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La trattoria di Mirafiori


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Le cascine

I luoghi simbolo di Mirafiori, ai tempi della trattoria del signor Antonio erano: il Pantheon, la chiesa di San Barnaba, il cimitero e poi, naturalmente, il piccolo borgo. Una parte fondamentale della vita per la gente di qui era rappresentata dalle cascine. Mirafiori era costituita da poche case raggruppate in mezzo a grandi distese di campi che andavano fino al quartiere Lingotto. I prati erano punteggiati dai cascinali e dalle poche case che iniziavano a sorgere. Nel corso dei secoli nobili e ricchi si erano spartiti le terre intorno al torrente Sangone, quindi i nuovi proprietari terrieri, iniziarono a costruire le cascine per i loro contadini e per riporre i prodotti. I vecchi del borgo ne ricordano alcune famose come la "Colomba " e la "Meina " che fino al 1953 occupavano il terreno che va da Corso Traiano a Via Vigliani. E' incredibile guardare la cartina toponomastica e vedere la distesa di verde che va da Corso Unione Sovietica a corso Tazzoli fino alla strada per Orbassano.Altre due le cascine famose in quest'area: la "Manta ", persa nelle campagne vicino al futuro Corso Orbassano e la "Nuova". Questa forse è quella che si ricorda maggiormente perché venne data in dono alla Bela Rosin. In una bellissima posizione, tra la bealera Grugliasca e la bealera del Re, andava dal numero civico 502 al 500 dell'attuale Corso Unione Sovietica.Rimase proprietà dei discendenti della Contessa di Mirafiori fino agli anni '30, negli anni '70 venne demolita. Quasi all'ombra di queste costruzioni importanti perché di nobili "origini", ce n'erano altre, ben più modeste, ma molto più utili ed accessibili agli abitanti del luogo. Ecco allora nei racconti riecheggiare i nomi Venere, Guino, Scarafia, tutti proprietari di cascine. Il signor Antonio si serviva abitualmente da loro per procurarsi latte e formaggi vari.Anche le mamme, al calar della sera, mandavano i figli a comperare il latte appena munto, che oltre alla colazione doveva a volte servire anche per la cena. I "cassinè" avevano molto lavoro da fare.Queste attività destavano la curiosità dei ragazzi che abitavano nelle vicinanze. C'era da falciare l'erba per farne foraggio per le mucche e le pecore durante l'inverno, il grano da mietere per poterne ricavare la farina per il pane, il mais da sgranare per ottenere la farina per la polenta. La falciatura avveniva a mano con grande fatica, l'erba si lasciava seccare e con i carri agricoli portata nei fienili. Il grano richiedeva un lavoro più accurato. Dopo essere stato falciato veniva legato a mo' di fascine. Con queste i contadini formavano i covoni, che erano vere e proprie costruzioni, in quanto le fascine venivano accatastate una sopra l'altra in modo scientifico affinchè la spiga non si rovinasse. Che divertimento però, per i ragazzi, fare a gara a chi riusciva a scavalcarne di più e quante fughe rincorsi dal contadino che vedeva in pericolo il suo lavoro. E d'estate poi, prima della mietitura, che forza camminare in mezzo al grano maturo per catturare le lucciole. Non mancava neanche il rito della transumanza e allora tutti a seguire i preparativi per la partenza che generalmente avveniva nel mese di maggio preferibilmente di notte. Il passaggio del bestiame veniva annunciato dall'abbaiare dei cani e dal suono dei campanacci appesi al collo delle mucche. Il ritorno solitamente avveniva a settembre e portava con se la curiosità di vedere e toccare i nuovi nati della mandria e del gregge. Le cascine ospitavano più nuclei familiari che condividevano la stessa vita.Momenti di vita che includevano anche gli abitanti del borgo: ad esempio la trebbiatura. Chi voleva andava a dare una mano sull'aia, e la conclusione del lavoro segnava l'inizio di una festa spontanea dove si mangiava e si beveva in allegria. L'unica rimasta a Mirafiori è la cascina "Balbo", in strada del Castello Di Mirafiori. Un tempo i suoi appezzamenti di terreno arrivavano fino in prossimità di Via Artom, con campi coltivati a mais foraggio e grano. Ora hanno lasciato il posto a case e strade.Costeggiando il muro di cinta della cascina in strada del Castello, si intravedono animali che gironzolano nel prato cintato vicino alla chiesa della Visitazione. Chi ha un po' di immaginazione può sentire gli echi di un passato faticoso, greve, ma a suo modo gioioso ed irripetibile.


Un'antica cascina all'interno del vecchio borgo

Cascina Barricada (str. Castello di Mirafiori)


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