Community
 
Aggiungi lista preferiti Aggiungi lista nera Invia ad un amico
------------------
Crea
Profilo
Blog
Video
Sito
Foto
Amici
   
 
 

Amadeo Bordiga

13 giugno 1889 - 23 luglio 1970

( Ti consiglio di non leggere frettolosamente on-line: salva, leggi e medita con calma )

Cronologia

Sul filo del tempo

Radici

1907: Al liceo legge il "Manifesto" su sollecitazione del suo professore di filosofia e aderisce al marxismo.

1910: Entrando alla facoltà di Ingegneria di Napoli gli viene proposto di iscriversi alla Massoneria ma rifiuta dichiarandone l'incompatibilità con la dottrina marxista. Si iscrive al Partito Socialista.

1911: "Lo stato di fanatismo religioso in cui si trova la maggioranza grandissima del proletariato delle nostre regioni costituisce uno dei più grandi ostacoli alla propaganda socialista".

1912: "Noi crediamo alla rivoluzione, non come il cattolico crede in Cristo, ma come il matematico crede ai risultati delle sue ricerche".

Culturalismo

1913: "Quale dunque sarà il metodo? Quello della dimostrazione teorica, della cultura? Dovremo aspettare vari secoli ancora per "preparare" il proletariato? No, perdio, la via della propaganda non è la teoria ma il sentimento, in quanto questo è il riflesso spontaneo dei bisogni materiali nel sistema nervoso degli uomini".

1914: "Da quando l'uomo ha la dote di pensare prima di agire, l'avvocatismo che si annida in ogni essere pensante è ricorso sempre alle distinzioni per sfuggire al mantenimento degli impegni, alle conseguenze concrete delle astratte affermazioni. Così oggi ci rigetta tra capo e collo la distinzione tra guerra di offesa e guerra di difesa. In realtà la borghesia di tutti i paesi è egualmente responsabile dello scoppio del conflitto o, meglio ancora, ne è responsabile il sistema capitalistico, poiché non è che formale e scolastica la tesi sia stata preparata e voluta da una specifica parte".

Antimilitarismo

1915: "la guerra è decisa. Come più volte avevamo preveduto, a noi socialisti si lancia l'appello ipocrita alla solidarietà nazionale in nome della patria in pericolo. Noi siamo di quei socialisti che nel loro convinto internazionalismo non lasciamo posto per la superstizione della patria. Restiamo, in nome dei nostri principii, tenaci assertori della discordia di classe".

1916: "La grandiosa concezione del socialismo dovrà essere saggiata in riguardo alla grande guerra mondiale. Assolutismo-democrazia, imperialismo-principio nazionale, forza-diritto, aggressione-difensiva, cattolicesimo-riforma, papato-laicismo, teutonismo-latinità, libertà-zarismo, cristianesimo-islamismo... Queste antitesi barocche e contraddicentesi tra loro dovranno essere sventrate dalla nostra critica. Il socialismo compirà un'altra ecatombe di valori ideologici".

"Regia prefettura di Napoli - Al Ministero dell'Interno - Notizie per il prospetto biografico di Amadeo Bordiga Adriano di Oreste, da Resina. Socialista intransigente. Da qualche giorno trovasi in licenza militare. Intervenne alla conferenza tenuta il 26 volgente in questa Sala Maddaloni dal pubblicista Enrico Corradini sul tema: 'Lotta di classe e la guerra'. Spalleggiato da alcuni suoi correligionari tentò insistentemente di parlare contro la guerra, in contraddittorio del conferenziere".

1917: "Sì, la guerra è stata rivelatrice. Ma oseremo dire che luce portata dalla guerra, rispetto a quella che proietta il metodo critico socialista nelle tenebre dei pregiudizi e della menzogna della vita borghese, ha l'effetto dei riflessi sinistri di un incendio in confronto alla vivida luce solare".

1917: "Il proletariato russo ha compreso quali pericoli contenga la politica borghese e riformista di Kerenski e i bolscevichi guadagnano terreno. Il governo provvisorio si trova in continua crisi fra i tentativi controrivoluzionari di Korniloff e la propagande dei 'leninisti' per la contesa del potere. Finalmente il governo è rovesciato e il Soviet, in cui i bolscevichi sono diventati l'enorme maggioranza, assumono il potere".

1918: "Qual è la chiave che spiega perché i negoziatori tedeschi non risero in faccia ai rappresentanti russi a Brest-Litovsk e non ordinarono di riprendere l'avanzata militare? La spiegazione è questa: che la forza effettiva e formidabile in nome della quale parlano i compagni russi è la forza di classe del proletariato tedesco antimilitarista e del proletariato russo vincitore".

Antiparlamentarismo

1919: "Il programma della dittatura proletaria, e l'adesione alla III Internazionale, la Direzione se li è dunque rimangiati col suo deliberato di partecipare alle elezioni. Come non vedere questa funesta contraddizione? Come non capire che dire oggi al proletariato 'alle urne!' vuol dire invitarlo a disarmare da ogni sforzo rivoluzionario per la conquista del potere?".

1920: "Oggi noi ci prefiggiamo di lavorare alla costituzione di un partito veramente comunista, e per ciò lavora la nostra frazione nel seno del PSI. Ci auguriamo che i primi eventi parlamentari condurranno verso di noi molti compagni, in modo da realizzare la scissione dei socialdemocratici" (da una lettera al Comitato Centrale dell'Internazionale Comunista).

1921: "Quando scorgiamo una tendenza sociale, un movimento per date finalità, allora possiamo riconoscere la esistenza di una classe nel senso vero della parola. Ma allora esiste, in modo sostanziale se non ancora in modo formale, il partito di classe. Un partito vive quando vivono una dottrina ed un metodo di azione. Un partito è una scuola di pensiero politico e quindi un’organizzazione di lotta. Il primo è un fatto di coscienza, il secondo è un fatto di volontà, più precisamente di tendenza ad una finalità. Senza questi due caratteri noi non possediamo ancora la definizione di una classe".

"Regia prefettura di Napoli - Al Ministero dell'Interno - Notizie per il prospetto biografico di Amadeo Bordiga di Oreste. Comunista. Ritornato da Livorno ove, decisa la scissione dei comunisti dal Partito Socialista ufficiale, è stato nominato componente del Comitato Direttivo del Partito Comunista Italiano, è partito ieri per Milano, ove pare intenda stabilirsi".

Fascismo

1922: "Il programma fascista accompagna la rivoluzione proletaria ove questa abbia iniziato il suo periodo: è il programma d'azione della borghesia; è la difesa istintiva e assoldata della classe che sta per essere spodestata. Se la rivoluzione non trionfa per il proletariato, il programma che noi italiani chiamiamo fascista allarga il suo campo di sviluppo: diventa potere, esercita il terrore bianco, la vendetta contro i vinti. Possiamo inseguire il fascismo sul suo stesso terreno? Dobbiamo accettare battaglia contro il fascismo con le medesime armi che esso impugna? Noi diciamo che ciò non solo è possibile ma è inevitabile. Il problema che il fascismo ci impone è quello di preparare le organizzazioni di combattimento".

1922: "Non si tratta semplicemente di un effetto di ordine didattico sulle masse e tanto meno della velleità di esibire un partito intrinsecamente puro e perfetto, ma proprio del massimo rendimento nel processo reale per cui si effettua lo spostamento dell'azione di un sempre maggior numero di lavoratori dal terreno degli interessi parziali e immediati a quello organico e unitario della lotta per la rivoluzione comunista".

1923: "La nostra attitudine nella lotta contro la democrazia è tanto chiara e coerente quanto dubbia e contraddittoria è quella dei fascisti. Noi siamo per principio contro la democrazia intendendo per questa "un sistema di rappresentanza politica e di governo in cui i membri di tutte le classi sociali abbiano uguali diritti". Essere contro a questo per principio significa che: a) nel regime proletario siamo per la dittatura rivoluzionaria e la esclusione dagli organi dello Stato delle classi non proletarie (in senso molto largo) e anche per la repressione dei partiti controrivoluzionari; b) nel regime borghese denunziamo la democrazia parlamentare come un apparato che tende a dissimulare la effettiva dittatura dei capitalisti.

1924: "Al Congresso posi una domanda al compagno Gramsci: è aperta una discussione nel seno del partito, i congressi sono chiamati ad un voto in base a questa discussione? Egli, conformemente ad un comunicato della Centrale, rispose di no, e io dimostrai che se  la Centrale non crede di aprire tale discussione (e noi non opponiamo alcuna resistenza) è necessario rinunciare sia a certi spunti polemici, sia a far votare degli ordini del giorno i quali, dopo una preparazione inadeguata e unilaterale, chiamano a votare i compagni solo su un aspetto esteriore o quasi sentimentale della questione".

"Ministero degli Interni - Al signor Prefetto di Napoli, p.c. Pref. di Roma, Pref. di Milano. Da fonte che si ha ragione di ritenere bene informata, viene segnalato che è stata recentemente costituita una 'Commissione permanente per l'organizzazione di Compagnie di Combattimento del Comitato Esecutivo dell'Internazionale Comunista', il cui compito risulta chiaramente dalla denominazione assunta dalla Commissione stessa. Zinoviev ne è presidente, Bucharin v. presidente. Membro rappresentante dell'Italia è Amadeo Bordiga, che dirigerebbe una sezione italiana per la quale domanderebbe una sovvenzione di 180 mila rubli su 500 mila che sarebbero stati assegnati per l'anno 1924".

1925: "Tra tanto chiacchierare di strategia e di manovra e di conquista delle masse, in realtà l'Internazionale non sente la forza di allargare la nostra influenza e riduciamo il nostro obiettivo a tenerci attaccati i seguaci già conquistati, non esitando a smembrare il movimento dove sorgono iniziative di discussione e di critica. Questo sarebbe il vero, il peggiore liquidazionismo del partito e dell'Internazionale, accompagnato da tutti i fenomeni caratteristici e ben noti del filisteismo burocratico".

1926: "Caro compagno Korsch, le quistioni sono oggi così gravi, che sarebbe veramente necessario poterne discutere a voce molto e a lungo: ma questa possibilità per ora non l'avremo, disgraziatamente [...] Con ogni mezzo che non esclude il diritto di vivere nel partito deve essere denunziato l'indirizzo prevalente nell'IC come conducente all'opportunismo e come contrastante con la fedeltà ai principi programmatici che anche gruppi diversi da noi possono avere il diritto di difendere, ma a condizione che si pongano il quesito di ricercare le deficienze iniziali - non teoretiche, ma tattiche, organizzative, disciplinari che hanno fatto la Terza Internazionale ancora suscettibile di pericoli degenerativi".

"Alto Commissario per la Provincia di Napoli - On. Ministro dell'Interno. Riservatissima. Questo ufficio ha fatto sempre esercitare sul comunista Ing. Amadeo Bordiga la più oculata vigilanza, mediante ininterrotto servizio di pedinamento, eseguito da otto agenti che si alternano notte e giorno. Anche la sua attività sovversiva è sempre stata risaputa e controllata, utilizzandosi abili fiduciari che ne frequentavano l'abitazione. In questi ultimi tempi però il Bordiga fa quasi sempre uso di mezzi rapidi di locomozione e specialmente di automobili" (giustificazione inviata in seguito alla partecipazione di Bordiga al VI Esecutivo Allargato a Mosca, raggiunta tramite contrabbandieri pratici dei valichi alpini al confine con la Svizzera).

1927: "Carissimo Antonio, come saprai i confinati sono aumentati di numero fino a circa 300 e ancora aumentano, venendo da Tremiti, Favignana, Pantelleria e Lampedusa. Dunque grande numero delle scolaresche. Per ragioni pratiche la scuola ha dovuto continuare secondo il primitivo avviamento: solo ora diamo brevi vacanze, poi faremo degli esami o meglio sedute di classifica della massa scolara, e quindi si riprenderà con un piano completamente nuovo e aumentato corpo insegnante" (Amadeo Bordiga dal confino all'isola di Ustica ad Antonio Gramsci).

1928: "Di fronte ai vari problemi che sorgono e risorgono dal campo della scienza e della pseudo-scienza e di tutte le elaborazioni ideologiche tradizionali o di ultima moda, è necessario coordinare, con una presa di posizione, i postulati più noti della dottrina che ne sono per la gran massa le caratteristiche; anche perché questi stessi sono per lo più mal compresi e mal enunciati per difetto della connessione generale di cui qui ci interessiamo. Socialismo nel senso proprio è qualcosa di più di un programma di ordine sociale fondato sull'eguaglianza economica; nello stesso tempo è qualcosa di più di un movimento sociale e politico di difesa degli interessi dei lavoratori" (appunti "filosofici" per i corsi tra confinati a Ustica).

1929: "Volle Marx trattare con metodo scientifico anche i fatti economici umani, analogamente a quanto scienza e filosofia avevano fatto per i fenomeni della natura fisica. Non usò esplicitamente algoritmi perché pensava, lavorava esponeva e combatteva al tempo stesso; e oltre alle armi del tempo nuovo doveva e seppe usare quelle con cui resisteva il nemico: la polemica, l'eloquenza, l'invettiva, il sarcasmo, sotto cui prostrò tante volte i contraddittori" (appunti "economici" per i corsi tra confinati all'isola di Ponza).

1930: "Alto Commissario di Polizia di Napoli - On. Ministro dell'Interno. Non avendo finora questo Ufficio elementi sufficienti per stabilire con esattezza se l'annunziata espulsione di Amadeo Bordiga dal PCI tragga effettivamente le sue origini dalle cause enunciate nel comunicato o invece si ispiri ad altre recondite finalità, è stato disposto che la vigilanza che su di esso si esercitava sia mantenuta ed eseguita con più assidua cura ed oculatezza".

1931: "Ministero degli Interni, Ufficio cifra. Dall'alto commissario di Napoli: Stamane treno ore 5.35 partito per Formia scortato noto comunista schedato Ing. Amadeo Bordiga fu Oreste. Eseguite segnalazioni per vigilanza. Ulteriore scorta".

1932: "Ministero dell'Interno, direzione Generale della pubblica sicurezza. Al signor Questore di Roma. Oggetto: Trasmissione di fotografie di sovversivi pericolosi residenti nel Regno e all'estero. Ai fini della vigilanza, si trasmette copia della fotografia del nominato Amadeo Bordiga Adriano di Oreste e di Zaira degli Amadei, nato il 13 - 6 - 1889 a Resina, domicilato a Napoli, ingegnere, ex confinato, comunista, il quale viene segnalato quale sovversivo pericoloso".

1933: "Direzione Generale della Pubblica Sicurezza. Copia del telespresso della R. Ambasciata nell'URSS. Oggetto: Riunione di comunisti italiani a Mosca. [...] L'ex onorevole Marabini ammetteva che dopo la scissione Bordiga il comunismo italiano in Russia non ha più ritrovato la propria forza e l'unità degli intenti. I vari gruppi di fuoriusciti italiani si ignorano e si sospettano a vicenda offrendo uno spettacolo, dal punto di vista marxista, davvero poco edificante".

1934: "Caro Amadeo [...] L'affetto che mi lega a te e ai tuoi mi spinge a scriverti. Sono qui da un anno per sfuggire a un ritorno all'isola. Ho girato quasi l'Europa e dove mi sono avvicinato mi cacciano via come un indesiderabile peggio di un cane rognoso, questo però non ti facci pensare che sono cambiato. Non mi riesce a capire specialmente adesso come un comunista oggi sia un pericoloso per i diversi governi europei, quando la Russia che dovrebbe essere la sua patria sentimentale, è la migliore collaboratrice" (questa lettera scatenò la polizia politica italiana in Francia alla ricerca del mittente).

1936: "Contro le baionette non vi è nulla da fare se ad esse non si possono opporre altre baionette. Allora bisogna appartarsi e attendere. Non per questa generazione, ma per quelle future. Le situazioni cambieranno. Gli uomini non contano, non rappresentano nulla, non possono influire in nulla, sono i fatti che determinano le nuove situazioni. E quando le situazioni sono mature allora verranno fuori gli uomini. Può darsi che questa mia mentalità sia quella degli uomini di una civiltà futura, un sistema che probabilmente è assai lontano; ma io mi ci trovo bene. Sono soprattutto felice di vivere lontano dai piccoli, meschini episodi della cosiddetta politica militante, del fatto di cronaca, dell'avvenimento giornaliero" (dialogo riportato a memoria da una spia della polizia).

"Ministère de L'Interieur. Direction Générale de la Sureté Nationale, Paris. In seguito ad una informazione pervenuta ai miei Servizi, risulta che un soggetto italiano di nome Bordega [sic], fondatore in Francia e Belgio d'un raggruppamento marxista-leninista affiliato alla IV Internazionale (Partito Comunista Internazionalista) la cui sede è a Bruxelles, si dedica ad una certa attività sul nostro territorio. Il nominato Bordega, malgrado le sue opinioni estremiste, si recò frequentemente in Italia e lo si sospetta di essere al soldo delle organizzazioni fasciste e anche di essere un agente della polizia italiana" (cfr. 1940).

1939: "Divisione Polizia Politica. Segnalazione pervenuta da fonte confidenziale. Il vecchio prof. Tarsia raccoglie intorno a sé una fitta schiera d'intellettuali e professionisti antifascisti ed esercita una grande influenza in mezzo alla gioventù studentesca. 'Perché Bordiga non si atrofizzi né rimanga isolato', egli gli manda spesso alcuni amici da catechizzare. Si dice che Bordiga susciti sempre nuove simpatie a Napoli, anche fra gli avversari, ed abbia larghe aderenze nel campo della borghesia intellettualoide. Il Natangelo, lasciando Napoli, fu incaricato da Bordiga di portare agli amici di Milano 'il suo saluto solidale e la raccomandazione di rimanere sempre sé stessi, senza deviamenti né tentennamenti, per essere pronti ad ogni evenienza" (nota a margine: "Con qualche riserva sulla fondatezza del contenuto").

1940: "Ministero dell'Interno. Al Casellario Politico Centrale. Per opportuna notizia si acclude copia di una lettera circolare della Sureté Nationale del 1936 trovata a Parigi riguardante il noto Amadeo Bordiga. Con l'occasione si prega di voler comunicare le complete generalità, una fotografia e un brevissimo cenno sull'attività politica da lui esplicata" (cfr. 1936).

1941: "Regia Prefetura di Napoli - Al ministero dell'Interno. Oggetto: Amadeo Bordiga. Durante il decorso trimestre nessun rilievo da segnalare. Ha serbato regolare condotta politica. Continua a recarsi a Roma per ragioni professionali. E' tuttora vigilato".

1942: "Regia Prefetura di Napoli - Al ministero dell'Interno. Oggetto: Amadeo Bordiga. Il comunista ing. Amadeo Bordiga, sul cui conto viene sempre esercitata adeguata vigilanza, si reca quasi quotidianamente a Formia dove dirige lavori edili, ed anche a Napoli, nella costruenda sede della Banca d'Italia".

1943: "Ministero dell'Interno, Casellario Politico Centrale. Si comunica che dalle indagini qui esperite in merito alla compilazione e diffusione del giornale clandestino 'La Giovane Italia' nulla di positivo è emerso a carico del noto comunista Ing. Amadeo Bordiga".

1944: "Primo compito del partito proletario di classe, rivolto alla meta storica della conquista del potere politico nei paesi più progrediti dell’Europa e del mondo, deve essere, sulla base del suo sicuro orientamento nella dottrina e nel programma, la ricostituzione della propria inquadratura organizzativa. In essa dovranno confluire le forze intatte dei vecchi militanti rivoluzionari che non hanno abbandonato la linea della tradizione classista e gli elementi più maturi e decisi dei lavoratori delle città e delle campagne, che per le dure esperienze degli ultimi periodi sentono l’antitesi di classe con la borghesia lanciata alla contro-offensiva reazionaria e con l’enorme inganno politico della sua odierna mascheratura antifascista".

1945: "La classe proletaria italiana non ha alcun interesse, né particolare né generale, né immediato, né storico, ad appoggiare la politica dei gruppi e dei partiti che, approfittando non di forza propria, ma della rovina militare del governo fascista impersonano oggi l’esercizio del simulacro di potere che il vincitore in armi crede di lasciare ad una impalcatura statale italianaI comitati di liberazione nazionale storicamente e politicamente si richiamano a finalità e scopi contrari alla politica e agli interessi proletari. Di fatto, non possono nemmeno vantarsi dell’abbattimento del fascismo. L’azione clandestina svolta contro il regime fascista ha avuto per coefficienti effettivi le reazioni spontanee ed informi di gruppi proletari e di scarsi intellettuali disinteressati, nonché l’azione e l’organizzazione che ogni Stato ed esercito crea ed alimenta alle spalle del nemico, e solo in minima parte l’influenza dei caporioni politici, vecchi politicanti svuotati o nuovi avventurieri a disposizione di qualunque forza appaia lanciata al successo, venuti fuori come mosche cocchiere subito dopo l’arrivo dei vincitori per il pronto accaparramento delle posizioni di beneficio".

Partito rivoluzionario

1946: "Il nuovo movimento deve incardinarsi su direttive che siano l'antitesi precisa delle parole diffuse da quei movimenti opportunisti, le cui posizioni sono, nello stesso tempo, il riflesso del movimento mondiale che si richiama all'antifascismo e invece si inseriscono pienamente - di fatto - nel divenire in senso fascista della organizzazione sociale".

1947: "La caratteristica della seconda guerra imperialistica e delle sue conseguenze già evidenti è la sicura influenza in ogni angolo del mondo, anche quello più arretrato nei tipi di società indigena, non tanto delle prepotenti forme economiche capitalistiche, quanto dell'inesorabile controllo politico e militare da parte delle grandi centrali imperiali del capitalismo; e per ora della loro gigantesca coalizione, che include lo Stato russo. Per conseguenza, le tattiche locali non possono essere che aspetti della strategia generale rivoluzionaria, il cui primo compito è la restaurazione della chiarezza programmatica del partito proletario mondiale, seguita dal ritessersi della rete della sua organizzazione in ogni paese".

1948: "Il nome di Marx e di Lenin e le loro tesi possenti, sulle labbra di quelli che ne hanno fatto inaudito scempio, sono avviliti alla stessa funzione di imbonitura di tutte le altre mistiche ingannatrici. Il marxismo e il leninismo non hanno codici o vangeli, la loro affermazione risiede nella continua, ininterrotta conferma del metodo nel piano della interpretazione e in quello dell'azione. Invocati al momento dello sbaraglio nello stile da sacrestani dell'ipse dixit, si abbassano allo stesso compito truffaldino che hanno i nomi dei santi sulle bocche dei preti o quelli degli eroi nazionali sulle bocche dei patriottardi".

1949: "Le prepotenze degli aggressori storici europei che si dannavano per una provincia o una città a tiro di cannone, fanno ridere di fronte alla improntitudine con cui si discute in pubblico - ed è facile arguire di che tipo saranno i piani segreti - se la incolumità di Nuova York e di San Francisco si difenderà sul Reno o sull'Elba, sulle Alpi o sui Pirenei. Lo spazio vitale dei conquistatori statunitensi è una fascia che fa il giro della Terra; è il punto di arrivo di un metodo cominciato con Esopo quando il lupo disse all'agnello che gli intorbidiva l'acqua pur bevendo a valle. Bianco nero e giallo, nessuno di noi può ingollare un sorso d'acqua senza intorbidire i cocktails serviti negli States".

1950: Non solo il piano mondiale modernissimo non ammette di voler affamare, ma dobbiamo avere il coraggio di dire di più. Per la dimostrazione che il sistema capitalistico deve cadere, per la rivendicazione del suo abbattimento, per il diritto, se così vogliamo esprimerci, di denunziarlo infame, non è condizione necessaria la prova che sopravvivendo abbasserà il tenore medio di vita mondiale. Il capitalismo deve cedere a forme di più alta resa economica oltre che per le sue infinite conseguenze di oppressione, distruzione e di strage, per la sua impossibilità ad 'avvicinare gli estremi delle medie' non solo tra metropoli e paesi coloniali e vassalli, tra zone progredite industriali e zone arretrate agrarie o di agricoltura primordiale, ma soprattutto fra strato e strato sociale dello stesso paese, compreso quello dove leva la sua bandiera negriera il capitalismo più possente ed imperiale".

1951: "Mentre il bonapartismo del grande Napoleone era sulla più alta cresta di un'ondata rivoluzionaria, ed era allora la più ardente punta della storia europea, questo russo di oggi è la retroguardia di un esercito non vinto, ma che marcia tuttavia con le spalle rivolte al fronte. Ma se le controrivoluzioni del secolo scorso insegnarono quanto è consegnato nella storia della Comune, e della rivoluzione soviettista, questa controrivoluzione di oggi non potrà nemmeno essa passare invano; e se avrà portato il capitalismo verso gli Urali e verso i mari del Levante, anche questo segnerà la strada per la rivoluzione proletaria, che batterà dall'Atlantico al Pacifico le forze mostruose del Capitale".

1952: "Non ripetiamo la baggianata che gli operai non arrivano a capire. Non importa. Voi non avete pratica degli intellettuali e non sapete abbastanza quanto sono vuoti fessi vili e difficili a spostarsi un millimetro dai pregiudizi dominanti. Da quarant'anni ho imparato a fondo quanto più facilmente un uditorio operaio afferra tesi audaci radicali e in controsenso alle idee tradizionali, laddove i benpensanti magari con diverse lauree rispondono enunciando fesserie giganti e pietose".

1953: ""La pecorizzazione della classe operaia è giunta agli estremi. Per lunghi decenni è stata stupidamente ad attendere, non l'ora del combattimento per i propri scopi ed il proprio programma, ma che "lui" se ne andasse, e quando i vari lui se ne sono davvero andati è rimasta più schiava di prima. Dopo la hanno messa fiduciosamente ad aspettare che "ha da venì Baffone". Ma Baffone è morto senza intraprendere il viaggio. Tuttavia si ripete ai lavoratori non di mettersi in moto colle proprie gambe, bensì di aspettare qualche altro che viene. Gli operai vinceranno se capiranno che nessuno deve venire. L'attesa del Messia ed il culto del genio, spiegabili per San Pietro e per Carlyle, sono per un marxista del 1953 solo misere coperture di impotenza. La Rivoluzione si rialzerà tremenda, ma anonima".

1954: "Il ciclo del capitalismo ha condotto al mostruoso volume di una produzione per nove decimi inutile alla sana vita della specie umana. Ha ha determinato una sovrastruttura dottrinale che richiama la posizione di Malthus, invocando, a costo di chiederli alle forze infernali, consumatori che inghiottano senza posa quanto la produzione erutta. La scuola del benessere, con la sua pretesa che l'assorbimento individuale di consumo possa salire oltre ogni limite, gonfia di passi, riti e morbose follie le poche ore che il lavoro obbligato e il riposo lasciano a ciascuno. Essa esprime in realtà il malessere di una società in rovina, e volendo scrivere le leggi della sua sopravvivenza non fa che confermare il decorso, forse ineguale ma inesorabile, della sua orribile agonia".

1955: "Einstein è morto. Egli non ha che contribuito, se vogliamo trovare sensi filosofici, ad erigere il monumento del monismo. Se il pezzetto della materia più fredda inerte e indifferente alle trasformazioni contiene simili torrenti di energia, è  stato abolito il dualismo tra il passivo e l'attivo, l'agente e il resistente, dualismo che si oscurò da quando Galileo scrisse l'eguaglianza di azione e reazione. Andati oltre il dualismo di materia e d'energia, di morte e di vita, chi salverà il dualismo di materia e di spirito? Chi potrà sostenere che è sottratto ad una scienza, impersonale e non schiava di suggestioni antiche, il prodursi dell'energia-pensiero dagli atomi e dalle cellule delle fibre nervose?".

Programma futuro

1956: "La grande barriera tra il Su e il Giù, il Prima e il Dopo, il Bene e il Male, la Legge e il Crimine, il Paradiso e l'Inferno, la possiamo mettere ad arbitrio sul foglio del nostro lavoro. Qui la ricerca comincia soltanto. La tradizione ci ha sempre trasmesso un risultato di ricerche gloriose, ma un risultato sempre transitorio, come se fosse una Barriera metafisica indiscutibilmente tracciata ab aeterno in quella tale posizione. Ogni volta che una barriera sacra cade, la Rivoluzione sorge e cammina. Engels mostra come la borghesia ha già erette le basi del socialismo. Quando abbiamo la divisione tecnica del lavoro, nei tre gradi: cooperazione (lavoro collettivo), manifattura ed industria, abbiamo tutto; nulla dobbiamo più costruire. Nulla aggiungere: dobbiamo solo togliere la schiavitù aziendale, l'anarchia sociale della produzione. Che dunque dobbiamo edificare? La borghesia ha per noi edificato; essa doveva farlo, anzi non poteva non farlo".

Russia staliniana

1957: "La testa di Stalin, presentata su un aureo piatto al superaffarismo occidentale per adescarlo alle voluttà della pacifica convivenza e dell'emulazione commerciale, non è bastata. Invece di una mano tesa si è avuta in risposta una minaccia di grappoli di atomiche a Suez e a Budapest. Occorre offerta maggiore. Noi sappiamo quale sarà. Occorre la testa anche di Lenin, oltre quella di nonno Marx. Alla confessione di anticomunismo, e di capitalistica cristallina fede, seguirà la bilaterale offerta di emulazione e di scambio di affari. E' stata respinta da Ovest una "pipa dell'amicizia". La pipa sarà accesa, con profumo delizioso per le borghesi nari, quando vi si bruceranno le pagine del Capitale e di Stato e Rivoluzione. La pace capitalistica tra i mostri sarà, e che il cancro dei fumatori li sotterri entrambi, d'urgenza".

Invarianza storica

1958: "Non è possibile che il partito proletario di classe governi se stesso nella buona direzione rivoluzionaria se non è totale il confronto del materiale di agitazione con le basi stabili e non evolventi della teoria. Le questioni di azione contingente e di programma futuro non sono che due lati dialettici dello stesso problema, come tanti interventi di Marx fino alla sua morte, e di Engels e di Lenin hanno dimostrato. Quegli uomini non improvvisarono né rivelarono, ma brandirono la bussola della nostra azione, che è troppo facile smarrire. Essa segna chiaramente il pericolo, e le nostre questioni sono felicemente poste quando si va contro le direzioni generali sbagliate. Le formule e i termini possono essere falsificati da traditori e da deficienti, ma il loro uso è sempre una bussola sicura quando è continuo o concorde".

1959: "Chiamare stazione spaziale un semplice complesso di strumenti, complicatissimi fin che si vuole, e fondare sul suo automatismo, significa venire alla nostra tesi, che l’uomo del nostro tempo nominerà suo procuratore spaziale un robot, perché vada, veda e racconti in vece sua. Siamo codini, ma diamo della ciarlatanata alla stazione astrale per treni viaggiatori, e alla non lontana messa in vendita dei biglietti! Sfiducia nella scienza umana, questa? Sì, fin che tale scienza non descriverà quello che ha "prestabilito", prima di effettuare le grandi prove sperimentali. Cioè fino a quando sarà scienza ad uso di una società proprietaria, e statalista.

Linguaggio potente

1960: "Arte e scienza in certi momenti si incontrano. Sono due aspetti analoghi della conoscenza umana. La differenza non va messa dunque fra l'arte e la scienza, fra l'intuizione e l'intelligenza. È con l'intuizione che l'umanità ha sempre avanzato perché l'intelligenza è conservatrice e l'intuizione è rivoluzionaria. L'intelligenza, la scienza, la conoscenza hanno origine nel movimento avanzante (abbandoniamo l'ignobile termine di "progressivo"). Nella parte decisiva della sua dinamica la conoscenza prende le sue mosse sotto forma di una intuizione, di una conoscenza affettiva, non dimostrativa; verrà dopo l'intelligenza coi suoi calcoli, le sue contabilità, le sue dimostrazioni, le sue prove. Ma la novità, la nuova conquista, la nuova conoscenza non ha bisogno di prove, ha bisogno di fede! non ha bisogno di dubbio, ha bisogno di lotta! non ha bisogno di ragione, ha bisogno di forza! il suo contenuto non si chiama Arte o Scienza, si chiama Rivoluzione!".

Utopia e scienza

1961: "Lo scopo di tutto il nostro studio su Marx, ossia sul programma della rivoluzione comunista internazionale, tende a stabilire che nessun distacco esiste tra le tesi economiche, storiche, filosofiche o politiche che si voglia, tra questo e quello scritto, studio e analisi o programma o proclama che si scelga; e che nelle pagine del Capitale, se vi è tanta scienza da far tremare le vene a quei botoletti scolastici, vi è passo per passo e tappa per tappa tutto il programma infiammato della rivoluzione anticapitalista. Non è la nostra scienza la risposta al quiz cretino: che cosa è il Capitale? - ma è la dimostrazione che il capitale morrà e che la sua sarà morte violenta; più ancora, e come in una pagina vibrante ora vedremo, che alla luce della scienza il capitalismo già oggi - l'oggi di Carlo Marx come quello nostro - è morto e non esiste. Altro che biologia del capitale, la nostra scienza è la sua necrologia".

1962: "Il canto è nato prima della parola parlata, la poesia è nata prima della prosa, la religione e l'arte sono nate prima della scienza. Nulla di tutto questo è stato inutile. Anzi i grandi avanzamenti sono avvenuti grazie a queste poche svolte vitali e feconde che si sono periodicamente inserite nel lungo cammino percorso dall'umanità. L'arte perciò è rivoluzione. Il conformismo è feticcio, è deformazione, è lezioncina recitata a memoria, detta come la può balbettare l'alunno che quando recita, quando dice a memoria, non sa recitare, non sa pronunciare, non sa adoperare un linguaggio umano. Cosa che avviene in quasi tutte le scuole, in quasi tutte le sacrestie, in quasi tutte le accademie e le università moderne".

1963: "La filosofia della tragedia del Vajont (fra tante altre) è una sola. Alla base di queste attuazioni temerarie, dettate e imposte dalla fame di profitto, da una legge economica cui devono chinarsi il terrazziere, il geometra e l'ingegnere dirigente, e per cui è rimedio sciocco trovare con le inchieste quello da condannare, sta il più idiota dei culti moderni, il culto della specializzazione. Non solo è disumano trovare il capro espiatorio, ma è vano, quando si è lasciata sorgere questa insensata società produttrice fatta a compartimenti stagni. Nessuno sarà colpevole. La scienza e l'arte del produrre e soprattutto del costruire saranno nella società del futuro, che abbia ucciso il mostro del rendimento economico, della produzione di plusvalore, unitarie e indivise. Non la testa di un uomo, ma il cervello sociale, al di sopra di stolti compartimenti stagni, vedrà senza paraocchi di comodo la vastità di ogni problema".

Partito organico

1964: "Il Partito non è un cumulo bruto di granelli equivalenti tra loro, ma un organismo reale suscitato dalle determinanti e dalle esigenze sociali e storiche, con reti, organi e centri differenziati per l'adempimento dei diversi compiti. Il buon rapporto fra tali esigenze reali e la miglior funzione conduce alla buona organizzazione e non viceversa. Le basi dell'organizzazione del Partito non possono dunque risalire a canoni propri di altre classi e di altre dominazioni storiche, come l'obbedienza gerarchica dei gregari ai capi di vario grado tratta dagli organismi militari o teocratici preborghesi, o la sovranità astratta degli elettori di base delegata ad assemblee rappresentative e comitati esecutivi propri della finzione giuridica caratteristica del mondo capitalistico; essendo la critica e l'abbattimento di tali organizzazioni compito essenziale della rivoluzione proletaria e comunista".

n+1 forme sociali

1965: "La prima verità che l’uomo potrà conquistare è la nozione della futura società comunista. Questo edifizio non chiede nessun materiale alla infame società presente, capitalista, democratica o cristianuccia, e non considera patrimonio umano su cui fondare, la pretesa scienza positiva costruita dalla rivoluzione borghese, che per noi è una scienza di classe da distruggere e rimpiazzare pezzo per pezzo, non diversamente dalle religioni e dalle scolastiche delle precedenti forme di produzione".

1965: "Il partito non ha da presentare a chi vuole aderirvi piani costituzionali e giuridici della società futura, in quanto tali forme sono proprie solo delle società di classe. Chi, vedendo il partito proseguire per la sua chiara strada, non si sente ancora a tale altezza storica, sa benissimo che può prendere qualunque altra direzione che dalla nostra diverga".

Anti-individualismo

1966; "Lo sforzo attuale del nostro partito è di liberarsi per sempre dalla spinta che sembrava emanare da uomini illustri, e dalla funzione spregevole di fabbricare, per raggiungere i suoi scopi e le sue vittorie, una stupida notorietà e pubblicità per altri nomi personali. Al partito non devono mancare in nessuno dei suoi meandri la decisione ed il coraggio di combattere per un simile risultato, vera anticipazione della storia e della società di domani".

1967: "La morte degli astronauti non è stata più "idiota" o più "assurda" di quelle del fantaccino americano nel Vietnam. In questa società infame, l'astronauta o il fantaccino, qualunque sia la loro etica personale non saranno mai i "cavalieri dell'assoluto" che aprono all'umanità un nuovo mondo. Perché il capitalismo si è lasciato dietro - con i suoi condottieri, i suoi esploratori, i suoi grandi capitani - le rovine della propria civiltà e la fine del proprio eroismo.

1968: "i movimenti degli studenti non possono rappresentare una storia o una tradizione storica. Nell'epoca delle rivoluzioni borghesi i moti o gli organismi studenteschi non ebbero azioni o compiti autonomi: si aggiogarono ai rivoluzionari borghesi. Propugnare in questo putrescente 1968 l'autonomia di un movimento studentesco non è che una prova ulteriore di quanto affondi nelle sabbie mobili del tradimento e della bestemmia il falso comunismo dei successori di Stalin. Nulla le classi sterili possono chiedere alla storia".

1969: "Io, attendo, in posizione sempre cocciuta e settaria che, come ho sempre preveduto, entro il 1975 giunga nel mondo la nostra rivoluzione, plurinazionale, monopartitica e monoclassista, ossia soprattutto senza la peggiore muffa interclassista: quella della gioventù così detta studente. Dal canto nostro quando avevamo quei verdi anni abbiamo fatto il meglio che si doveva. Io non torno in quella fetida metropoli di Napoli perché spero di arrivare alla guarigione in questo clima migliore ed avere, da vivo, ancora il tempo di ribadire quanto ho nel passato difeso. Vado infatti migliorando con sicurezza e conto che il mio cervello, non certo elettronico, avrà ancora da servire a qualche cosa" (da una lettera di Amadeo Bordiga a Terracini).

1970: "Se fosse cosa attendibile che io dia, dopo tanto tempo, un giudizio storico sulle mie stesse qualità e qualificazioni, dichiarerei oggi che trovo gradita la definizione di settario, e veridica quella di non essere mai stato duttile e capace di lasciarmi suggerire evoluzioni elastiche dal mutevole avvicendarsi delle situazioni politiche e dei rapporti di forza tra le classi sociali. Le obiezioni di essere troppo settario e troppo poco duttile, sono state molto frequenti, ma non mi hanno mai deviato dal cammino, tenuto in tutta convinzione. Mai nei congressi di Mosca sono state formulate da Lenin; piuttosto da suoi frequenti e pedissequi imitatori, forse volenterosi, ma sempre ben lontani dall'aver afferrato il vero contenuto dell'alto pensiero di Lenin, come credo di aver messo in giusta e piena luce in un mio scritto sull'Estremismo".

Questo sito è stato pubblicato il 23 Luglio del 2000, nel trentesimo anniversario della scomparsa di Amadeo Bordiga, in suo ricordo e per la continuazione del suo lavoro.

Links e bibliografia

 

I rimandi a lato del testo corrispondono ai capitoli del volume "La passione e l'Algebra, Amadeo Bordiga e la scienza della rivoluzione" (edizioni "Quaderni Internazionalisti", sulla pagina web La passione e l'algebra. Amadeo Bordiga e la scienza della rivoluzione.

Tutti i testi di Amadeo Bordiga richiamati anno per anno provengono dagli archivi della rivista "n+1" e molti di essi sono pubblicati all'indirizzo indicato. Le note della polizia provengono dall'archivio di Stato ACS/PS.

 

Visitatori dal 5 aprile 2006