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SS PIETRO E PAOLO

 

La domanda “Chi è Gesù?” preoccupa la Chiesa di tutti i tempi, fin dalle origini. È il figlio del carpentiere o il Figlio di Dio?

“Chi dice la gente che io sia?”. Nella sua domanda Gesù cerca di appurare il grado di comprensione della folla e dei discepoli sulla sua persona. La gente comune non è riuscita a capire chi egli sia, ma ha colto almeno il senso fondamentale della sua missione: egli è un profeta, cioè uno che parla per ispirazione di Dio.

“E voi chi dite che io sia?”.  Cosa dicono gli uomini d’oggi su Gesù?

Ricordo negli anni ’70 lo scalpore che fece il musical Jesus Christ Superstar. La Maddalena diceva: “He is a man, he’s just a man”. Ma a noi non basta questa risposta: un uomo, soltanto un uomo.

Chi è allora Gesù di Nazareth? Secondo Ernest Bloch, Gesù sarebbe un profeta della storia che ha dato una coscienza e una voce ai derelitti e agli oppressi preparando così la loro riscossa e la loro liberazione. È il Gesù martire politico, ribelle, zelota che ha combattuto per la liberazione della sua terra dall’imperialismo romano e dall’oppressione economica.

Schoonenberg lo difinisce “l’uomo integrale” nel senso che ha realizzato fino in fondo tutte le possibilità dell’uomo e che può porsi come modello dell’esistenza umana. Insomma, uno che non “è” Dio, ma in cui “c’è” Dio.

Gesù non si accontenta che noi sappiamo cosa dice di lui la cultura intorno a noi: vuole la nostra risposta. Le risposte della gente esprimono la ricerca, non la fede. La ricerca rinnova la fede.

Gesù rimarrebbe una evanescente idea se noi non ci chiedessimo continuamente: “Chi è Gesù per me?”.

Ho tradotto un po’ di tempo fa una lettera di Madre Teresa. Vi propongo uno stralcio che è illuminante a tal proposito: Mi meraviglio un po’ di come voi ancora non avete incontrato realmente Gesù in un rapporto uno-ad-uno, voi da soli con Gesù. Noi possiamo spendere molto tempo inutilmente in cappella. Avete visto con gli occhi della vostra mente come egli vi guarda con amore? Conoscete davvero Gesù, il Vivente? Ma non Gesù appreso dai libri, bensì Gesù conosciuto dal vostro stare con lui nel vostro cuore! Avete sentito le parole d’amore che Egli vi dice? Chiedetelo come grazia. Lui non vede l’ora di concedervela. Fin quando voi non siete capaci di sentire Gesù nel silenzio del vostro cuore, non potete sentire “Ho sete!” nel cuore dei poveri. Non abbandonate mai questo intimo contatto con Gesù, una persona reale e viva (e non solo un’idea)”.

Gesù conclude il brano evangelico (Mt 16, 13-20) dicendo: “Allora ordinò ai suoi discepoli di non dire ad alcuno che egli era il Cristo”. Questa è una frase del Vangelo che non vale più. Allora era necessario che i discepoli facessero silenzio perché la gente non era ancora pronta, ma oggi no. Oggi, noi discepoli di Cristo, dobbiamo dire alla gente che continua a chiedersi chi è Gesù di Nazareth, dobbiamo annunciare chi è Gesù!