martedì 12 febbraio 2013
Menu principale
Home
Novità
Itinerari
Rubriche
Storia Apuana
Shop
Recapiti
FAQ
Gli articoli preferiti

Le Apuane che non vogliamo

Per non rimanere inermi!

Sostieni AlpiApuane.com
AlpiApuane.com è un portale che si avvale della collaborazione di volontari ed appassionati; non beneficia di contributi pubblici di nessun genere e viene gestito ed aggiornato esclusivamente con risorse private.
Abbonamento notizie
Alpi Apuane
Rubriche e Utilità
Il giornale delle Apuane
Siti da non perdere
Leggi posta
Mappe Apuane
Webcam
Download



<< Index < Prec. 90 Pross. >
Re:Altissimo - Sentiero della libertà ?
Date: 2013/02/09 16:13 By: dok Status: Utente  
Karma: 5  
Scalatore

Posts: 97
graphgraph
che c'è, Bergame? forse il <confettino> ti è andato di traverso, che non hai ancora tirato fuori una sillaba di commento?
forse i conti un ti tornano? prova un po' a rileggere il passo del Federigi di Versilia Linea Gotica [pagg.182-183]:

L'episodio dell'ex carabiniere Marchini è avvenuto nella zona di quello che è, probabilmente, il varco nella Linea più transitato e, certamente oggi il più celebrato tra quelli dei territori da noi presi in considerazione. Il varco si apre in corrispondenza della mancata saldatura delle linee della 148° Divisione tedesca con quelle della Monterosa ed è noto, per lo più, col nome di Focoraccia.
Cercheremo di descriverne l'andamento partendo dal corso del Serra. Lungo il torrente, nei pressi della Polla ai piedi dell'Altissimo, c'è il Canal dal Prado di Greppia, salendo il quale, ad un certo punto, si trova il Col della Perlettaia. Poco sopra, c'è una grotta che prende il nome da un pastore, un certo Celè, e da qui si diramano diversi sentieri da capre. Percorrendo quello di sinistra ci si porta al Passo del Pitone, molto usato da chi transita attraverso la Gotica e dal quale si scende poi in Campiglia. Al centro si va invece verso il Passo dei Gaglini, assai usato anch'esso, da dove si scende poi a Tecchia e nella zona della Fioba. A destra, infine, si raggiunge il Passo degli Ancini (o Uncini), costeggiando i paretoni dell'Altissimo. Da quest'ultimo valico ci si può ricollegare ai Gaglini oppure, proseguendo sempre a destra, entrare nel Canal d'Angiola (o di Giola che dir si voglia) e giungere alle Gobbie.
A mare di questi valichi c'è la Focoraccia, un roccione sotto il quale si apre la Foce Capraia.

abbiamo qui la descrizione di tre passi, o sentieri di valico, e di due [Pitone e Gaglini] si dice che sono stati molto transitati per attraversare la linea gotica.
di questi due si dice che il primo [Pitone] è stato probabilmente il più transitato e certamente quello più celebrato, e il riferimento all'episodio Marchini lo denota chiaramente come il passo del Pitone dei montignosini [alias passo Focoraccia [nord] del CAI]. qualcuno ricorderà anche il tricolore di ferro che svettava sulla parete della Focoraccia.
l'ulteriore riferimento geografico [alla Focoraccia e alla Foce Capraia] secondo me non è l'indicazione di un ulteriore passo o sentiero di valico, come si era dato per scontato finora, ma che a mare di questi valichi c'è l'ampia parete rocciosa del monte Focoraccia che delimita la Foce Capraia: che però è una foce [così chiamata dai zanesi], ovvero la gola, la sella, l'intaglio nella cresta del monte Focoraccia, il punto fisico attraverso cui si può valicare la cresta: il punto fisico appunto del passo del Pitone [o della Focoraccia [nord]]
...
anche di qui la riduzione dei valichi della Resistenza nella <zona della Focoraccia> ai due classici è cosa fatta: ...elementare, scerloccolmese! e pensare che qualcuno, pur di <rendere onore alla memoria storica dei luoghi>, oltre al pitone di mezzo e agli Uncini, ci ha voluto mettere anche i suoi, di gaglini! ...che generosità e che spirito di abnegazione!
voglio solo sperare che, rendendo onore a quella larvata profezia, tu non voglia prendere le parti di Pisanino, andando a far saltare con una doppia carica di tritolo quei due passi che ora mettono in ombra il tuo <pitone di mezzo>...o che pure, nelle vesti del <Brigante del Passo> tu non prenda dimora nella grotta al bivio dei passi lato Campiglia, in attesa delle comitive dall'Antona guidate dai soci massesi, per poi dirottarle, attraverso cervellotiche tracce blu, al <Vero Pitone Dei Testimoni Di Primo Piano>...eh eh!
ciao
Luca
L´administrator ha disattivato l´accesso pubblico in scrittura.

Re:Altissimo - Sentiero della libertà ?
Date: 2013/02/11 04:08 By: bergame Status: Utente  
Karma: 8  
Free Climber

Posts: 247
graphgraph
caro dok
intanto per quanto riguarda il presunto "confettino di traverso" ti rispondo con qualche frase bell'e pronta : "non vendere la pelle dell'orso prima di averlo catturato" o per dirla col linguaggio dei tempi nostri: "non dire gatto se non ce l'hai nel sacco" . In verità avevo buttato giù una mezza risposta al tuo precedente intervento ma non volendo far diventare la discussione una dia-triba anzi un batti-becco tra du' anitroni son rimasto silente in attesa di sapere cosa ne pensavano Marco, Guido, Fabri, Enzo, Pisanino o chiunque altro avesse voglia di mettersi in mezzo . Ma dopo vana attesa mi vedo costretto a "far di necessità virtù" e a "buttarmi nella mischia" "salendo sulle spalle dei giganti" per "arrampicarmi sugli specchi" e da qui prendere meglio la mira lanciare qualche sana pitonata al tuo indirizzo .... ché a questo punto te la sei cercata

Premetto che il libro del Federigi non l'ho letto e quindi lo cito attraverso la tua citazione (qui pag 31)

Percorrendo quello di sinistra ci si porta al Passo del Pitone, molto usato da chi transita attraverso la Gotica e dal quale si scende poi in Campiglia. Al centro si va invece verso il Passo dei Gaglini, assai usato anch'esso, da dove si scende poi a Tecchia e nella zona della Fioba. A destra, infine, si raggiunge il Passo degli Ancini (o Uncini), costeggiando i paretoni dell'Altissimo. Da quest'ultimo valico ci si può ricollegare ai Gaglini oppure, proseguendo sempre a destra, entrare nel Canal d'Angiola (o di Giola che dir si voglia) e giungere alle Gobbie. A mare di questi valichi c'è la Focoraccia, un roccione sotto il quale si apre la Foce Capraia.

Il Federigi parla di Foce Capraia dicendo che si trova sotto il roccione della Focoraccia, di qui già si trae una prima conclusione: per il Federigi la foce Capraia è un passo distinto dal passo del Pitone.

Chiarito questo punto ecco come interpreto io le parole del Federigi. Provo a mettere le cose al loro posto procedendo da mare verso monti:

  1. la foce Capraia si apre sotto il roccione della Focoraccia ? di conseguenza io la identifico con il passo della Focoraccia (in piena concordanza con la toponomastica zanese)

  2. il passo successivo (procedendo da mare a monti ) è secondo il Federigi il passo del pitone , e quindi io identifico col pitone di mezzo e questo concorda con quanto aggiunge il Federigi, cioè che dal passo del pitone si scende in Campiglia

  3. Il passo dei Gaglini del federigi io farei coincidere con il passo della Greppia perché il Federigi dice che di lì si scende alla Tecchia (la possibilità di scendere dai "Gaglini di Guido" a Tecchia deve essere ancora provata e quindi io al momento escluderei questa interpretazione)

  4. infine il passo degli Uncini penso che si possa identificare col "nostro" passo degli Uncini dal momento che il Federigi dice che da qui ci si può ricollegare ai Gaglini oppure, andando sempre verso destra , raggiungere il canal d'Angiola o scendere alle Gobbie.


Proviamo a ricapitolare muovendo questa volta "da monti verso mare": il passo degli Uncini del Federigi direi che è al 99% il nostro passo degli Uncini per via del collegamento col canal d'angiola, con le Gobbie e con I Gaglini. Stabilito questo punto direi che il Passo dei Gaglini del Federigi è il passo della Greppia in quanto è il primo passo raggiungibile dal passo degli Uncini e in quanto da qui si scende alla Tecchia. Lasciamo da parte per un momento il passo del pitone e proseguiamo verso mare. A mare di tutti questi valichi c'è la foce Capraia che si trova sotto il roccione del monte Focoraccia, e quindi direi che la Foce Capraia del Federigi è il "nostro" passo della Focoraccia (e in ciò il Federigi concorderebbe con gli zanesi).

Rimane in sospeso l'ubicazione del Passo del Pitone. Se l'interpretazione data sopra è corretta il Passo del Pitone si deve individuare in un valico compreso tra il passo Focoraccia e il Passo della Greppia. Siccome l'unico "pitone" tra questi due valichi è il "pitone di mezzo" direi che il valico candidato più probabile mi sembra essere proprio quello.

A rafforzare questa ipotesi c'è poi il fatto che il Federigi dice che dal passo del Pitone si scende in Campiglia. Ebbene questo collegamento esiste ed è ancora percorribile al giorno d'oggi , e all'epoca dei fatti doveva essere un colegamento più marcato e frequentato in quanto era riportato su tutte IGM a 25000 pubblicate da fine 800 a oggi ed è descritto graficamente (linea rossa) anche nella guida CAI del 1921.

Per completezza elenco qui a braccio altri elementi che possono essere portati a sostegno di questa interpretazione:
  1. la tavola XXVII a corredo dell'articolo dell'Armanini la quale ha ricevuto dati, informazioni e descrizioni da Pietro Del Giudice e il cui articolo è passato al vaglio di protagonisti e testimoni dell'epoca

  2. il disegno di Pegollo (tavola XXXVIII a corredo dell'articolo dell'Armanini) che pone il passo del Pitone a quota 1164 a metà del crinale tra il monte Focoraccia e il passo delle Greppie (n.b. la quota 1164 è la salienza tra il pitone di mezzo e i Gaglini di Guido)

  3. il video di Del Giudice che indica in modo abbastanza inequivocabile il pitone di mezzo (su questo punto ritorno più avanti)


Infine una "prova per assurdo": se il passo del Pitone fosse il passo della Focoraccia e i valichi utilizzati per il passaggio del fronte fossero stati solo quello delle Greppie e della Focoraccia sarebbe rimasto escluso e inutilizzato per il passaggio del fronte tutto il lungo tratto di cresta tra questi due valichi. Ti sembra ragionevole che in presenza di postazioni nemiche proprio a ridosso di questi valichi i partigiani massesi o le guide antonesi avessero trascurato tutto questo tratto di crinale e i sentieri che lo attraversavano, che sicuramente all'epoca erano più evidenti ed utilizzati di ora ?

Veniamo ora alla tua lettura del video di Del Giudice (vedi qui post pag. 89) ma ti anticipo che mi sa che menzionando quel filmato ti sei dato ... il pitone sui piedi

Del Giudice, come sottolinea lui stesso, era uno esperto di montragna e in particolare delle montagne di casa che ha sicuramente frequentato anche dopo i fatti del 44-45 (prova ne sono le sue fotografie di montagna che si trovano in alcune pubblicazioni sulle apuane). Quando parla di questi luoghi egli non può essere considerato alla stregua di un frequentatore occasionale che comprensibilmente potrebbe anche prendere fischi per fiaschi. Del Giudice lì è nato, lì ha passato la sua vita e , credo di poter affermare, che lì ha vissuto uno dei periodi più intensi e memorabili della sua vita. Dico allora che mi pare poco rispettoso attribuirgli sviste o inesattezze così marchiane come quella che conseguirebbe dalla tua interpretazione. Io partirei dal presupposto che quando parla di quei luoghi e di quei fatti egli sa cosa dice e sa esattamente come inquadrare vicende e luoghi sia dal punto di vista geografico che orografico e toponomastico. Per chiarezza ho trascritto il sonoro (almeno quello che si può capire) del frammento di video che hai postato:

dopo questo fatto io passai il fronte il 5 dicembre del 44, ma non chiamai più Sciamino, presi 6 uomini con me e scendemmo giù dal passo del pitone, che si vede bene ... lassù è quel V in mezzo a tutta la ... ( forse "tutta la vegetazione" o "tutto il verde" ?) tra il monte Focoraccia e gli Uncini (voce sottofondo : è quel dente bianco là ) e siamo scesi fino a ... e siamo arrivati fino .... (voce sottofondo si rivolge al cineoperatore con riferimento al V del passo del Pitone: visto ? ) ... tranquillamente senza ostacoli, si vede che avemmo una fortuna particolare, da buoni conoscitori della montagna, scendemmo fino alla Cappella

non credo che le inquadrature e il sonoro lascino margini ad altre interpretazioni: il V del passo del Pitone è l'evidente dente biancastro del roccione che sovrasta il pitone di mezzo , come ribadisce la voce in sottofondo che guida il cineoperatore. Anche ammettendo una svista del cineoperatore che avrebbe inquadrato una cosa diversa da quella che intendeva Del Giudice, è secondo te pensabile che poi Del Giudice abbia lasciato che il video venisse messo in circolazione senza una verifica e una revisione dello stesso ?

Veniamo invece alla questione della tavola XXVII. Sulla somiglianza tra il passo della Focoraccia e quello del pitone di mezzo sono pienamente daccordo con te. Ma secondo te nel preparare un libro importante come quello del convegno di Massa, con tanti testimoni autorevoli, avrebbero preso una foto che non mostrava esattamente quello che veniva detto in didascalia ? secondo te non avevano a disposizione una foto che mostrasse l'intero crinale tipo quella a colori che hai messo te ? ti pare che comunque avrebbero avuto problemi nel procurarsela ? e comunque: ti pare che Del Giudice e tutti gli altri autorevoli membri del comitato di redazione (segreteria del convegno) avrebbero dato il via libera alla pubblicazione senza revisionarne attentamente i contenuti ?

A tutto ciò si aggiungerebbe poi anche la "svista" del disegno di M. Pegollo (tav. XXXVIII) in cui è abbastanza facile identificare il passo del Pitone col Pitone di Mezzo o con le sue immediate vicinanze (quota 1164): anche per questa tavola i membri del comitato di redazione sarebbero stati così approssimativi nel fornire le informazioni a Pegollo e così disattenti nel revisionare il materiale prima della pubblicazione ?

Insomma il "teorema docche" ha sicuramente i suoi punti di forza ma per far tornare i conti deve far passare Del Giudice e qualcun altro come testimoni un po' appannati nei ricordi o approssimativi nel fornire informazioni e un po' superficiali nel revisionare i materiali in via di pubblicazione .

Per quanto riguarda la balia non credo che tu ne abbia bisogno, anche perché non vorrei essere nei panni di quella balia volevo dire però che la presenza di uno che è meno invischiato di noi sarebbe auspicabile dal momento che la discusssione si è così aggrovigliata e approfondita che è difficle da seguire anche per una persona che conosce bene i luoghi. L'occhio e l'orecchio di qualcuno che sa di cosa si parla ma che è un po' fuori della mischia mi sembra importante per tenere a freno i contendenti , per offrire un punto di vista più equilibrato e per spingere ad essere meno indigesti, altrimenti si corre il rischio di far apPITONare anche i pochi lettori che ancora seguono la discussione
L´administrator ha disattivato l´accesso pubblico in scrittura.

Re:Altissimo - Sentiero della libertà ?
Date: 2013/02/11 11:01 By: Marco di AS Status: Utente  
Karma: 8  
Master

Posts: 888
graphgraph
Ragazzi, chiedo venia, vorrei rileggere bene tutte le ultime argomentazioni prima di esprimere un parere e lo farò senz'altro a breve. Comunque che ne dite della proposta di vederci di nuovo?

Marco
L´administrator ha disattivato l´accesso pubblico in scrittura.

Re:Altissimo - Sentiero della libertà ?
Date: 2013/02/12 00:08 By: dok Status: Utente  
Karma: 5  
Scalatore

Posts: 97
graphgraph
Per quanto riguarda la balia non credo che tu ne abbia bisogno, anche perché non vorrei essere nei panni di quella balia volevo dire però che la presenza di uno che è meno invischiato di noi sarebbe auspicabile dal momento che la discusssione si è così aggrovigliata e approfondita che è difficle da seguire anche per una persona che conosce bene i luoghi. L'occhio e l'orecchio di qualcuno che sa di cosa si parla ma che è un po' fuori della mischia mi sembra importante per tenere a freno i contendenti , per offrire un punto di vista più equilibrato e per spingere ad essere meno indigesti, altrimenti si corre il rischio di far apPITONare anche i pochi lettori che ancora seguono la discussione
o Bergame, sinceramente non mi riesce di vedermi nei panni di un <contendente>, non ho proprio nessuna intenzione di partecipare a una <gara di pitoni>, non mi sento <invischiato>, e non vedo proprio quella <mischia> che dici...
approvo invece le osservazioni sulla balia e sull'<incasinamento> della discussione, come hanno fatto notare Enzo e a me personalmente Marianne: secondo me, ripeto, secondo me, siamo arrivati a un punto critico, nel senso positivo del termine, e nessuno se ne accorge, forse perché si è perso il filo del discorso.
e allora per Enzo, Marianne, e per tutti quelli che hanno ancora interesse, provo a fare un riassunto stringato ed essenziale, per fare il punto della situazione e far capire perché secondo me siamo arrivati a un qualcosa di positivo...poi, se qualcuno riesce a fare di meglio, ben venga.

in principio erano i passaggi del fronte: dal maggio al settembre del '44, in massima parte in conseguenza degli ordini di evacuazione della città di Massa, abbiamo un primo consistente flusso di persone attraverso la linea del fronte, ma i passaggi erano caotici, improvvisati e gestiti perlopiù in proprio o da <indipendenti> a scopo di lucro. le vie di valico, come quelle di provenienza, si può dire erano infinite, determinate dalla conoscenza delle persone o dall'estro delle guide.
dall'ottobre del '44, in conseguenza del drammatizzarsi, per urgenza e per numero, dell'esigenza di passare il fronte [culminata nei primi di dicembre, dopo il proclama Alexander, col megarastrellamento tedesco delle formazioni partigiane], e al contempo del presidiamento effettivo della linea gotica, i Patrioti Apuani si prendono progressivamente carico della organizzazione del passaggio del fronte, quella che fu chiamata la <Via della Libertà>, in forme che vanno dallo <statu nascenti> alla compiuta istituzionalizzazione in collaborazione con gli alleati dei mesi di febbraio e marzo del '45.
l'impegno dei Patrioti Apuani si concretizzò nel tenere aperti tre passi, o vie di valico: quello della Cardella, che fu abbandonato nel dicembre del 44, quello del Pitone e quello della Greppia.
tre passi: non uno di più, non uno di meno. a quanto pare problemi sull'univocità dei nomi degli ultimi due sono sorti per l'intersezione di tre culture locali confinanti (antonese, montignosina, zanese) e per la sovrapposizione di epoche (dal periodo bellico a oggi), ma sul fatto che fossero tre non ci piove.

qui si pone l'esigenza di definire in modo univoco i passi, anzitutto, e le vie utilizzate, perché l'obiettivo non è di fare una bella chiacchierata, ma di identificare con precisione per ripristinare.
ora il punto è questo: la tradizione orale, tuttora viva e vegeta, e la maggior parte di quella scritta, non hanno dubbi nell'identificazione dei tre passi, e a proposito degli ultimi due, quelli un tantino problematici:
1) il passo del Pitone è quello sotto la parete della Focoraccia, alpinisticamente noto anche come passo Focoraccia nord, e ben identificabile, specie lato Azzano, con un ampia foce con un faggio di traverso, localmente chiamata Foce Capraia.
2) il passo della Greppia è quello sotto gli Uncini, in prossimità di un isolato pitone localmente chiamato <Pizzo del Tabarrani>.

ora il problema è questo: filerebbe tutto liscio come l'olio, e la storia sarebbe già scritta da tempo...se non fosse che solo un paio di documenti, e anche autorevoli si direbbe, sembrano sostenere una tesi diversa: che il passo del Pitone, manco a farlo apposta quello più importante, una delle icone della Resistenza apuana, non è in realtà quello che tutti avevano finora pacificamente ritenuto essere il passo del Pitone, ma un altro all'incirca a metà strada tra quello e il passo della Greppia.

il problema è tutto qui: qual'è il vero passo del Pitone, dal momento che i passi erano tre, e due sono già noti?
sostenendo la tesi del <pitone di mezzo> si eliminerebbe il Pitone della tradizione, in primo luogo della tradizione montignosina, la tradizione di Pietro Del Giudice.
sostenendo la tesi del Pitone della tradizione si rischia tutt'al più di <aprire un dossier> su un paio di documenti, due <voci fuori dal coro>.

...ma non finisce qui: altre fonti, pur mantenendo lo schema classico dei tre passi, ovvero dei due tradizionali zona Focoraccia, adottano un'altra denominazione: passo della Focoraccia per il passo del Pitone, e passo del Pitone per passo della Greppia. ma questa è un'altra storia

con le ultime osservazioni cerco di dare una risposta a queste due domande chiave e mettere finalmente d'accordo tradizione e letteratura <eversiva>, e secondo me ci siamo.
per quanto riguarda le deduzioni, specie quelle ad personam, di Bergame, voglio precisare che si tratta solo di deduzioni sue personali, probabilmente esercizi di <arrampicata sugli specchi>: nessuno di noi sa come siano andate le cose, ma sicuramente una via più produttiva per saperlo sarebbe, che so, quella di provare a chiederlo alla Armanini o al Pegollo, e non quella di fare gorgheggi di retorica...insomma ci vuole qualcosa di più sostanzioso per mettere in crisi il <teorema docche>: per ora le tue non sono obiezioni, in pratica mi hai semplicemente ripetuto quello che metto in dubbio.
ciao
Luca
L´administrator ha disattivato l´accesso pubblico in scrittura.

Re:Altissimo - Sentiero della libertà ?
Date: 2013/02/12 12:06 By: dok Status: Utente  
Karma: 5  
Scalatore

Posts: 97
graphgraph
ora il problema è questo: filerebbe tutto liscio come l'olio, e la storia sarebbe già scritta da tempo...se non fosse che solo un paio di documenti, e anche autorevoli si direbbe, sembrano sostenere una tesi diversa
il <teorema docche> cerca di rimettere pace tra tradizione e letteratura <eversiva>, versioni difformi dal <senso comune>, attraverso la dimostrazione della scalfibilità, della discutibilità di quelle due <prove> altrimenti ritenute inoppugnabili, perché presumibilmente fondate sull'indiscussa autorità di terzi.
senza bisogno di andare oltre, ovvero di dimostrare geometricamente un errore [se di errore si tratta], mi pare più che sufficiente mostrare con ragionevolezza che verosimilmente non c'è una relazione diretta e causale tra indiscussa autorità (in questo caso di Pietro) e quella foto, quel grafico e quella ripresa...e che questa relazione, ammesso che ci sia, va invece geometricamente dimostrata da Bergame, non sbandierata con tutte le armi della retorica, ma sostanzialmente ignorata.
e finiamola con questa benedetta supervisione: Pietro aveva certamente cose più importanti e urgenti da supervisionare del <piton di mezzo> di Bergame: la ricostruzione, come prefetto, della provincia di Massa dopo la distruzione della guerra.
Bergame non sa come sono esattamente andate le cose in merito a quei dettagli, ma vuol far credere di saperlo, semplicemente riciclando a modo suo informazioni di seconda e terza mano, per intenderci: e questo non mi pare un modo produttivo di fare ricerca...almeno il buon senso di introdurre con un bel <a quel che ho inteso>, <ho l'impressione che>, <stando a quel che mi han detto>...ma sicuramente è molto comodo, e così son capaci tutti, poi magari si scrivono i libri e ai posteri le gatte da pelare.

Bergame ha scritto:
Ci sono documenti e testimonianze che danno versioni differenti ? va bene, però mettiamo tutto sul piatto della bilancia e diamo a ciascuno il peso giusto. Io non credo che una testimonianza raccolta dopo 65 anni sulla base di ricordi sfumati e descrizioni verbali ambigue possa ribalatre la frittata più di tanto.
il corollario del teorema è questo: l'ipotesi che il passo in questione [del <pitone di mezzo>] fu realmente utilizzato dalla Resistenza, e fu anzi il vero Pitone della Resistenza, in quanto contraddice gli assiomi della tradizione e del senso comune, va dimostrata con una forza molto maggiore di quella presente, con prove realmente inequivocabili, che naturalmente Bergame si prenderà la briga di fornire e mettere sul piatto della bilancia.

il problema è tutto qui: qual'è il vero passo del Pitone, dal momento che i passi erano tre, e due sono già noti?
sostenendo la tesi del <pitone di mezzo> si eliminerebbe il Pitone della tradizione, in primo luogo della tradizione montignosina, la tradizione di Pietro Del Giudice.
sostenendo la tesi del Pitone della tradizione si rischia tutt'al più di <aprire un dossier> su un paio di documenti, due <voci fuori dal coro>.

e non si creda che Bergame, negando il Pitone dei montignosini, del cippo partigiano e del tricolore d'acciaio, faccia uno <spregio> da poco, non solo nei confronti del montignosino Pietro, ma anche di tutti i montignosini viventi, e non solo montignosini, che ne conservano e ne trasmettono la memoria...ma già, Bergame scommetto non ha ancora mai parlato con uno di loro, nè con un antonese, nè con un zanese, dico bene?
ma anche solo appoggiandosi al Federigi, come si fa a continuare a sostenere che il vero Pitone è <quello di mezzo>, quando il Federigi dice più che chiaramente che il passo del Pitone è <certamente oggi il più celebrato>? ...che celebrazioni ha mai avuto il cosidetto pitone di mezzo, a parte quelle di Bergame? [...e le mie prima di Bergame!]
e poi dal passo del Pitone della tradizione non si scende in Campiglia? perché il fatto di scendere di lì in Campiglia dovrebbe invece <rafforzare l'ipotesi> del <pitone di mezzo>?
non so, Bergame mi da l'impressione di essere, come dire, davvero troppo <invischiato>, o meglio <irrigidito> nella sua posizione al punto di non riconoscere neppure l'evidenza.

quanto alla ripresa, perché anche in quel caso non va a cercare chi l'ha fatta, e a chiedere spiegazioni? no, Bergame sa già tutto per conto suo, sa dell'infallibilità dell'operatore e/o della voce fuori campo, sa pure che Pietro con l'espressione <lassù è quel V in mezzo a tutta la...> avrebbe voluto dire dell'altro, tipo <"tutta la vegetazione" o "tutto il verde"> e non magari semplicemente <tutta la Focoraccia>, intesa come vetta e cresta fino agli Uncini: è infatti solo in quel punto, esattamente tra tutta la Focoraccia e gli Uncini, che c'è un <V> che coincide con un passo, mentre nel caso del <pitone di mezzo> coinciderebbe con un bel muro di grezzi, altro che passo.
ciao
Luca
L´administrator ha disattivato l´accesso pubblico in scrittura.

Re:Altissimo - Sentiero della libertà ?
Date: 2013/02/12 12:54 By: Marco di AS Status: Utente  
Karma: 8  
Master

Posts: 888
graphgraph
Grazie, Luca, per l'utilissima ricostruzione. Penso davvero che siamo giunti a un punto cruciale, da qui la proposta di vedersi di nuovo: non mi pare ci siano da fare polemiche, quanto di tirare le somme. La tua ricostruzione è senz'altro logica, così a naso mi sembra la più logica ma non spazza via tutti i dubbi. Forse però manca poco...

Marco
L´administrator ha disattivato l´accesso pubblico in scrittura.

<< Index < Prec. 90 Pross. >

Apuane Shop


Solo nel nostro esclusivo negozio i capi ed i gadgets ufficiali!

Eolo

A partire da 19,50 € + IVA al mese per una connessione a 10 mbps in download con minimo garantito.
Abiti in zona Apuane e non sei soddisfatto della tua chiavetta o dell'ADSL?

0 spese di installazione per Eolo10 fino al 31/03/13!

Accesso





Password dimenticata?
Nessun account? Registrati
Topic attivi
1: Re:dove osano di sgracchi direct by fabrizio
2: Re:Situazione Neve 2012/2013 by bonatti
3: Re:Altissimo - Sentiero della libertà ? by Marco di AS
4: Re:trekking inizi by dainelli
5: Re:Pania della Croce - Canale dei Carrubi by alebiffi86
6: Re:Canale Sambuco al Pisanino by alebiffi86
7: Re:canale Centrale al Pizzo by ghisone
8: Re:patrick gabarrou by bonatti
9: Re:vie sul grondilice by GiovanniTecchia
10: Re:Cinema di Montagna by alebiffi86
11: Re:monte contrario - via dei chiavaresi by fabrizio
12: Nominati i nuovi amministratori del Parco by dani
13: Re:Salite Invernali by alfredoV
14: Re:Prana in invernale by Anto68
15: Re:monte altissimo canalone sud ovest by alebiffi86

   Post ultime 4 ore - 24 ore
Foto Apuane
I più letti
Non solo Apuane

L'Essenziale on-line
Meteo Apuane
MTB in Friuli V.G.

Friulweb


AlpiApuane.com è un contenuto editoriale di Friulweb.

© 2013 AlpiApuane.com - Alpinismo, turismo e informazione locale