|
Ecocardiografia Fetale
1. Finalità
dell’Ecocardiofrafia Fetale
L'Ecocardiografia Fetale è
un esame diagnostico che ha come finalità il controllo sequenziale dell'anatomia
cardiaca allo scopo di evidenziare o escludere la presenza di una Cardiopatia
Congenita nei feti a rischio. Un feto viene considerato a rischio specifico di
Cardiopatie Congenite in presenza di uno o più dei fattori sotto esposti.
2. Indicazioni
all’esecuzione dell’Ecocardiografia fetale
2.l.INDICAZIONI MATERNE e/o FAMILIARI
2.1 .1 Malattie
Ereditarie (RR =25‑50%). Evidenza II‑a. Livello di raccomandazione A.
Presenza su base familiare di sindromi che segregano con modalità mendeliana,
caratterizzate dalla presenza di difetti cardiaci congeniti o dovuti a
microdelezione ‑ laddove la condizione non sia identificabile/escludibile in
epoca prenatale con metodologie più precoci e sensibili (tecniche di biologia
molecolare; FISH) o sia caratterizzata da notevole variabilità di espressione
(es. fenotipo CATCH).
2.1.2 Familiarità per
Cardiopatie Congenite (RR =14%). Evidenza II‑a. Livello di
raccomandazione A. Il rischio di ricorrenza varia in funzione del tipo di
lesione e del grado di parentela. In caso di un solo figlio precedente affetto è
dell'1‑4% ed aumenta fino a 3‑4 volte in caso di due figli precedenti con
Cardiopatie Congenite. Quando è affetto uno dei genitori il rischio di
ricorrenza e maggiore se ad essere affetta è la madre. Le anomalie a più alto
rischio di recidiva sono la stenosi aortica, i difetti di settazione e le
anomalie del situs.
2.1.3 Infezioni materne
(RR = n.v.) Evidenza 111. Livello di raccomandazione A. Sono per lo
più virali. La percentuale di rischio varia in funzione dell'epoca gestazionale
di esposizione: la rosolia contratta in gravidanza comporta un rischio
malformativo sino al 50%. Anche le infezioni materne da virus Coxsackie e da
Citomegalovirus possono determinare cardiopatie congenite quali fibroelastosi
endocardica nel primo caso e miocardite fetale nel secondo.
2.1.4 Malattie materne.
-
2.1.4.1 Diabete.
Evidenza II‑a.
Livello di raccomandazione A. Il Diabete insulino‑dipendente (IDDM),
specie se non compensato in gravidanza, comporta un aumento di circa 5 volte
del rischio di cardiopatia rispetto alla popolazione generale. In casi
selezionati, può essere indicato un controllo nel 111 trimestre allo scopo di
evidenziare quadri di cardiomiopatia ed evidente ipertrofia del setto
interventricolare che regrediscono nei primi mesi di vita (Evidenza IV.
Livello di raccomandazione C).
-
2.1.4.3 Malattie
Autoimmuni (Evidenza IV. Livello di raccomandazione C). Pur non
essendovi un aumento del rischio specifico di Cardiopatie Congenite, sussiste
indicazione all'ecocardiografia fetale. Infatti, il lupus eritematosus e la
sindrome LLAC (Lupus Like Anticoagulant) presentano una significativa
associazione con il blocco atrio‑ventricolare (BAV) da autoanticorpi
antinucleari di tipo IgG (anti‑Ro a anti‑La).
2.1.5 Farmaci teratogeni.
(RR = n.v.). Evidenza II‑a. Livello di raccomandazione A.
Nonostante non si possa escludere la possibilità che molte sostanze o farmaci
possano interferire con l'organogenesi cardiaca, solo in pochi casi si sono
evidenziate associazioni significative, alcune delle quali negli ultimi anni
sono state messe in discussione. L'uso nel 1 trimestre di anticonvulsivanti,
alcol, litio, ma soprattutto di derivati della vitamina A (acido retinoico e
derivati) può aumentare il rischio di Cariodiopatie Congenite. E' importante
sottolineare che l'indicazione all'ecocardiografia fetale è valida per farmaci
di comprovata teratogenicità (riportati sopra), e NON per tutti i farmaci
comunque assunti nel 1 trimestre.
INDICAZIONI FETALI
2.2.1 Aberrazioni
cromosomiche. Evidenza II‑a livello di raccomandazione A.
-
2.2.1.1
Rischio 50‑90%.
Diagnosi prenatale di
alterazioni cromosomiche associate a quadri sindromici (trisomia 21)
ai fini di un'accurata definizione del rilievo prognostico e del management
perinatale.
-
-
2.2.1.2 Rischio 15‑20%.
Diagnosi prenatale di
alterazioni cromosomiche associate a quadri fenotipici variabili o non
definiti in maniera assoluta, ai fini di ottimizzare il "counseling" e
l'eventuale assistenza alla nascita: sindrome di Turner, alterazioni dei
cromosomi sessuali, alterazioni cromosomiche di raro riscontro con
possibilità in alcuni casi di associazioni specifiche.
-
-
2.2.1.3 Rischio < 2%.
Riscontro in
diagnosi prenatale di alterazioni cromosomiche non associabili a precise
alterazioni del fenotipo, ai fini del "counselling" (riduzione del rischio di
alterazioni fenotipiche): mosaicismi di Il e 111 livello (1 % circa alla
diagnosi prenatale), cromosomi "marker" (0.4‑0.6/ 1000 alla diagnosi
prenatale), alterazioni strutturali de novo apparentemente bilanciate (<
0.3/1000 alla diagnosi prenatale).
2.2.2
Segni ecografici.
Evidenza II‑a.
Livello di raccomandazione A (tranne che per il punto 2.2.2.3).
-
2.2.2.1 Sospetto di
Cardiopatia Congenita al test di screening. Il sospetto
di anomalia strutturale sorto nel corso di ecografia di routine in pazienti a
basso rischio, con test di screening positivo. Per test di screening s'intende
la scansione 4‑camere. Si segnala che i risultati degli studi sulle 4 camere
come metodica di screening delle Cardiopatie Congenite evidenziano una
sensibilità della stessa che varia dal 4.5 al 63% in funzione delle differenze
nei protocolli di studio adottati, dell'esperienza dei diversi operatori
coinvolti e, soprattutto, dal fatto che alcune cardiopatie (le anomalie della
connessione ventricolo‑arteriosa) non determinano quasi mai una modificazione
patologica della scansione 4camere. Va inoltre tenuto presente che alcune
Cardiopatie Congenite hanno carattere evolutivo; possono, cioè manifestarsi o
slatentizzarsi solo nella seconda parte della gravidanza.
-
2.2.2.2
Aritmia Fetale.
Nei casi di aritmia
fetale, l'esame ecocardiografico è in grado di valutare il tipo di aritmia ed
eventuali anomalie cardiache associate, che possono essere presenti nel
30‑50% dei casi di blocco atrio‑ventricolare e nel 5% dei casi di
tachiaritmia. Si segnala, tuttavia, che gran parte delle pazienti inviate
all'esame di Il livello per presunta aritmia, non hanno alcun tipo di aritmia
patologica. Una transitoria fase di bradicardia, che può anche arrivare al
l'asistolia momentanea. e un reperto molto frequente durante l'ecografia di
routine. Tale aritmia NON riveste assolutamente carattere patologico essendo
dovuta ad un riflesso vagale stimolato dalla pressione del trasduttore
sull’utero e talvolta sulle strutture fetali. Pertanto, il riscontro di tale
fisiologica aritmia NON rappresenta di per sé indicazione ad
ecocardiografia fetale. Analogamente, NON rappresentano indicazione
all'ecocardiografia fetale le extrasistole saltuarie. Uniche indicazioni
reali all'ecocardiografia fetale sono quindi: bradicardia, tachicardia ed
altre alterazioni del ritmo persistenti.
-
2.2.2.4 Iposviluppo
fetale precoce (a comparsa nel II trimestre).
In questi casi, anomalie
cardiache congenite sono più frequentemente associate ad aneuploidie oppure a
sindromi complesse. L'iposviluppo classico, a comparsa nel 111 trimestre
(28 settimane e oltre) NON rappresenta indicazione ad ecocardiografia
fetale.
-
2.2.2.6 Idrope fetale
non immunologica.
Anomalie cardiovascolari
sono presenti nel 20‑30% dei casi di idrope fetale non immunologica.
L'idrope può essere espressione di scompenso cardiaco cardiogeno (in caso di
Cardiopatie Congenite), ovvero un segno ecografico associato ad eziologia
cromosomica o sindromica.
-
2.2.2.7 Gemellarità
monocoriale. Il
rischio di Cardiopatie
Congenite e leggermente aumentato solo nella gemellarità monocoriale. Nella
gestazione bicoriale, il rischio è il doppio del rischio normale, per la
presenza di 2 individui, ma NON vi è alcun incremento aggiuntivo di
rischio.
3.
Strumentazione
L'ecocardiografia fetale,
essendo un esame diagnostico, va eseguita necessariamente con ecografi di alte
prestazioni, trasduttori convex o settoriali a frequenza medio‑alta (3.75‑6.0
MHz), con i seguenti moduli: A) bidimensionale ad elevata definizione con
zoom e possibilità di cineloop; B) Doppler colore; C) Doppler
pulsato; D) M‑Mode. Opzionali sono il power Doppler ed il Doppler
continuo. Il settaggio per l'Ecocardiografia Fetale mira ad ottenere un Frame
Rate quanto più elevato possibile, per le alte frequenze cardiache fetali.
Esso prevede: A) Bidimensionale: scala dei grigi "dura" con pochi toni
intermedi, fascio ultrasonico stretto, fuoco singolo, persistenza assente o
estremamente bassa per un frame rate quanto più elevato possibile; B)
Doppler colore e pulsato: box colore piccolo, mappa direzionale del colore,
scala di campionamento di 50‑90 cm/sec per i distretti arteriosi e di 720 cm/sec
per i distretti venosi, persistenza assente o bassa. Per il Doppler pulsato, il
filtro di parete va settato intorno a 150‑300 Hz per i distretti arteriosi e a
50‑100 Hz per quelli venosi. Il volume campione deve essere piccolo (2‑4mm). In
Doppler pulsato, la valutazione maggiormente utilizzata è quella della velocità
di picco sistolico (peak systolic velocity), per la diagnosi delle stenosi
valvolari, avendo la cura di correggere il campionamento per l'angolo
d'insonazione (che comunque deve essere < 30') Evidenza IV. Livello di
raccomandazione C.
4.
Modalità di esecuzione dell'esame
4.1 Epoca d'esame.
Evidenza IV. Livello di raccomandazione C. Nei casi in cui le indicazioni siano
materne o fetali precoci (ad esempio NT > 99° centile senza aneuploidia),
l'ecocardiografia va richiesta ed effettuata non prima delle 20 settimane di
epoca gestazionale. In casi specifici, quali ad esempio sindromi mendeliane con
Cardiopatie Congenite, può essere effettuata un'ecocardiografia anche in epoca
inferiore alle 20 settimane, ma con accuratezza diagnostica significativamente
inferiore. In caso di sospetto di Cardiopatie Congenite, l'esame può . essere
effettuato a qualsiasi epoca gestazionale > 20 settimane.
4.2 Modalità
d'esecuzione. La valutazione completa del cuore fetale richiede una prima
valutazione anatomica, eseguita in bidimensionale, seguita da una valutazione
funzionale, per la quale si utilizzano Doppler colore e pulsato. La valutazione
anatomica prevede la sistematica osservazione del sito viscerale, delle
connessioni atrio‑ventricolari, ventricolo‑arteriose, dei ritorni venosi
sistemici e polmonari. Le sezioni ecocardiografiche necessarie ad ottenere
queste informazioni possono essere molteplici, ma alcune di queste costituiscono
la base essenziale dell'esame e includono:
·
l'asse corto
di destra
·
la sezione
dell'arco aortico
·
la sezione del
dotto arterioso
·
la sezione
delle vene cave
·
l'asse corto
dei ventricoli
·
la scansione
trasversa addominale.
Sulle stesse scansioni, va
quindi effettuata la valutazione funzionale, con l'ausilio del Doppler colore e
pulsato. In caso di riscontro di Cardiopatie Congenite, è indicato
approfondimento diagnostico e counselling adeguato.
5. Accuratezza
Diagnostica
5.1 Accuratezza
diagnostica generale.
Questa rappresenta una media
dell'accuratezza con la quale vengono ad essere evidenziati i vari quadri di
difetti cardiaci. Diversi sono i lavori che attestano un'accuratezza diagnostica
elevata per l'EF. Con rare eccezioni di pubblicazioni peraltro datate (1), il
valore riportato dalla maggioranza degli autori su casistiche ampie è intorno
all'80‑90% (2‑5). Al valore finale dell'accuratezza diagnostica generale
contribuiscono in maniera determinante alcune variabili relative alla tecnica
d'esame, tra le quali un accentuato pannicolo adiposo addominale materno, che
possono rendere difficoltoso o, talvolta, impossibile l'esame, con conseguente
riduzione dell'accuratezza diagnostica.
5.2 Accuratezza
diagnostica Per singolo tipo dì Cardiopatia Congenita
Questa
viene ad essere definita sulla base di alcune premesse di ordine anatomico e
metodologico, alle quali vengono aggiunti i dati desunti dalle principali
casistiche riguardanti i singoli tipi di Cardiopatie Congenite pubblicate in
Letteratura. In particolare, va tenuto presente che: A) Il potere di risoluzione
degli apparecchi rende poco visibili alcuni DIV, specialmente muscolari;
B) La fisiologica situazione cardiocircolatoria in utero rende
impossibile la diagnosi di dotto
arterioso pervio
e molto difficile quella
di difetto inter‑atriale; C) Alcune Cardiopatie Congenite mostrano
un'evolutività, cioè possono comparire solo nel III trimestre, e sono quindi
compatibili con un esame ecocardiografico nel Il trimestre perfettamente
normale (prevalentemente, ma non solo, stenosi delle valvole semilunari e
coartazione aortica). Per quanto concerne gli studi pubblicati in
Letteratura che riportano l'accuratezza diagnostica per singolo tipo di
Cardiopatia Congenita, pochi sono quelli che descrivono un numero di casi
sufficiente per giungere a qualsiasi conclusione. In Tabella 1 sono riportati
gli studi che, per numero di casi e disegno dello studio, permettono tale
valutazione. In Tabella 11, vengono riportate le anomalie per le quali è stata
identificata la possibilità di evoluzione o comparsa tardiva.
6. Refertazione Scritta
L'ecocardiografia fetale è
un esame diagnostico. La refertazione deve prevedere la descrizione anatomica
(normale o patologica), seguendo, possibilmente, l'analisi sequenziale, e la
conclusione dell'esame, secondo quanto di sotto riportato:
-
Anatomia sequenziale cardiaca
-
Valutazione funzionale
mediante Doppler colore /pulsato Conclusione diagnostica
-
Forza della conclusione
diagnostica Data e firma dell'operatore
-
Eventuale documentazione
iconografica allegata, ove l'operatore lo ritenga opportuno, va indicata nel
referto. Evidenza IV. Livello di raccomandazione C.
Bibliografia
1) Wolfe HM, Sokol
RJ, Martier SM, Zador IE.
Maternal
obesity: a potential source error in sonographic prenatal diagnosis. Obstet
Gynecol, 1990; 76: 339‑342.
2) Allan LD,
Sharland GK, Milburn A, Lockhart SM, Groves AMM, Anderson RH, et al. Prospective
diagnosis of 1,006 consecutive cases of congenital heart disease in the fetus.
JACC, 1994; 23: 6; 1452‑1458.
3) Fesslova V,
Nava S, Villa L and the fetal cardiology study group of the Italian Society of
Pediatric Cardiology. Evolution and long term outcome in cases with fetal
diagnosis of congenital heart disease: Italian multicentre study. Heart 1999;
82: 594‑599.
4) Yagel S,
Weissman A, Rotstein Z, Manor M, Hegeshj, Anteby E, et al. Congenital Heart
Defects. Natural
course and in utero Development. Circulation 1997; 96: 2; 550‑555.
5) Smythe j F,
Copel j A, Kleinman C S. Outcome of Prenatally detect cardiac malformations. Amj
Cardiol 1992; 69: 1471‑1474.
6) Chang AC,
Huhta JC, Yoon GY, Wood DC, Tulzer G, Cohen A, et al. Diagnosis, transport and
outcome in fetuses with left ventricular outflow obstruction. j Thrac
Cardiovasc, 1991; 102: 841‑848.
7) Allan, LD,
Chita, SK, Anderson, et al. Coarctation of the aorta in prenatal life: an
echocardiographic anatomical and functional study. Br Heartj, 1988; 59: 356360.
8) Homberger
LA, Sahn DJ, Kleinamn CS, et al. Antenatal diagnosis of coarctation of the
aorta: a multicenter experience. j Am Coll Cardiol, 1994; 23: 417‑423.
9) Sharland GK,
Chan KY, Allan, LD. Coarctation of the aorta: difficulties in prenatal
diagnosis. Br Heartj,
1994; 71: 70‑75.
10) Paladini D, Rustico MA,
Todros, T. et al.
Conotruncal
anomalies in prenatal life. Ultrasound Obstet Gynecol, 1996; 8: 241‑246.
11) Tomezki
AJP; Suda K, Kohl T, Kovalchin JP, Silverman NH. Accuracy of prenatal
echocardiographic diagnosis and prognosis of fetuses with conotruncal
anomalies.JACC, 1999; 33:1696‑1701.
12) Maeno YV,
Boutin C, Homberger LK, McCrindIe BW, Cavalle‑Garrido T, Gladman G, Smallhorn
JF. Prenatal diagnosis of right ventricular oufflow tract obstruction with
intact ventricular septum, and detection of ventriculocoronary connections.
Heart 1999; 81: 661‑668.
13) Richykj,
Tian ZY, Fogel MA, joshi V, Rose NC, Jacobs ML. The single ventricle heart in
the fetus: accuracy of prenatal diagnosis and outcome. j Perinatol 1997 MayJun;
17 (3): 183‑188.
|