XIV Domenica B
Nel Vangelo di oggi incontriamo uomini i quali a motivo del loro geloso orgoglio non vogliono riconoscere che uno tra loro, Gesù, è il Figlio di Dio. Mancano, in fondo, di umiltà. L’orgoglio li acceca e impedisce loro di scorgere la presenza di Dio nell’umanità di Gesù. I loro dubbi sono una vera a propria pietra di inciampo (scandalo vuol dire ostacolo). I Nazaretani, quindi, non si convertono perché non credono. Respingono il Regno di Dio, rifiutano Cristo, si chiudono alla fede, rimangono nelle loro convinzioni.
“Scandalo”, dicevamo, vuol
dire pietra di inciampo. Nella sinagoga si verifica così una situazione
paradossale: proprio davanti a Gesù la fede di quegli uomini trova un ostacolo
insormontabile. Quasi tutto il ministero di Gesù è scandito da episodi di
incomprensione: incomprensione del suo messaggio e della sua persona;
incomprensione degli apostoli e degli scribi e farisei.
Anche i giovani si pongono spesso davanti alla fede con un atteggiamento simile a quello dei Nazaretani: “Cosa può pretendere di dire di nuovo a me? Io so già tutto!”. È l’atteggiamento di chi non è disposto a mettersi in discussione, perché convinto di possedere la verità.
Vi sono poi giovani che nel rapporto con la Chiesa si fermano agli annunciatori del messaggio senza considerare il messaggio stesso. Si fermano davanti alle persone (anche gli uomini di chiesa sono peccatori), senza scendere in profondità per cogliere il messaggio di cui sono portatori. Occorre ricordare che Dio per parlare agli uomini di solito si serve non di persone straordinarie, fuori dal comune, con carismi eccezionali, ma di gente semplice, normale, non priva neppure di difetti.
Tra i giovani vi sono alcuni che sono gli stessi portatori del messaggio evangelico. Capita che essi siano derisi, al lavoro, all’università, in famiglia, tra gli amici per la propria fede in Cristo e per le sue implicanze etiche. Mi piace qui ricordare loro quanto scrive San Paolo: “quando sono debole è allora che sono forte”.
Il discepoli è sempre chiamato a diventare apostolo, nonostante gli ostacoli del cammino. La sequela di Cristo, inoltre, richiede disponibilità a camminare talvolta anche al buio. Avanti allora! Non scoraggiatevi!