le cosce bianche distese su un drappo di organza socchiuse al pensiero dell’uomo dagli occhi in Aries il ventre gonfio di voglia tradito da un respiro affannato come la brezza di un mare inquieto giaci così nell’alcova del mio castello donna dai mille silenzi ti lasci prendere la carne mentre la mente inchioda un sogno icona tratteggiata dallo spazio gemiti senza vocali mentre scivola l’anima tua tra le mie mani avide scorre il fiume sotto l’ombra della clessidra dimenticata dal tempo
-Lorenzo De Vanne-