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Ecografia in Ostetricia e Ginecologia: Informazioni e Immagini | |||||||||
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Prevenzione delle malattie delle anche: si può fare in età pediatrica
Fino all’inizio degli anni ’80, l’unico modo di diagnosticare una delle principali malattie dell’anca, la Displasia Congenita (DCA), responsabile di gravi zoppicamenti con conseguenti impossibilità a camminare nell’età adulta, era la visita del bambino sia alla nascita che nei mesi successivi, durante i controlli di salute periodici. La visita del Pediatra (o in certi casi dell’Ortopedico) poteva mettere in evidenza alcuni segni predittivi del danno all’anca: quelli meno importanti erano la diseguaglianza (asimmetria) delle pieghe della cute delle cosce all’ osservazione del neonato disteso sulla schiena, con le gambe parallele, oppure la non completa “apertura” (abduzione) della cosce da parte delle mani dell’esaminatore che manteneva piegate le ginocchia a rana. Ma la caratteristica della Displasia delle anche era la presenza del “segno dell’Ortolani”
Con la manovra che prende il suo nome, e che consiste nell’ allargamento con una mano di una coscia piegata sul bacino, mantenendo l’altra gamba ferma e distesa con l’altra mano, il Prof. Ortolani, Pediatra Ortopedico, ha dato lustro alla Pediatria e all’ortopedia italiana. Egli ha dedicato tutta la vita, assieme ai suoi collaboratori, alla cura delle malattie delle anche del bambino
La manovra dell’Ortolani era detta positiva, e quindi predittiva di DCA, se produceva uno “scatto” con un percettibile rumore di “clunk”.
E’ sorto però un problema, quando un importante ortopedico austriaco, Prof. Graf, ha iniziato, dal 1978, studi approfonditi sulla applicazione dell’uso della ecografia alle articolazioni delle anche. Egli è arrivato ad alcune conclusioni. Innanzitutto che il segno dell’Ortolani evidenziava solamente le patologie più gravi delle anche e che talvolta, anche se raramente, per vari motivi non era evidente in caso di anche malate. Poi che solo l’ecografia è in grado di rilevare alcune patologie delle anche che sono di grado lieve e senza sintomi in età neonatale o pediatrica, ma che possono portare in età adulta (50 – 60 anni) a invalidanti artrosi risolvibili solo con interventi chirurgici di applicazioni di protesi.
Dunque la conclusione è stata che il mezzo più sicuro per prevenire la DCA è la ecografia dell’anca.
Il trattamento di tale patologia è sempice e pienamente efficace nella quasi totalità dei casi solo se iniziato entro i 4 mesi – 4 mesi e mezzo di età.
Questo periodo limite era quello che coincideva con la esecuzione della radiografia delle anche: prima dei 4 mesi infatti la struttura non ancora ossificata della articolazione non permetteva diagnosi giuste; potevano pertanto derivarne diagnosi e trattamento tardivo. Per tale motivo attualmente la radiografia delle anche come metodo di prevenzione della DCA non è più usata.
Invece la ecografia delle anche, effettuata da esperti, permette di fare diagnosi sicura della patologia congenita dell’anca, già alla nascita, e in ogni caso poco dopo i 3 mesi di vita.
Una mano e un occhio esperti dell’ecografista non possono sbagliare: si tratta di applicare con rigore la metodica di Graf (che in questo articolo di divulgazione non vogliamo dettagliare, ma a cui promettiamo di dedicare una fiche in seguito).
Vogliamo puntualizzare che à possibile ottenere ecografia significativa in qualsiasi età del neonato, purché non si sia già verificata la calcificazione del nucleo della testa del femore, ma che comunque, come detto prima, per una efficace terapia è opportuno eseguirla non dopo i 4 – 4 mesi e mezzo di vita.
Esperti italiani affermano che, senza trascurare l’importanza che hanno avuto nel passato gli esami radiografici e i segni clinici, tra cui quello dell’Ortolani, nell’anno 2000 non si può fare a meno di ritenere l’ecografia delle anche l’esame fondamentale per diagnosticarne precocemente le patologie.
Essi consigliano quindi di controllare con visite periodiche (che il Pediatra comunemente fa) le anche del bambino fino a quando camminerà, e di effettuare uno “screening ecografico a tutti i neonati, tra la quinta e la sesta settimana di vita’ (Pediatrics, edizione italiana, giugno 2000, pag 363)
Gli esperti italiani prima citati hanno segnalato però il costo notevole di denaro (non tenendo conto del “costo sociale” dato dalle sofferenze dei pazienti e dei famigliari), dovuto a diagnosi tardive di DCA, sicuramente superiore a quello sostenuto effettuando ecografia delle anche a tutti i nati.
Inoltre hanno portato dati che hanno dimostrato come due corsi di due giorni l’uno a distanza di qualche mese e 400 ecografie effettuate sotto la guida di un esperto possono formare un medico ad effettuare corrette diagnosi.
In Italia possiamo affermare che lo “screening ecografico delle anche” (come è comunemente chiamato) sulla popolazione pediatrica è una realtà quasi ovunque diffusa.
Dr. Carlo Zanolini cirano@tande.com
Primario Divisione di Pediatra, ASL Ospedale di Susa TO
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