Sul Digitale
(a cura di Vibat)
C'è un gran fermento intorno alla
fotografia digitale. Dopo un timido approccio ora mi capita sempre
più spesso di vedere in mano alla gente macchine fotografiche
digitali. E' una questione di moda, è uno status simbol?
Penso innanzitutto che la tecnologia e tutto quanto è elettronica
attiri sempre di più.
Mi è capitato di girare in quei grandi magazzini ( Trony,
Unieuro, ecc.) e di trovarvi sempre tanta gente interessata e disposta
a spendere un mucchio di euro per portarsi a casa un televisore
ultima generazione, un telefonino con display a colori, una telecamera
digitale, una macchina fotografica con lo schermino dietro che tanto
attira. Giovani soprattutto attenti al nuovo, ma anche persone di
una certa età che non vogliono perdere tutto il bendidio
che questo tempo ci offre, tutto quello che una volta era un sogno
irrealizzabile.
Il mondo sta cambiando, noi stiamo cambiando.
Dalle statistiche emerge che soltanto una piccola parte di coloro
i quali possiedono un apparecchio digitale si servono poi di un
centro specializzato per la stampa dei loro file digitali.
Ma allora dove finiscono tutte le foto fatte in vacanza, alla fidanzata,
ai figli, ecc.?
Sembra che rimangano gelosamente custodite negli hard disc dei computer.
Lì ci sono e quando uno sente la necessita e la voglia di
rivedersi o ricordare un evento sfoglia l'album virtuale. Già,
questo lo hanno capito molto bene ( i sondaggi più approfonditi
sono stati fatti proprio da loro) le grosse case tipo Kodak, Fujifilm,
Agfa che hanno visto calare sensibilmente i numeri dei chimici,
della carta, ecc. destinati ai laboratori fotografici.
Questi, effettivamente, sviluppano meno pellicole. Si sta studiando
il mercato, si sta studiando come poter portare il possessore di
un apparecchio digitale a stampare al centro per la stampa. I negozi
di fotografia stanno installando veri centri specializzati dove
il cliente può scaricare direttamente la sua smart card o
compact flash ed in un giorno o due ritirare le stampe ottenute
da file digitali. Comodo sicuramente, ma qualcosa non convince ancora
l'utente, anche se i prezzi sono diminuiti e di parecchio, ora una
stampa da digitale costa pressappoco come una ottenuta da negativo.
Molto probabilmente è la qualità. Che molto spesso
non è quella vista a monitor.
Molti pensavano ( e forse speravano) che questi gingilli offrissero
una qualità superiore alla pellicola. Non è così,
basta sentire l'opinione di molte persone che da diversi mesi posseggono
un apparecchio digitale. La soddisfazione sta nella praticità,
nel poter vedere immeditamente quanto scattato, nell'idea di poter
gestire direttamente il tutto. Ma la qualità, almeno quella
ottenuta dalla stampa, non soddisfa ancora.
Personalmente ho constatato che molti quando devono partire per
una vacanza o scattare delle foto " importanti " prediligono
farlo ancora con la cara vecchia pellicola.
Un caro amico che partiva per una lunga vacanza in mari esotici
mi ha confidato che non voleva " rischiare" e si portava
con se la macchina che aveva riposto nel cassetto e una decina di
rullini. Se da una parte il digitale stimola, dall'altra non si
abbandona del tutto e non si tradisce la vecchia pellicola. Personalmente
penso che le due cose potrebbero convivere perfettamente. Bisogna
certamente prendere più confidenza con i nuovi apparecchi
e i loro supporti: le paure a volte nascono proprio perchè
non conosciamo fino in fondo qualcosa. Se partiamo per una vacanza
sicuramente sarà opportuno acquistare l'apparecchio con un
certo anticipo, fare delle prove, prendere confidenza con il nuovo
mezzo e leggere e rileggere molto bene caratteristiche e funzioni
di questo mezzo.
Molte volte invece acquistiamo qualcosa, premiamo il pulsante di
accensione e via con il risultato che poi ce ne torniamo a casa
solo con i ricordi ( quelli fissati ed impressionati solo nella
nostra mente).
Il digitale è pratico sta a noi farlo diventare anche bello.
( Vibat) |