All'epoca la trattoria del signor Antonio in strada delle Cacce 40, non accoglieva solo i fantini del vicino Ippodromo, ma tra i frequentatori contava anche gli aviatori del Campo di Volo, situato tra Strada del Castello, Strada delle Cacce, via Vigliani , via Artom. I "Pionieri dell'aria" furono i primi a far vivere il campo di Mirafiori con le loro gare di volo a cui assistevano tantissimi spettatori ; in seguito, nasce una vera e propria scuola che viene fortemente pubblicizzata per far si che i giovani provino il brivido del volo e siano invogliati a diventare piloti. Non abbiamo notizie di quanti abbiano allora aderito all'iniziativa , anche perché già si prospettava l'utilizzo degli aeroplani come mezzi bellici. In questo aerodromo prese il brevetto di pilota anche il leggendario Francesco Baracca. Noi però abbiamo conosciuto dai racconti ,il pilota Brach Papa, gran bell'uomo, che tra un record di volo e un altro ,non disdegnava le sale da ballo, le belle ragazze e qualche bottiglia di buon vino. Quante volte a notte fonda bussava alla porta della trattoria, magari in piacevole compagnia ,e diceva al signor Antonio : " Ci pensi tu, vero? " E allora ecco pronta la bottiglia di quello buono, il salame, il formaggio ,due peperoni…….. Quando l'esercito istituisce la scuola militare di volo, il campo si riempie di giovani allievi. Questi ragazzi , lontani dalle loro famiglie, avevano fatto amicizia con gli abitanti della trattoria . La signora Maria li sentiva come propri figli e allora passava loro attraverso la rete col filo spinato un piatto di minestrone caldo, restituiva loro una camicia lavata e profumata e riceveva in cambio un sorriso di gratitudine. Questo clima si trasformò con le prime avvisaglie delle scoppio della 2° guerra mondiale. I ragazzi chiusi nelle loro camerate, i motori quasi sempre accesi e l' attesa per qualcosa che avrebbe stravolto la vita di tutti. Molti partirono per la guerra in Africa Settentrionale , e quelli rimasti nel campo compivano missioni, facevano suonare l'allarme e sparavano colpi di contraerea. Mirafiori era un bersaglio importante a causa della Fiat del campo di volo e quindi le bombe fioccavano spesso. Allora il signor Antonio attaccava un carrettino alla bicicletta e portava la famiglia in salvo a Sangone , se non c'era tempo si rifugiavano nel " crotin ",ricavato in un angolo della cantina. Di episodi da raccontare ce ne sarebbero tanti, uno in particolare però ci ha colpito . Verso la fine della guerra, con i tedeschi in ritarata , gli aviatori che stavano per abbandonare il campo, invitarono la popolazione a portarsi a casa gli oggetti di cui a quei tempi si poteva aver bisogno. Anche la nuora del signor Antonio andò, ma per sua sfortuna venne presa dalle truppe fasciste e caricata sulla camionetta, Solo grazie all'intervento degli amici aviatori venne fatta scendere e restituita alla sua bambina. Comunque nel 1945 l'aeroporto venne distrutto dai tedeschi e i pezzi delle sue strutture li possiamo trovare in alcune casette di Strada delle Cacce ,in quanto i proprietari approfittarono dell'occasione. Di fronte all'Istituto di metrologia c'è il monumento all'aviatore(molto mal segnalato) e , chi ne avesse voglia, può andare a cercare i resti delle piste di atterraggio tra i rovi del Parco Colonnetti .
Il leggendario Francesco Baracca
Nel mezzo il tenente Brach Papa capo pilota
Biplano Caproni in manovra sul campo di Mirafiori