
Circa 5 anni fa' (
era il 1996) a casa di conoscenti capito' che il discorso scivolasse su C.
Castaneda e sul suo " A scuola dallo stregone"-Ed Astrolabio.1966- e ben
sapendo dei miei studi ed applicativi venni coinvolto, mio
malgrado.
Mio malgrado, poiché dai tempi in cui avevo operato una
divisione netta tra i miei aspetti ordinari(padre, marito ,lavoro da
reddito...) e gli interessi che seguivo in "separata sede" con pochi
fedeli amici ,compagni di viaggio, ero ben attento a mantenere separate le
due strade per altrettanti motivi:
il primo era la continua ricerca di
non rallentare il cammino con frequenti spiegazioni dispersive( almeno in
quella fase;.
il secondo era voler ottemperare al comando del Segreto,
in linea con le regole del cammino Alchemico, erede di quell'oscurantismo
medievale nei suoi aspetti piu' deleteri ; infatti di quella segretezza
resto' in primo piano l'aspetto pratico al fine di evitare focose cataste
di legna pseudopurificatrici, piuttosto che il sottile messaggio della non
comunicabilità dell'Esperienza in quanto tale.
Mi colpi' al di
la' dell'interesse dimostrato verso gli argomenti, affrontati peraltro in
maniera discorsiva e salottiera, quella strana luce negli occhi di Dario
che frequentavo già da alcuni anni (insieme alle nostre amate
famigliole):
era come la scintilla che anticipa l'incendio,
l'accensione del vero interesse che parte dal cuore, non dalla
mente:
quando qualcosa riesce a far riaffiorare quel sentimento misto
ed indecifrabile attraverso i parametri della percezione a compartimenti
stagni, quando riproviamo quel gioioso cocktail interiore, tipico
dell'esplosione alla Vita, che è l'adolescenza, non preoccupandoci degli
sviluppi successivi in termini di utilità , calcolati in maniera
matematica, ALLORA possiamo essere certi che quel "senso" indefinito e
indefinibileparte dal cuore e non dalla mente.
Non so' per quale
connessione neuronale riconobbi negli occhi dell'amico Dario quel
segnale.
Comincio' da allora un contatto sempre piu' approfondito che
porto' ad un'integrazione dei miei trascorsi con quelli di una visione
piu' aperta verso i "non addetti".
Inizio'(dopo 2/3
mesi) il cammino che ha portato alla messa a punto di Tecniche di
Attivazione Stati di Coscienza Multipli.
Bypassando le varie fasi che
da allora si sono succedute, credo che il riportare alcuni passi dei
reports delle sedute( circa 400) sperimentate, sia il modo meno noioso(
anche se incompleto) per dare qualche spunto sui piani di consapevolezza
implicati di volta in volta nel processo psichico relativo.
Tengo a
sottolineare che i soggetti interessati avevano varie e differenti
motivazioni iniziali, ed altrettanti erano gli obiettivi delle
applicazioni:
l'interessamento di aree percettive "altre" rispetto il
piano dell'ordinario era ed e' dovuto all'accesso a quelle zone psichiche
a piu' alto potenziale, al fine di effettuare un " re-setting" dei
processi psichici relativi, per cercare di ottenere il risultato
voluto.
Vi sono riportati: casi di ricerca di incremento della
creatività, della maggiore energia introspettiva, di attenuazione di stati
ansiosi e/o depressivi, cefalee muscolo-tensive, stati anoressici ed
atteggiamenti bulemici, persone con disarmonie della sfera sessuale ed
affettiva, problemi e difficoltà comportamentali nell'ambiente di lavoro
etc. etc.
La non
riconducibilità ad un solo campo di applicazione è dovuta, a mio avviso,
all'obiettivo stesso delle T.A.S.Co.M. :
accedere a quel livello
indifferenziato dell Essere insito nella memoria genetica di ciascuno dal
quale origina l'Energia Vitale, il QI (o Chi) dei Cinesi, il Prana degli
Induisti, la Seconda Attenzione( o consapevolezza profonda in rapporto con
l'Ignoto) degli Antichi Veggenti Toltechi, gli Archetipi Fondamentali
Junghiani, l'Inconscio ed il Preconscio etc. etc.
Pertanto…….credo che
a poco possano servire le parole!
Probabilmente è piu' comunicativo
ascoltare quello che vi sussurra il cuore in risposta a cio' che leggete o
vedete in questo sito, seguendo la sua via:
la Via del Cuore.