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POESIE

Eccoci finalmente giunti alla sezione si poesie. Devo premettero che tutte queste 'poesie' (si offendono se le chiamate così) nascono dal sovvertimento di cliché letterari, in particolare le poesie d'amore. In più spesso i gochi di parole nascono da una frase fatta, che viene leggermente alterata in modo da convogliare un diverso significato (il bello delle frasi fatte è che è possibile citarle anche in parte ottenendo comunque l'effetto di rimando).
Senz'altro indugio, eccole:

Ecco una poesia d'amore.
 

LA CARPA


Come perle sono i suoi occhi
protesi di vetroresina.
Ha il profumo di Rosa
ragazza di lavanderia.
Sopra la panca la capra canta
sotto la panca la capra bela.
Il suo viso emana un’aurea
luminosa e tossica.
La sua pelle di stracciatella
per i brufoli e i punti neri.
Sopra la panca la capra truzza
sotto la panca la capra puzza.
Dice di non conoscer la menzogna
d’altro canto se non si studia...
Non ha peli sulla lingua
perché li ha tutti sulle gambe.
Sopra la panca la carpa prega
sotto la panca la carpa impreca.
Ha la purezza della giovenca
della capra del Saba
ha il viso di un carpa
e il sapore di una scarpa.
Sopra la panca la scarpa è storta
sotto la panca la carpa è storpia.

Di rigore è un poesia filosofica.
 

DA CHE PIVELLO GUARDIAMO IL MONDO?


Sfavillante il Cielo
Discinto l’Astro
Disio di Grazia
Catarsi di Strofe.

Che bello lasciarsi
andare e sentire
SfaCelo DisAstro
CataStrofe e DisGrazia

Questa è una poesia molto controversa, difficile da presentare. Ci provo. Bisogna ricordarsi che è scritta in un inglese abbastanza antico, con giochi di parole di una bassezza inusitata. Proverò laddove è possibile a spiegarne il significato. Andrebbe però recitata tutte le sere per far sì che ogni giorno se ne colga un aspetto nuovo, un po' come per 'Hot Shots' che andrebbe visto almeno cinque volte.

LOVE AT FAIR


Once upon a time I found myself in a fair
But could I possibly know what it would fare?
There I met with a wondrous maid
Whose beauty through my poem shall ne’er fade.
I saw her admist the mists
Of a dreadful battlefilth;
Thus I spoke to the beauty seated on that ass
Not to be confused with the course-word arse:
‘My deer, my hart lives for you
Thou art the quean who
Over my bowels realms.
Be blest that man who sang:
“God save the queen.”
Thou art the bell chime looking for, a soul to ring awake
And my spirits are ready for it.
Hark, thou lovely leaf
Thou art the cause of my relentless grief;
You are the bliss of my blister
The only reck in my wreck to the wretch
You are the womb of my tomb
You are a reed of which I’ll never be rid.
When I then asked you
If you loved me too,
Why were you so tart to me?
To find you was to win at the slut-machine
You are dearer than a Harlot Davidson
You are brighter than a Khazi stellar radio source
When I think of you
In my heart is a Water Loo
Why were you so wicked
As to put out my candle wick
By feigning to be deaf
And thus bestowing death?
If thou hadst asked me
Whether I loved thee
Marry, I’d’ve married you
And never said: Nay kid.”
Believe me, you are the boss of my heart
Thou art the apple of my eye
When I see you I get boss-eyed.
Why did you abhor my sight?
Where you right?
Now you left.
Anon you’re ambidextrous.
Let me utter the last words
In your honour, harmonic like birds.
Never could I write
On a shit of paper
The peace you deprived my heart of
Or on a piss of wood.
You are the bee that cheers the buds up
When they need some flour or snow. flower
You are the beam
That englihtens my rough art.
I do love your hare
This is love at fair
 Please be aware
That even the air
Longs for your wealth and fair.
At last, these are the ultimate praises to your war-ship
That in the mire of love I dip:
In all my life, and where’er I’ve been
Ewe is the best thing I’ve ever seen.
 
 

A questo punto vi propongo delle poesie frammento, che avrebbe potuto scrivere benissimo anche Ungaretti, dopo essersi scolato una decina di bottiglie di Barbon. Ad ogni modo, notate la pregnanza di queste brevi ma intense poesie.
 
 

PENTECOSTE

E scesero dal cielo
lingue di fuoco
col piercing. (dal Vangelo secondo Cyberpunk)
 
 

PASSEROTTO SOLITARIO

Il bel passerottino
dal visino carino
ha certo cagato oggi:
lo si vede dagli occhi
e dal viso ridente
di giubilo invadente.

(nota l'assonanza anziché la rima nel verso centrale e principale dell'opera)
 

VISIONE

Scese un angelo dal cielo
e mi sputò in un occhio
(chiosa: ma non avevo bestiemmiato!)
[nota alla chiosa: non in quel momento...]
 

VITA (gioventù)

La vita è una passeggiata
su un prato verde
di muco.
 

VITA 2 (maturità)

La vita è come un verso di Goethe
dopo mangiato.
 

VITA 3 (saggezza)

Vivere è nascere e morire
tra gente che né nasce né muore
e si fa i cazzi suoi.
 
 

Capisco bene che non è impossibile apprezzare simili prodotti dell'ingegno umano, ma a me basta che uno solo di voi apra la mente perché i memi di queste opere depositino le loro spore come uova di mosche nelle vostre teste e si riproducano. E' la versione ipertestuale del virus: basta uno che lo prende e...
Per ora è tutto fanciulli (pure troppo)
[so che sperate nella censura]
 

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