In Corso Stupinigi, seminascosto tra una pompa di benzina, un deposito di roulottes e circondato da palazzi adibiti ad uffici, s'intravede il cimitero del Borgo di Mirafiori. Minuscolo, con le tombe ben curate non è più luogo di sepolture, ma di ricordi, d'incontri e di memoria. Accostata al muro perimetrale la cappellina dimostra tutti i suoi anni,con i muri scrostati dallo scorrere del tempo, ma aprendo la porta è come se il passato fosse lì , seduto sulle panche antiche ben spolverate, sull'altare sempre pieno di fiori freschi, sulle immagini sacre appese ai muri per nascondere le macchie di muffa. Vicino alla cappella le tombe di tutti i sacerdoti che hanno retto la parrocchia di San Barnaba e ,attorno le tombe di famiglia. Sono poche, tre o quattro, ma sovrastano le sepolture a terra, quasi a voler rimarcare la differenza di condizione anche nel luogo dove diventiamo tutti uguali. Questo,dicevamo, è il cimitero del Borgo, dove tutti si conoscevano ed è normale per un amico, per una vecchia morosa ,per un vicino di casa posare un fiore accanto alla foto di chi non ha più nessuno che si possa occupare di lui. Nelle festività dei morti poi ,capita che amiche d'infanzia, ormai d'una certa età, si ritrovino ,magari dopo anni ed ecco che tra un Eterno Riposo e l'altro si raccontino episodi di gioventù. Ricordano di quando ragazzine facevano parte delle "Figlie di Maria", con la tunica bianca cucita dalla mamma,arricchita da una croce azzurra ricamata sul petto, partecipavano attivamente alle processioni ai funerali ai matrimoni. Alcune erano animate da fervore religioso,altre( la maggior parte) attirate dal notevole compenso che si aggirava tra le 10 e le 12 lire per partecipazione. Soldi più che meritati se si pensa alla maratona che dovevano fare. La parrocchia di San Barnaba era allora l'unica di una vasta zona formata in prevalenza di cascine distanti parecchi chilometri l'una dall'altra e dalla chiesa . Le persone morivano quasi sempre in casa e per la sepoltura si procedeva in questo modo: le Figlie di Maria raggiungevano la parrocchia e di lì aprivano in fila per due il corteo. Dietro di loro venivano le cosiddette "massare",signore vestite di nero(erano generalmente le donne che curavano la pulizia della chiesa),quindi il parroco. Si recavano all'abitazione del defunto e,seguendo il feretro,ritornavano pregando in parrocchia. Le ragazze non accompagnavano la salma al cimitero,perciò alla fine del rito funebre passavano a ritirare il dovuto e col loro gruzzolo se ne tornavano felici a casa. Girando tra le tombe le più anziane ricordano quando le bare venivano caricate sulla carrozza trainata dai cavalli. L'importanza e la ricchezza del defunto si notavano da quanti cavalli erano al traino. Si andava da uno per i più poveri fino ad arrivare a sei per i più ricchi. Si ricorda che per il funerale di un ricco giovane c'era una bellissima carrozza con sei cavalli bianchi, bandiere di varie associazioni , fiori ed un mare di persone elegantemente vestite. Il ricordo più piacevole di questo triste avvenimento fu, per le "Figlie di Maria",il fatto che il loro compenso subì un notevole aumento e che alla fine del rito venne loro un ricco rinfresco in canonica. I ricchi,si sa,hanno sempre manie di grandezza anche da morti. Le sepolture allora si seguivano a piedi ed il mesto corteo procedeva da Strada del Castello fino in Corso Stupinigi,raggiungendo il piccolo cimitero. La bara veniva calata nella fossa ed ognuno dei parenti gettava sopra di essa un pugno di terra accompagnando il gesto con un'affettuosa frase di saluto.Il piccolo cimitero, dove non si sotterra più, oltre che luogo della memoria è anche luogo d'incontri dove s'intrecciano passato e presente, unendo a doppio filo chi ricorda e coloro che vengono ricordati. I "vecchi" di Mirafiori nutrono per questo la speranza di poter ,ancora per molti anni ,portare i loro fiori, i loro acciacchi e la loro memoria su per la breve salita che conduce al piccolo cimitero.
La croce davanti alla cappellina
Interno della cappellina
Una veduta dall'esterno
Particolare a lato del cancello d'ingresso