Trinità
Sono nato nello stesso giorno della scoperta
dell’America ed ho letto che Cristoforo Colombo, non appena mise piede
sull’isola San Salvador, che pensava essere l’India, il 12 ottobre 1492, si
inginocchiò e, dopo aver baciato terra, fece cantare il Te Deum come
ringraziamento alla Trinità. Pensate che fede aveva questa gente! Io conosco il
Te Deum come inno alla Trinità da recitare alla fine dell’anno come
ringraziamento dell’anno solare appena trascorso e alla fine degli esercizi
spirituali come ringraziamento dei benefici ricevuti durante quel periodo di
grazia. Mi sembra che gli uomini del passato facevano più riferimento a Dio in
tutto quello che facevano. Anche un viaggio ed una scoperta di una nuova terra
veniva vista sotto gli occhi della fede e sotto lo sguardo Dio. Oggi tutto è
opera dell’uomo e si può fare a meno di Dio. Dopo l’illuminismo e
l’esasperazione della ragione, si può vivere come se Dio non esistesse.
La festa della Trinità ci aiuta a capire che Dio
centra con la nostra vita anche se non riusciamo a comprenderlo con la nostra
ragione. La Trinità ci dice che l’uomo è relazione e comunione.
Sant’Agostino racconta di aver fatto un sogno, dopo
aver a lungo cercato di capire come mai Dio possa essere Uno e insieme
comunione di Padre, Figlio e Spirito Santo. Un bambino giocava sulla spiaggia
del mare: scavò una buca nella sabbia e poi con un secchiello voleva portare
l’acqua del mare nella sua buca. Ma non riusciva: l’acqua che egli metteva
nella buca, presto scompariva e il livello dell’acqua del mare non scendeva
mai. Il bambino guardava sorpreso, senza poter comprendere. All’improvviso, gli
appare un angelo e gli dice: “come tu non riesci a mettere l’acqua del mare
nella tua piccola buca, così la tua piccola mente non potrà mai capire la
grandezza del mistero della Santa Trinità”.
Noi non potremo mai capire completamente cosa
significhi la Trinità di Dio, un Dio in tre persone uguali e distinte.
Comprendiamo però quello che ci insegna: Dio non è solitario, è un Dio di
comunione e di unità. Vuole da noi la comunione e la unità. Vuole che
sviluppiamo tra noi delle relazioni di comunione, di reciproco affetto, di
dialogo, di unità, di perdono. Non si tratta allora, di capire la Trinità, ma
di vivere la Trinità: costruire un’unità di comunione, conservando la nostra identità.
La migliore comprensione rimane la preghiera:
O Trinità beata,
luce, sapienza, amor,
vesti del tuo splendore
il giorno che declina.
Te lodiamo al mattino
Te nel vespro imploriamo
Te canteremo unanimi
nel giorno che non muore. Amen.