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Estratti da alcuni capitoli del saggio di prossima pubblicazione

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La finta socializzazione propugnata negli ultimi anni, spacciata come la panacea a tutte le anomalie psicosociali, ha portato a un torbido magma indifferenziato di singole individualità che cercano falsamente consolazione nel numero alla solitudine abissale derivante dalla contrapposizione agonistica del maratoneta agonizzante .
Non è più il singolo individuo bensì l'effimero gruppo unico a rappresentare la nuova frontiera della solitudine.
Come le stelle, che cercano consolazione all'essere parte infinitesimale di un vuoto senza limiti , non per lo spazio circostante ma per le la assoluta impossibilità di entrare in contatto l'una con l'altra, senza che questo assuma la connotazione di un drammatico scontro durante il quale si esprime solo Il reciproco annullamento...non può la memoria non andare alla sintetica socialità preordinata descritta profeticamente da A. Huxley ne " Il mondo nuovo ".
La differenza tra l'interscambio dinamico ed il suo simulacro inattivo è riscontrabile nell'intercapedine che divide il concetto di " individualità " da quello di " identità ".
Seguendo il paradigma condiviso " identità " e' una presa di coscienza tramite atto consapevole del proprio essere " unici " ( sarebbe auspicabile in quanto riflesso olodinamico del tutto); "individualità" (nella sua forma totemica) è la formazione di una barriera contrappositiva , una membrana divisoria, tra me (=esprime possesso ) e l'altro.
La socialità che dipende ed origina dall'individualità di tipo totemico è un insieme non dinamicamente aggregativo di singoli individui che pur perdendo la propria unicità , si confondono(nell'accezione originaria di "confusione" e non di "fondersi con"(-vv. in merito:" La teoria del Caos_Gleick_ n.d.A.)… a formare " una notte buia in cui tutte le mucche sono nere…".
Nella socialità generata da varie " identità dinamiche consapevoli " il substrato fertile è rappresentato dalla gioiosa sorpresa( quasi un Satori) di riconoscersi diversi e, nello stesso tempo, specchio dell'altro.
Questo differente approccio comporta una dinamica dialettica che si articola tra l'essere unico ed il far parte di un tutto: ben diverso dall'annullare il proprio particolare modo di essere, è un riflettere aspetti diversi dell'essere comune, nel ciascun singolo: divisi, ma rintracciabili nell'altro .
Così può forse sorgere una dinamica sociale, nuova e nello stesso tempo arcaica, capace di ingenerare un sistema dove venga salvaguardata , anzi apprezzata come componente fondamentale e ricca, la particolarità di ciascuna espressione dell'essere; non a discapito dell'altro (visione contrappositiva)ma in modo " identificativo "(visione condivisiva).
Cosi' forse si possono crearele condizioni di base per una nuova socialità, con regole che tendano ad un benessere generale, un nuovo paradigma di valori umanamente positivzzanti.
Siamo andati troppo avanti nel cammino evolutivo per potersi accontentare, ed essere soddisfatti, di soluzioni intermedie; esse portano inevitabilmente come effetto collaterale ai micro-macro disastri ai quali assistiamo quotidianamente.
Siamo giunti ad una estrema evoluzione dei sistemi prodotti dalla cultura contrappositiva che non riusciamo più a contenere le conseguenze negative.
È andata più o meno bene per millenni ma, in virtù dell'accelerazione geometrica degli ultimi decenni non siamo più in grado di mantenere il bilancio in attivo.
Siamo gli ultimi testimoni di un passaggio " in fieri " che porterà alla nascita di una vera èra nuova (vv.ultima relazione sulle problematiche globali per le prossime generazioni di Lester Brown-n.d.A.)
Non possiamo più fingere sulle finzioni...
I vecchi sistemi, se pur automutanti (in grado cioè di plasmare sè stessi in rapporto ai cambiamenti), non reggono più.
La rapida evoluzione nei vari campi porta inesorabilmente ad una estremizzazione delle alternative possibili, divenute ormai "urgentemente inevitabili ".
Sono abbastanza convinto che rappresentiamo le vittime ultime di questo pseudo progredire millenario(in barba a certo evoluzionismo Darwiniano) ma allo stesso tempo anche i possibili, potenziali, irrinunciabili artefici del nuovo paradigma.
In questo modo la interdisciplinarietà tra le Scienze e la tanto agognata unità del Sapere potranno avere finalmente un riscontro operativo concreto.
Forse non avremo il tempo per essere testimoni diretti di questo nuovo divenire ma... Il " tendere a " è il significato ultimo della vita ciascuno di noi indistintamente , al di là dello spazio-tempo e del livello di esplicitazione.
Se non si trova un " senso " ciò che rimane oscilla tra il vuoto e la disperazione.
L'esperienza attiva della vita segue un curriculum " a spirale " nel quale ogni piano viene vissuto con livelli di approfondimento sempre maggiori. Possiamo pertanto dire che abbiamo già visto tutto quello che c'era da vedere; quello che segue può essere paragonato a superflui gadgets, ingannevoli generatori di Eknoia(vv.in merito al concetto di Eknoia D.Cooper-capostipite dell antipsichiatria sociale Inglese-), se non facciamo di ogni atto esperenziale un momento di " esplicitazione emotivo-cognitiva " e di scuola di saggezza dinamica.
Non si intende far riferimento ad un concetto filosofico dell'esperire quotidiano di tipo Platonico, bensì al cogliere, nei vari livelli esperenziali, l'atto " creativamente contemplativo ".
Un gioire compartecipamente in modo attivo di una maggiore consapevolezza degli eventi dell'essere , la maggior parte dei quali origina dal proprio opposto.
La stessa tragicità puo' divenire un terreno fertile dal quale può generare una trasformazione positivizzante dell'esperienza in sé e di quello che ne può derivare.
Dobbiamo indagare nella ricerca del correlato elettrochimico cerebrale che media questa trasformazione radicale di stati d'animo " Yin e Yang " emotivo cognitivi che colgono la positività nella conformazione intrinsecamente equilibrata ed osmotica dei contrapposti, in una dialettica universale che riflette l'arcaico ciclo dell'Essere..
In quei momenti di correlazione interattiva fra i diversi livelli, il senso di gioia, di abbraccio totale con il significato ultimo e indescrivibile dell'essere " significa " un valore primario, assoluto, substrato generatore di momenti successivi che elaborano coesivamente i singoli livelli raggiunti.
In queste stazioni di ritrasmissione elaborata degli input originari (grazie ai processi di " insight ") il nostro essere, attraverso l'approfondimento articolato, acquista una dimensione ed una spazialita' ben maggiori in virtù dell' aprirsi di ulteriori dimensioni non accessibili durante le fasi unilivello.

----- uno schema possibile: Inizio (… ) Caos "caotico" ( …)Eccitamento -Entusiasmo.

A) Inizio-caos caotico-Eccitam.Entusiastico
B) B)Coesione(consolidamento-strutturante)-sviluppo organico del livello razionale
C) C)Esaurimento- decadimento (della faseA)-fase melanconica (prep.substrato livello successivo)
D) GRAFICO A SPIRALE.

N.B. :
Lo schema ha un doppio andamento: sia di tipo"bottom-up" che "Top down".


Mauro Ciccozzi

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