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Angeli

 

 

               

Se proprio non riuscite a crederci,nemmeno facendo in coscienza uno sforzo di volontà,sperate almeno che vi sia perdonato tale scetticismo , nella concreta speranza che ognuno do voi possa sempre contare sulla loro infinita protezione.Angeli ... che termine strano per indicarli e' stato scelto...la stessa parola trasmette sicurezza e serenità.La misericordia di Dio che loro sono incaricati di manifestare attraverso il perdono e la protezione costante dal male,potrà proteggervi sempre e ovunque perchè nulla  mai inquieterà coloro che trovano protezione sotto le loro materne ali.Non siate scettici e falsamente ipocriti tanto da non voler che ,chi sa quante volte nella vita avete avuto la netta sensazione che ci fosse qualcuno al vostro fianco,qualcuno che vi ha incoraggiato e consolato intimamente nei momenti bui di triste abbandono,oppure quella voce che vi è sembrato di sentire nel momento in cui stavate per fare qualcosa di sbagliato.Non importa che l'abbiate poi seguita o no,l'importante è che l'abbiate sentita.Non esistono limiti alla infinita volontà di Dio di perdonare i suoi figli,e spetta a loro il compito solenne di trasmettere le benefiche influenze di questo perdono attraverso la purificazione dello spirito.Avete ancora tanto tempo per ricredervi fatelo e vi sentirete come non vi siete mai sentiti prima in vita vostra..."protetti".

 

Scrive per noi "Padre Francesco"

1 - Nelle  catechesi  vediamo  come la Chiesa, illuminata dalla luce proveniente dalla Sacra Scrittura, ha professato lungo i secoli la verità sull'esistenza degli angeli come esseri puramente spirituali, creati da Dio. Lo ha fatto fin dall'inizio con il simbolo niceno-costantinopolitano e lo ha confermato nel Concilio Lateranense IV (1215), la cui formulazione è ripresa dal Concilio Vaticano I nel contesto della dottrina sulla creazione: Dio "creò insieme dal nulla fin dall'inizio del tempo l'una e l'altra creatura, quella spirituale e quella corporea, cioè l'angelica e la terrena, e quindi creò la natura umana come ad entrambi comune, essendo costituita di spirito e di corpo" (DS 3002). Ossia: Dio creò fin dal principio entrambe le realtà: quella spirituale e quella corporale, il mondo terreno e quello angelico. Tutto ciò egli creò insieme ("simul") in ordine alla creazione dell'uomo, costituito di spirito e di materia e posto secondo la narrazione biblica nel quadro di un mondo già stabilito secondo le sue leggi e già misurato dal tempo ("deinde"). 

2 - Assieme all'esistenza, la fede della Chiesa riconosce certi tratti distintivi della natura degli angeli. Il loro essere puramente spirituale implica prima di tutto la loro non materialità e la loro immortalità. Gli angeli non hanno "corpo" (anche se in determinate circostanze si manifestano sotto forme visibili in ragione della loro missione a favore degli uomini) e quindi non sono soggetti alla legge della corruttibilità che accomuna tutto il mondo materiale. Gesù stesso, riferendosi alla condizione angelica, dirà che nella vita futura i risorti "non possono più morire, perché sono uguali agli angeli" (Lc 20,36).

3 - In quanto creature di natura spirituale, gli angeli sono dotati di intelletto e di libera volontà, come l'uomo, ma in grado a lui superiore, anche se sempre finito, per il limite che è inerente a tutte le creature. Gli angeli sono quindi esseri personali e, in quanto tali, sono anch'essi a "immagine e somiglianza" di Dio. La Sacra Scrittura si riferisce agli angeli adoperando anche appellativi non solo personali (come i nomi propri di Raffaele, Gabriele, Michele), ma anche collettivi" (come le qualifiche di Serafini, Cherubini Troni, Potestà, Dominazioni, Principati), così come opera una distinzione tra angeli e arcangeli. Pur tenendo conto del linguaggio analogico e rappresentativo del testo sacro, possiamo dedurre che questi esseri-persone, quasi raggruppati in società, si suddividono in ordini e gradi, rispondenti alla misura della loro perfezione e ai compiti loro affidati. Gli autori antichi e la stessa liturgia parlano anche dei cori angelici (nove, secondo Dionigi l'Areopagita). La teologia, specialmente quella patristica e medievale, non ha rifiutato queste rappresentazioni cercando invece di darne una spiegazione dottrinale e mistica, ma senza attribuirvi un valore assoluto. San Tommaso ha preferito approfondire le ricerche sulla condizione ontologica, sull'attività conoscitiva e volitiva e sulla elevazione spirituale di queste creature puramente spirituali, sia per la loro dignità nella scala degli esseri, sia perché in loro poteva meglio approfondire le capacità e le attività proprie dello spirito allo stato puro, traendone non poca luce per illuminare i problemi di fondo che da sempre agitano e stimolano il pensiero umano: la conoscenza, l'amore, la libertà, la docilità a Dio, il raggiungimento del suo regno.

4. Il tema cui abbiamo accennato potrà sembrare "lontano" oppure "meno vitale alla mentalità dell'uomo moderno. Eppure la Chiesa, proponendo con franchezza la totalità della verità su Dio Creatore anche degli angeli, crede di recare un grande servizio all'uomo. L'uomo nutre la convinzione che in Cristo, Uomo Dio, è lui (e non gli
angeli) a trovarsi al centro della divina rivelazione. Ebbene, l'incontro religioso con il mondo degli esseri puramente spirituali diventa preziosa rivelazione del suo essere non solo corpo ma anche spirito, e della sua appartenenza a un progetto di salvezza veramente grande ed efficace, entro una comunità di esseri personali che per l'uomo e con l'uomo servono il disegno provvidenziale di Dio.

5 - Notiamo che la Sacra Scrittura e la Tradizione chiamano propriamente angeli quegli spiriti puri che nella fondamentale prova di libertà hanno scelto Dio, la sua gloria e il suo regno. Essi sono uniti a Dio mediante l'amore consumato che scaturisce dalla beatificante visione, faccia a faccia, della santissima Trinità. Lo dice Gesù stesso: "Gli angeli nel cielo vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli" (Mt 18,10). Quel "vedere sempre la faccia del Padre" è la manifestazione più alta dell'adorazione di Dio. Si può dire che essa costituisce quella "liturgia celeste", compiuta a nome di tutto l'universo, alla quale incessantemente si associa la terrena liturgia della Chiesa, specialmente nei suoi momenti culminanti. Basti qui ricordare l'atto col quale la Chiesa, ogni giorno e ogni ora, nel mondo intero, prima di dare inizio alla preghiera eucaristica nel cuore della santa Messa, si richiama "agli angeli e agli arcangeli" per cantare la gloria di Dio tre volte Santo, unendosi così a quei primi adoratori di Dio, nel culto e nell'amorosa conoscenza dell'ineffabile mistero della sua santità.

6 - Sempre secondo la rivelazione, gli angeli, che partecipano alla vita della Trinità nella luce della gloria, sono anche chiamati ad avere la loro parte nella storia nella salvezza degli uomini, nei momenti stabiliti dal disegno della divina Provvidenza. "Non sono essi tutti spiriti incaricati di un ministero inviati per servire coloro che devono entrare in possesso della salvezza?", domanda l'autore della Lettera agli Ebrei (1,14). E questo crede e insegna la Chiesa, in base alla Sacra Scrittura dalla quale apprendiamo che compito degli angeli buoni è la protezione degli uomini e la sollecitudine per la loro salvezza. Troviamo queste espressioni in diversi passi della Sacra Scrittura, come ad esempio nel Salmo 90 già più volte citato: "Egli darà ordine ai suoi angeli di custodirti in tutti i tuoi passi. Sulle loro mani ti porteranno perché non inciampi nella pietra il tuo piede" (Sal 90,11-12). Gesù stesso, parlando dei bambini e ammonendo di non dar loro scandalo, si richiama ai "loro angeli" (Mt 18,10); attribuisce inoltre agli angeli la funzione di testimoni nel supremo giudizio divino sulla sorte di chi ha riconosciuto o ha rinnegato il Cristo: "Chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anche il Figlio dell'uomo lo riconoscerà davanti agli angeli di Dio; ma chi mi rinnegherà davanti agli uomini sarà rinnegato davanti agli angeli di Dio" (Lc 12,8-9). Queste parole sono significative perché se gli angeli prendono parte al giudizio di Dio, sono interessati alla vita dell'uomo. Interesse e partecipazione che sembrano ricevere una accentuazione nel discorso escatologico, nel quale Gesù fa intervenire gli angeli nella parusia, ossia nella definitiva venuta di Cristo alla fine della storia (cfr. Mt 24,31; 25,31.41).

7 - Tra i libri del Nuovo Testamento, sono specialmente gli Atti degli apostoli che ci fanno conoscere alcuni fatti che attestano la sollecitudine degli angeli per l'uomo e per la sua salvezza. Così, quando l'angelo di Dio libera gli apostoli dalla prigione e prima di tutto Pietro, che era minacciato di morte dalla mano di Erode. O quando guida l'attività di Pietro nei riguardi del centurione Cornelio, il primo pagano convertito, e analogamente l'attività del diacono Filippo lungo la via da Gerusalemme a Gaza. Da questi pochi fatti citati a titolo esemplificativo, si comprende come nella coscienza della Chiesa abbia potuto formarsi la persuasione sul ministero affidato agli Angeli in favore degli uomini. Perciò la Chiesa confessa la sua fede negli angeli custodi, venerandoli nella liturgia con una festa apposita, e raccomandando il ricorso alla loro protezione con una preghiera frequente, come nell'invocazione dell'"Angelo di Dio". Questa preghiera sembra fare tesoro delle belle parole di san Basilio: "Ogni fedele ha accanto a sé un angelo come tutore e pastore, per portarlo alla vita" ("Adversus Eunomium", III,1; si veda anche san Tommaso, "Summa Theologiae", I, q. 11, a. 3).

8 - E' infine opportuno notare che la Chiesa onora con culto liturgico tre figure di angeli, che nella Sacra Scrittura sono chiamati per nome. Il primo è Michele arcangelo (cfr. Dn 10,13.20; Ap 12,7; Gd 9). Il suo nome esprime sinteticamente l'atteggiamento essenziale degli spiriti buoni. "Mica-El" significa infatti: "Chi come Dio?". In questo nome si trova dunque espressa la scelta salvifica grazie alla quale gli angeli "vedono la faccia del Padre" che è nei cieli. Il secondo è Gabriele: figura legata soprattutto al mistero dell'incarnazione del Figlio di Dio. Il suo nome significa: "la mia potenza è Dio" oppure "potenza di Dio", quasi a dire che, al culmine della creazione, l'incarnazione è il segno supremo del Padre onnipotente. Infine il terzo arcangelo si chiama Raffaele. "Rafa-El" significa: "Dio guarisce". Egli ci è fatto conoscere dalla storia di Tobia nell'Antico Testamento (cfr. Tb 12,15ss), così significativa circa l'affidamento agli angeli dei piccoli figli di Dio, sempre bisognosi di custodia, di cura e di protezione. A ben riflettere si vede che ciascuna di queste tre figure - Mica-El, Gabri-El, Rafa-El - riflette in modo particolare la verità contenuta nella domanda sollevata dall'autore della Lettera agli Ebrei: "Non sono forse essi tutti spiriti incaricati di un ministero, inviati per servire coloro che devono entrare in possesso della salvezza?" (Eb 1,14).

Essenza

Gli Angeli non hanno natura umana, sebbene gli uomini li immaginino simili a loro. Gli Angeli però vedono e comprendono le cose da una prospettiva totalmente diversa dalla nostra. Tuttavia esistono molti punti in comune tra noi e loro, soprattutto riguardo ai più alti obiettivi, è proprio la diversità che rende cosi affascinante il dialogo.

Degli Angeli si hanno le informazioni più contraddittorie: alcuni li ritengono immortali, altri sostengono che la loro esistenza è legata a un tempo e a una funzione specifici. Vi sono state in passato lunghe discussioni su temi quali: quando sono stati creati gli Angeli? Possiedono una propria volontà? Sono puri spiriti o possiedono un corpo di qualche tipo? Gli esseri umani possono trasformarsi in Angeli, o le due specie sono totalmente separate? Gli Angeli possono scendere sulla terra in forma umana? Si trovano a un gradino superiore della creazione rispetto agli esseri umani e sono quindi nostri potenziali maestri? O sono i nostri servitori spirituali? E ancora - la vecchia questione di sempre - gli Angeli sono creature totalmente esterne a noi? O sono piuttosto aspetti della nostra anima? O il riflesso del futuro verso il quale ci stiamo evolvendo?

In questi ultimi trecento anni, ciascuna di queste posizioni contrastanti ha trovato dei sostenitori tra le persone impegnate nella ricerca spirituale. Ma non esiste un'apparizione angelica uguale a un'altra e, non esiste un solo e giusto modo per incontrare un Angelo. Sebbene essi si avvicinino oggi a noi in modo nuovo e diverso, e prendano contatto più facilmente con gli esseri umani rispetto al passato, è utile e istruttivo conoscere qualcosa riguardo al modo in cui i nostri predecessori osservavano gli Angeli. Che aspetto hanno gli Angeli? Come non vi è un modo specifico di avvicinarsi agli Angeli, così non esiste una loro immagine unica e universalmente riconosciuta. Essi si manifestano in mille modi diversi. Se i vostri sensi fossero pienamente sviluppati, come lo saranno in futuro, potreste vederli come esseri di luce pulsante. Non è lo stesso tipo di luce irradiata da una stella, un fuoco o una lampadina. È molto più sottile e penetrante. Percepireste la loro presenza in molti luoghi nello stesso momento

La morfologia degli Angeli

Gli Angeli, lungi da essere il frutto di un'immaginazione infantile sono non solo reali, ma investiti di funzioni precise a seconda della loro natura. Essi permettono all'essere umano di partecipare progressivamente alla natura di Dio, in un'unione sempre più intima con Lui. Per questo, questi messaggeri risvegliano la coscienza umana seguendo un raggio di luce determinato in funzione del coro celeste al quale appartengono.

La natura spirituale dell'influenza di cui l'Angelo si fa portatore, condiziona in maniera diretta l'apparenza angelica che si rivela agli occhi dell'anima. Ci riferiremo all'opera: 'Le Gerarchie Celesti', di Dionigi l'Areopagita. Si tratta di una fonte straordinaria di informazioni sulla morfologia dei messaggeri celesti e sulla simbologia particolare dei loro attributi.

In un primo tempo è bene ricordare che gli Angeli appaiono, il più delle volte, in forme antropomorfe. Queste forme facilitano la percezione delle virtù invisibili che questi Esseri celesti rappresentano. Così dunque, i diversi aspetti morfologici che rivestono le entità celesti, hanno lo scopo di rivelare alla coscienza umana, in maniera simbolica ed iniziatica, le funzioni occulte a cui adempiono per gli uomini. Dobbiamo comunque affermare che al di là della dimensione puramente simbolica di queste sembianze, esse rivelano la natura degli esseri a cui sono associati e contribuiscono all'esercizio delle loro funzioni.

Gli Occhi

"... E in mezzo al trono e attorno al trono, quattro creature viventi piene d'occhi davanti e di dietro. ... E le quattro creature viventi avevano ognuna sei a1i ed eran piene d'occhi all'intorno e di dentro... " Apocalisse /V, 6-8.

Accade sovente che gli Angeli appaiano ricoperti di occhi e questa particolarità anatomica è molto importante. Gli occhi sono associati alla funzione sensoriale più elevata nell'uomo. Avendo raggiunto la sua completa realizzazione, La vista diventa, in effetti, visione beatifica e rappresenta allora l'ultima realizzazione spirituale. Gli Angeli possiedono questa visione di Dio. Se sono ricoperti di occhi è solo per sottolineare la loro consacrazione alla contemplazione della divinità ma anche la loro capacità di percepire in maniera completa e perfetta la realtà del nostro mondo.

Le Mani

"… I quattro cherubini avevano ciascuno quattro facce e quattro ali; e sotto le loro ali appariva la forma di mani d'uomo". Ezechiele X, 2 l.

Anche le mani sono spesso presenti ed osservate dai mistici e dai chiaroveggenti. Secondo la simbologia tradizionale rappresentano la volontà spirituale, indipendente dalla personalità. Le mani rappresentano la volontà di Dio e simboleggiano che gli Angeli sono i Suoi messaggeri. I gesti o la posizione delle mani rivelano anche, con molta precisione, il tipo di messaggio portato dall'Angelo. Per esempio, se ha la mano sinistra alzata egli viene a compiere la giustizia divina, se tende la mano destra si fa latore della divina misericordia. Se l'indice della mano destra punta verso il cielo e le altre dita sono ripiegate sul palmo, si farà messaggero di una rivelazione. Notiamo infine che le mani angeliche servono anche a trasmettere gli impulsi spirituali. Esse si illuminano e permettono all'Angelo di dirigere una forza spirituale verso il destinatario in forma di raggio luminoso.

Le ali

"... Sopra di lui stavano i Serafini, ognuno dei quali aveva sei ali: con due si copriva il viso, con due si copriva i piedi, e con due volava. " Isaia VI, 2.

Le ali indicano simbolicamente che gli angeli sono liberi dalla materia e si possono liberare con la volontà dagli impedimenti fisici. Dionigi l'Areopagita dichiara: "L'ala simboleggia la prontezza ad elevarsi, il celestiale che da l'accesso verso l'alto e, con l'ascesa, il superamento di tutte le bassezze; la leggerezza delle ali indica che essi non hanno alcuna inclinazione terrestre ma si elevano in completa purezza e senza pesi verso le altezze sublimi...". Tuttavia sarebbe falso dire che questa immagine è solo simbolica. Le ali maestose sono anche l'espressione di correnti di energia vitale molto potenti che si irraggiano dagli Angeli. Così, più l'Angelo è in alto nella gerarchia, maggiore sarà il numero delle sue ali e maggiore la loro apertura. Muovendole, concentra in sé la forza spirituale che poi dirigerà verso chi lo ha invocato. Così, in un intervento di guarigione, è possibile osservare l'Angelo che batte le ali proprio sopra il malato. Allo stesso modo, le immagini popolari che presentano l'Angelo che cinge con le ali colui che assiste, sono perfettamente realistiche. Abbracciando l'uomo con le sue ali, egli comunica una forza che rivitalizza tutto il suo essere (fisico, emozionale, mentale e spirituale). Abiti e Utensili L'interpretazione degli abiti e degli strumenti sacri attribuiti agli spiriti celesti, ci porta ad un'ulteriore precisazione molto interessante a proposito delle loro funzioni.

L'abito

"E avvenne che mentre stavano perplesse di ciò, ecco che apparvero dinanzi a loro due uomini in vesti sfolgoranti... " Luca XXIV, 4.

Sempre molto luminosa, la veste, simbolo esteriore dell'attività spirituale, rivela la finzione specifica dell'Angelo. Il colore quindi, varia a seconda della funzione e degli attributi fondamentali che l'essere celeste desidera esprimere. Una veste che ha per colore dominante il violetto, indica una vita totalmente dedicata a Dio, una via di servizio e di rinuncia. È interessante notare, a questo proposito, che sugli affreschi e le vetrate delle cattedrali, il Cristo è sempre rappresentato, durante la passione, vestito di una veste viola. Trasformando la sua natura umana per tornare a Dio, il Cristo ricorda l'aspirante che deve, anch'egli, saper morire al mondo per resuscitare in Dio.

Sul vestito dell'Angelo, il viola rappresenta dunque, la funzione alchemica di trasmutazione. L'indaco è il colore della devozione profonda e del sacrificio dove la coscienza si fonde con il divino. Questa tinta orienta e dirige verso l'infnito. Sull'abito dell'Angelo l'indaco significa dunque, la finzione mistica dell'abnegazione. Il blu è il colore delle aspirazioni elevate e della verità. Sulla veste dell'Angelo, il blu indica dunque una funzione rivelatrice della verità. Il verde è il colore della speranza.

Il raggio verde portatore di speranza per un domani migliore. Il verde è anche il colore della rinascita, della rigenerazione. È il colore della primavera, è associato alla Pasqua, alla Resurrezione, non soltanto simbolo di vita ma anche di rinascita. Il verde come principio di rigenerazione interiore è estremamente importante. Sulla veste dell'Angelo il verde simboleggia dunque una funzione rigeneratrice di guarigione. Il giallo, colore della mediazione tra i due mondi, simboleggia la conoscenza mistica, i beni spirituali, le rivelazioni fatte all'iniziato.

Sull'abito di un Angelo il giallo indica dunque, una funzione iniziatica di meditazione e di rivelazione divina. L'arancione è il colore dell'equilibrio tra l'istinto (rosso) e la ragione (giallo),l'armonia tra il fuoco del profondo ed il fuoco del cielo.

Sulla veste dell'Angelo l'arancione rappresenta quindi, una funzione armonizzante tra la vitalità organica e quella spirituale. Il rosso è il colore del coraggio, della forza e della potenza celeste. Emblema del dominio dello spirito sulla materia, è il colore del cappello che il papa indossa quando afferma la sua autorità.

Il rosso è essenzial-mente il colore dell'incarnazione e della manifestazione dello spirito nella materia. Sulla veste dell'Angelo, quindi, il rosso indica una funzione di rivelazione, sempre presente all'origine di una nuova realtà. Tutto questo per sottolineare che i colori e le loro infinite sfumature possono rivelare un aspetto preciso della funzione celeste dell'Angelo che appare e la natura della forza che da lui emana. L'aspirante riceverà spesso questa forza sotto forma di mantello che viene deposto sulle sue spalle.

La Cintura

"…E i sette angeli che recavano le sette piaghe uscirono dal tempio, vestiti di lino puro e risplendente, e col petto cinto di cinture d'oro. " Apocalisse XV, 6

Simbolo di protezione, di purificazione e di forza, la cintura è sempre stata in stretta relazione con la castità e la fecondità spirituale ottenuta con la concentrazione mentale. Così la sua presenza nella visione di intelligenze celesti significa, come scrive Dionigi l'Aeropagita: "...la cura con la quale loro conservano il potere che essi hanno di riconciliare, di unificare le loro energie mentali entro se stessi, e ripiegarsi armoniosamente nel cerchio infallibile della loro identità". La cintura può evocare anche la servitù di colui che ha saputo rinunciare alle proprie specificità per diventare un canale migliore della volontà divina. La cintura simboleggia in questo senso l'umiltà, nella misura in cui chi la riceve, riconosce per questo gesto stesso la superiorità di Dio, suo Signore e Padre

Bibliografia Angelica:

Giuditta Dembech - Gli Angeli tra noi - ed. L'Ariete
Giuditta Dembech - Gli Angeli nel nostro futuro - ed. L'Ariete
Paola Giovetti - Angeli - ed. Mediterranee
Massimo Cacciari - L'Angelo necessario - ed. Adelphi
Daniel,Wyllie,Ramer - Chiedi al tuo Angelo - ed. Armenia
Diana Cooper - Un Angelo con me - ed. Armenia
C.W. Leadbeater - Gli aiutatori invisibili - ed. L'Età dell'Acquario
G. Hodson - Fratellanza di Angeli e uomini - ed. L'Età dell'Acquario
C. Raphael Payeur - Angeli guide di luce - ed. L'Età dell'Acquario

 

S.Michele il Guerriero
Angeli ribelli
Angeli oggi

                  

  

 

Ringraziamenti speciali a :ilquintoelemento@libero.it 

 

http://www.geocities.com/freelosofia/

 

Sito dedicato alle ali della vita...

 

 

 

 


 

 

 

Sul tema "ANGELI" è giusto che si consultino anche altre fonti,qui sotto riportate

 

 

Le gerarchie angeliche
I nomi dei 72 Angeli 
Elementi di cosmogonia
Conoscere gli Angeli
Gli Angeli e i pianeti
Gli Angeli e noi
Come contattarli 
Gli Arcangeli 
Gli Angeli
La Trinità
Preghiere
Angeli F.A.Q.

 

 

                

                                                                                        

 

 

Ringraziamenti a:http://www.viviamoinpositivo.org

 

[Dr. Mario Rizzi - Gli Angeli, conoscerli, amarli e seguirli]

 

 


 

 

                                                          

 

 

 

 

 

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