetto del Tronto, è uno dei più importanti porti pescherecci d'Italia; è ricca di impianti, una ricettività alberghiera diversificata e da tempo ben collaudata, una passeggiata tra gli splendidi palmizi (più di 7000 palme intervallate da oleandri), un moderno palazzo dei congressi, numerose occasioni di svago sulla costa e tanti possibili itinerari nell'entroterra Piceno: un territorio ancora tutto da scoprire e capace di suscitare piacevoli emozioni.