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La ricerca scientifica ha chiarito la natura fisica della luce e il meccanismo
biologico della vista.
La luce consiste in oscillazioni elettromagnetiche che inondano l'universo
sotto forma di un gigantesco spettro di lunghezze d'onda, di cui tuttavia
i nostri organi visivi sfruttano solamente un piccolissimo segmento affinchè
il mondo esterno si renda manifesto.
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Là fuori nel mondo non vi è alcuna immagine colorata; essa
ha origine soltanto sullo schermo psichico all'interno di ciascun essere
umano.
La riflessione delle scienze naturali sul fenomeno visivo ci rende consapevoli
del fatto portentoso nonché di primaria importanza secondo cui
ciascun singolo uomo si crea una propria immagine del mondo.
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Il vedere unito al pensiero si trasforma pertanto in puro contemplare.
Tutta la conoscenza e con essa l'intera natura umana si basano sul puro
contemplare.
Attraverso il puro contemplare si espande la nostra consapevolezza del
miracolo della creazione e del nostro soggiornarvi. Poiché l'evoluzione
dell'umanità va di pari passo con l'allargamento della coscienza,
all'atto del contemplare spetta la suprema importanza per il perfetto
del compimento del vedere.
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