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Matteo Guardini - Studente del Corso di Laurea in Disegno Industriale (Product Design)
Università degli Studi di Firenze - Facoltà di Architettura

 

 

R E N D E R I N G


Nel campo del design, fondamentale è il mezzo con il quale si comunica un idea. Il modo che si usa per far capire ed essere capiti. In particolar modo sto parlando della capacità manuale del designer, di trasferire su carta, ciò che pensa. E quindi, il riuscire a rendere più preciso quello che prima ha impresso come schizzo.
Intanto voglio precisare che di metodi di rendering ve ne sono di infiniti probabilmente. Ognuno di noi può creare il proprio stile, ma può anche cercare di imitare gli altri, per assimilare la più vasta quantità di tecniche conosciute. Solo così può migliorare il proprio modo di fare rendering. Perchè quello che si lascia su carta deve lasciare un impressione di ciò che si vorrebbe. E la stessa impressione deve rimanere così forte anche nella testa di chi osserverà il disegno.
Vediamo allora una tecnica di rendering base. Penso che nel sito verranno affiancati anche altri metodi, in quanto come detto prima, non ce n'è uno solo.


ATTREZZATURA BASE (necessaria per qualunque rendering)
Prima di cominciare, ecco qui una lista di attrezzi base, che sono necessari per fare del buon rendering. Si tratta innanzitutto di procurarsi della carta da disegni grafici (carta Letraset per pantoni o carta Canson). Il formato può essere anche A4. Ma per lavorare bene nei dettagli e per i principianti è meglio il formato A3. Inevitabilmente i costi di questa carta (sia A3 che A4) sono un pò più alti. Poi dovete avere un lapis con mina HB, e uno con mina più dura 2H. Una penna nera. Gomma bianca. Squadre curvilinee. Pennarelli: si può lavorare anche con i Pantoni Letraset, ma costano almeno 5 € cadauno. Tuttavia per questa fase potete usare anche dei normali pennarelli. Inoltre un'altra cosa molto importante: i gessetti coloratidella Contè. Non sono normali gessetti da lavagna intendiamoci!! Li trovate solo in negozi specializzati in attrezzatura artistica. Cotone, un trincetto. Infine vi servirà un pennellino molto piccolo e fine, e della tempera bianca per le finiture.


Iniziamo tracciando con una linea molto leggera, le sembianze dell'auto. Nel nostro esempio vediamo una vista dalla tre quarti. Se non riuscite ad andare leggeri, usate il lapis con mina più dura. Dovete infatti tracciare delle linee, non dei solchi. Una volta disegnata la vostra auto, dovete pensare come si comporta la luce sulla carrozzeria, e segnarne i contorni. Se non sapete come fare, potete imparare a farle leggendo l'articolo sulla luce. Non scordate di fare ruote, cerchioni, maniglie, specchietti ecc. in quanto dopo non potrete tornare indietro facilmente.


A questo punto prendete la penna nera e ripassate tutte le linee prima segnate a lapis, cercando di non sbagliare. Fare a mano libera può essere un problema. In tal caso usate le squadre curvilinee. Successivamente, dopo aver aspettato la seccatura dell'inchiostro, cancellate tutti i segni a lapis precedentemente tracciati. Aspettare è importante, altrimenti l'inchiostro sbaffa e...addio disegno.


Adesso ti dovresti ritrovare davanti, una tavola somigliante a quelle che i bambini devono soltanto colorare. Adesso devi usare il pennarello. Con quello nero devi completare l'ombra a terra, le gomme, gli spazi vuoti dei cerchioni e l'interno dei parafanghi. Con il grigio colora la prima banda in basso della vettura. Adesso scegli il colore della vettura e fai una linea che segue il contorno con la luce. In foto si vede meglio. Rispetto alla linea della penna, la traccia di colore deve stare dalla parte dove non si trova la luce. Per i fari usate dei colori come in foto, cercando di concentrare il riflesso sulla zona di massima convessità e concavità.


Passiamo ora all'applicazione del gessetto. Dovrà essere dato nelle zone dove non rispecchia la luce. Ovvero al di sotto delle tracce di pennarello.Per usare i gessetti fate così: prendete un trincetto e grattate su un lato del gessetto. Raccogliete la polvere ottenuta su un altro foglio. Adesso prendete del cotone e strofinatelo sulla polvere. Potete già vedere come si forma una sfumatura. Una volta che vedete la polvere trasferita sul cotone, fate la sfumatura sulla vostra tavola nella zona detta prima, cioè fra le tracce di pennarello. Tuttavia il cofano non è segnato da una luce vera e propria. Sfumatelo ugualmente partendo dal suo lato destro. Ovviamente la sfumatura in questo caso, dovrà essere più scura nella zona vicina al lato destro e via via più chiara.


Utilizzando i gessetti non dovete preoccuparvi se non riuscite a rimanere nei bordi. Utilizzerete la gomma bianca per eliminare quella sfumatura che non rientra nei contorni. Potete così passare all'applicazione della tempera bianca. Si usa per i cosiddetti "spot" di luce. Si tratta infatti di quei punti sulla carrozzeria che fanno angolo, e che quindi vedono concentrata molta luce. Si eseguono con un pennellino a punta molto appuntita e una giusta miscela di tempera e acqua.

Adesso potete ammirare il vostro risultato. Se è la prima volta, non importa se non vi ritrovate davanti ciò che vi aspettavate. Per arrivare ad un buon risultato servono prove e prove. D'altronde come in tutte le cose, alla prima non si è perfetti. Quindi non vi scoraggiate. Per altre info, questa tecnica è stata vista sul sito della Volkswagen Design.

Nota: alcuni procedimenti, come la coloratura dei fari e del parabrezza o altri particolari come i cerchioni, sono stati sorvolati in quanto sono facilmente riproducibili con un pò di pratica, esaminando le immagini che si trovano ovunque riguardo a questo tema.

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