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Santa Maria, donna senza retorica
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(Tonino Bello)
Santa Maria, donna senza retorica, prega per noi inguaribilmente malati di magniloquenza. Abili nell'usare la parola per nascondere i pensieri più che per rivelarli, abbiamo perso il gusto della semplicità.
Santa Maria, donna senza retorica, prega per noi peccatori, sulle cui labbra la parola si sfarina in un turbine senza costrutto. Si fa voce, ma senza farsi mai carne. Ci riempie la bocca, ma lascia vuoto il grembo.
Santa Maria, donna senza retorica, la cui sovraumana grandezza è sospesa al rapidissimo fremito di un "fiat", prega per noi peccatori, perennemente esposti, tra convalescenze e ricadute, all'intossicazione di parole.
Proteggi le nostre labbra da gonfiori inutili. Fa' che le nostre voci, ridotte all'essenziale, partano sempre dai recinti del mistero e rechino il profumo del silenzio. Rendici come te, sacramento di trasparenza, e aiutaci, finalmente, preché nella brevità di un "sì" detto a Dio, ci sia dolce naufragare: come in un mare sterminato.
La ricchezza del Rosario
CONTEMPLARE CON MARIA IL VOLTO DI CRISTO
«NON si incomincia ad essere cristiano in forza di una decisione etica o di una grande idea, bensì per l’incontro con una Persona che dà un nuovo orizzonte alla vita» (Benedetto XVI). La preghiera del rosario altro non è che contemplare con Maria il volto di Cristo.
Questa preghiera mariana è eminentemente cristologica. Non c’è nessun dubbio che Maria ci aiuta molto a contemplare il volto del Signore, perché nessuna persona come lei si è dedicata con tale assiduità alla contemplazione del volto del suo Figlio. I ricordi di Gesù, impressi nell’anima di Maria, la accompagnarono in ogni momento e la portarono a ripercorrere col pensiero i diversi avvenimenti della propria vita accanto a Gesù. Maria serbava tutti questi ricordi nel suo cuore e sono essi che hanno costituito in certo modo il rosario che la Madre di Dio ha recitato costantemente nei giorni della sua vita mortale.
"La Madonna del Rosario" di Pompei (foto Belluschi).
La vita cristiana consiste nel conoscere, amare e imitare Gesù Cristo. La contemplazione del volto del Signore tramite la considerazione dei diversi misteri del rosario deve portarci a configurarci a Gesù. L’apostolo Paolo parla nelle sue lettere di "rivestirsi di Gesù Cristo" e di conseguenza chiede che abbiamo "gli stessi sentimenti che ebbe Gesù Cristo". Nel percorso spirituale del rosario la configurazione con il Signore si raggiunge allorché il cristiano entra in un modo naturale nella vita di Gesù e condivide in qualche maniera i suoi sentimenti.
Occorre non dimenticare l’importante affermazione del Vaticano II: «In realtà solamente nel mistero del Verbo incarnato trova vera luce il mistero dell’uomo» (GS 22). Il rosario segna il ritmo della vita umana. Tale è l’implicazione antropologica di questa preghiera cristologica e mariana, giacché chi contempla Cristo ripercorrendo le tappe della sua vita, scopre anche in Lui la verità autentica sulla persona umana. Seguendo la via di Cristo, il credente si pone davanti all’immagine dell’uomo vero. Il rosario è anche, da sempre, una preghiera della famiglia e per la famiglia. E la famiglia che prega unita rimane unita. Come affermava Giovanni Paolo II, «una simile preghiera così facile e, allo stesso tempo, così ricca, merita davvero di essere ricuperata dalla comunità cristiana».
Martínez Sistach,
arcivescovo metropolita di Barcellona (Traduzione di Teofilo Perez).