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Se ne è andato il 14 Febbraio, giorno dedicato al commercio di feticci vuoti e commerci fruttuosi che poco o nulla hanno a che vedere con quell'energia travalicante e trasformatrice, assolutamente incontenibile, definita piu' volte " la piu dolce delle malattie mentali" ,che è l'Amore.


Quell'Amore con la "A" maiuscola che più e più volte abbiamo cercato di osservare e inquadrare in una struttura che poco ha a che vedere con il flusso magmatico di cui è composta.
Perché la mente nel suo osservare,catalogare, strutturare, opera quell'atto attraverso il quale noi capiamo, o cerchiamo di "capire", "cognitivizzare", ciò che parla un altro linguaggio rispetto al mentalese: il linguaggio del cuore. E nella "traduzione" si attiva una corruzione leggera e sottile , ma inevitabile, che altera poco a poco proprio il senso ultimo, giungendo infine a "riscrivere" un'altra storia. Processo inevitabile per noi umani ma in questo,come in altri casi…inevitabilmente trasformativo e corruttivo dell'atto iniziale.
Questo uno dei tanti argomenti affrontati insieme negli anni, cercando di seguire una via che abbia un cuore…


Nell'ultimo dei nostri incontri,poco tempo fa, parlammo delle esperienze di picco e inevitabilmente scivolammo nell'area delle due estremità del cammino di ciascuno oggetto del mio interesse negli ultimi anni: l'area cosiddetta "perinatale" e il suo equivalente, all'altro estremo del continuum, il momento del passaggio.
Il fluire del discorso spaziando in mille direzioni,da Maslow a S.Grof ,agli A.S.C. in genere, dalle terapie transpersonali ai progetti in corso ed in sperimentazione,dall'approccio mistico al metapsichico.
Quell'ultimo incontro si concluse quando mi uscì, senza molto riflettere, un'affermazione:
"…si, ma in fondo c'è sempre la Luce…." ; e Lui , che come tutti gli esseri luminosi ha imparato a riconoscere la Luce percorrendo le profonde strade delle tenebre oscure della Psiche, mi rispose lanciando lo sguardo oltre l'ostacolo:
"..Si, ma in fondo in fondo………..….molto in fondo...!" .
Così il nostro saluto.


Ciao Professore.

Mauro Ciccozzi