Alberto Moravia 

     Una coscienza critica della Borghesia italiana

Borghesia italiana da lui considerata molto negativamente perchè non innovativa e poco laica .Solo l'intellettuale è il prodotto migliore che è venuto fuori dalla borghesia,(nel senso di critica-senso critico ) 

Nasce a Roma nell 1907.Da piccolo Moravia  viene educato dalle sorelle Adriana (nota pittrice)ed Elena; un ambiente  familiare borghese ma avverso al Fascismo  (A.Pincherle il suo vero nome-imparentato con i fratelli Rosselli)
A circa dieci anni, Moravia si ammalò di tubercolosi ossea  e per questa ragione dovette interrompere gli studi ginnasiali e, costretto a stare a letto, si diede alle letture degli autori preferiti: Dostoevskji, Goldoni, Shakespeare, Baudelaire, Leopardi, Manzoni, il teatro classico, Eliot, Apollinaire. 

In questo clima nasce la sua vocazione di scrittore precoce. Dal 1923 al 1924 la malattia raggiunse punte assai gravi, ma le cure indovinate e precise del sanatorio lo portarono alla guarigione e nel 1925 poté trascorrere a Bressanone un periodo di convalescenza.
Moravia in questo periodo intraprese a scrivere Gli indifferenti forse intorno al 1925, ma lo pubblicò nel 1929 a proprie spese. 

Il romanzo per il suo successo critico e per il suo spirito polemico-realistico-esistenziale mise ulteriormente in contrasto Moravia col regime fascista,(era sorvegliato dalla polizia) tanto che preferì evadere dal clima oppressivo che si respirava in Italia recandosi a Londra nel 1931 e poi a Parigi.Quindi a New York nel 1934, chiamato da Prezzolini(importante scrittore di quegli anni) alla Columbia University, dove tenne conferenze su Manzoni, Verga, Fogazzaro, D'Annunzio.

Gli Indifferenti per lo stile ,la descrizione, le atmosfere è molto vicino ad un realismo di tipo esistenziale, esso anticipa di qualche anno ''La Nausea'' di Sartre un romanzo che segna la letteratura e la filosofia esistenzialista europea.

Siamo certo nel solco del Decadentismo e nello stesso tempo oltre

il punto di partenza è rappresentato dalla crisi dei valori del secolo xix-il personaggio,i personaggi -operano e vivono privi di affetti e di slanci ideali,in una maschera di ipocrisia,ma l'impostazione di Moravia è ''esistenziale'' vale a dire descrive in modo crudo e realistico il deserto ove si muovono gli uomini criticando implicitamente tutto un ambiente borghese decadente ,nello stesso tempo,manca ogni rifugio o esaltazione o ancora fuga puramente esteriore da quella situazione

Decadentismo esistenziale-quindi o realismo estistenziale

Nel 1935 ritorna in Italia e intanto finita la guerra etiopica  Mussolini si avvicina alla Germania, dando luogo a una politica imperialistica culminante nell'Asse Roma-Berlino. Nel 1935 una cattiva accoglienza è riservata al suo secondo romanzo, Le ambizioni sbagliate (censurato dal regime).

Ricominciò di nuovo i viaggi, e gli anni tra il 1933 e il 1943 furono i peggiori della sua esistenza dal punto di vista della vita pubblica, per le persecuzioni fasciste contro gli ebrei. Egli stesso dichiarava:
Forse per questo facevo tanti viaggi, per sottrarmi ad un'atmosfera avvelenata dalla menzogna, dalla paura e dal conformismo.

Avvenimenti importanti in questo periodo furono il matrimonio con Elsa Morante (1940)(grande scrittrice italiana) e, subito dopo un periodo di fuga e latitanza, in seguito al quale riuscì ad arrivare con la moglie a Fondi,(settembre 43) dove trovò ospitalità presso la famiglia di un conoscente, il giudice Mosillo, che lo fece alloggiare in un cascinale; ne romanzo''La Ciociara''rivivranno molte delle esperienze di questo periodo.

Nel 1945 fu premiato per il romanzo Agostino, scritto nel 1943. -storia di una adolescente e della sua maturità sessuale

La fine della guerra dette la possibilità all’autore di riprendere la sua attività con la pubblicazione de La romana (1947),La disubbidienza (1948) e Il conformista (1951).
Nel 1952 gli viene assegnato il premio Strega e i suoi libri, mentre da un lato venivano criticati da una cultura bigotta, erano tradotti in quasi tutte le lingue e alcuni utilizzati come argomenti di grandi film di successo in chiave neorealistica ma anche da registi molto lontani da questo stile:ricordiamo- La romana con la regia di Zampa, i Racconti romani con la regia di Franciolini, La ciociara con la regia di De Sica, Gli indifferenti con la regia di Maselli,Il conformista di Bertolucci

negli anni cinquanta dirige una importante rivista ''Nuovi argomenti'' 


La produzione moraviana, dal '47 al '59, cioè da La romana ai Nuovi racconti romani (1959) è stata  giudicata da certa critica come quella più vicina al Neorealismo.A ben vedere Moravia, se si eccettua il linguaggio neorealistico dei bozzetti di tipo popolare, resta ancora fedele alla sua "indifferenza" di inizio, quale sostanza d'una pena esistenziale nei confronti della crisi sviluppatasi in seno all'umanesimo tradizionale ,una Indifferenza di tipo esistenzialistico molto lontana dal Neorelismo italiano,come il suo impegno controvoglia (sua la frase),una indovinata espressione ad indicare anche la lontananza da un impegno politico della letteratura spesso ingenuo e poco propenso a distinguere letteratura e politica.

In Moravia la crisi dei Valori Borghesi di inizio secolo pur trovando uno sviluppo in una maggiore coscienza anti-borghese e anche politica(Marx e Freud sono sempre stati dei riferimenti per lo scrittore romano),non troveranno mai uno sbocco positivo in un capovolgimento di valori o prospettive. L'indifferenza bisogna attraversarla tutta senza  illusioni -senza- decadentisticamente accettarla ma non cadendo nel''errore di riproporre valori ormai consunti e superati.

Moravia è molto più vicino a posizioni e ottiche Esistenzialistiche,che non escludono comunque una critica e un impegno ,sempre in confronto continuo con lo ''scacco'' che l'assurdo della vita ci riserba  


La classe dirigente italiana nell’immediato dopoguerra provocò una forte reazione al neorealismo,(censura) e Moravia, intravedendo nella polemica l’ipocrisia di una società rimasta conformista, riprese a lavorare nel teatro,(gli Indifferenti è considerato un romanzo teatrale) nella speranza di avere la possibilità di un colloquio più diretto e di una denunzia più efficiente e costruttiva per il pubblico. Così come a viaggiare

Testimonianza - il romanzo  La noia (1960) in cui Moravia recuperava il suo tema preferito, ricollegabile alle sorti di scacco e d'impotenza della indifferenza d'inizio, con abbondanza di tesi da dimostrare intorno al tema antico della crisi morale, che trova nel clima sociale e ideologico degli anni Sessanta una nuova vitalità concettuale (paragonabili agli anni venti)e una sempre maggiore evidenza nel senso di distacco-indifferenza come rifiuto- da una realtà inautentica.(tema della alienazione molto sentito in quegli anni di boom economico).

L'indifferenza è quindi un valore negativo tipico della borghesia fascista degli anni venti ma è anche una posizione-punto di osservazione per colui che non ne nasconde l'esistenza dietro falsi valori, un modo di osservazione che permette realmente di guardare e cercare qualcosa di autentico,di vedere nella sua realtà un  mondo falso, mediato da rapporti di potere

Michele il personaggio che goffamente cerca di uscire dall'ambiente degli indifferenti ,lo ritroviamo tanti anni dopo nella Ciociara ,militante antifascista quasi un itinerario obbligato non portatore di un mondo nuovo a tutto tondo ma di un sentimento di impegno comunque che in quel momento bisogna avere anche rischiando -perchè è giusto così- la verità negativa sia pur parziale del fascismo e della guerra e troppo evidente.

Con E.Siciliano e Dacia Maraini  fonda una compagnia teatrale detta del Porcospino. Ma l'opera teatrale di Moravia, pur testimoniando la vivacità e la vitalità di uno scrittore di forte vena, non aggiunge nulla alla sua validità di artista narrativo; testimonia soltanto la minore fiducia del nostro autore nel romanzo, mentre lo fa rivolgere sempre più al saggio-racconto.  

Moravia ci sembra quindi sulla linea del romanzo anti naturalistico del primo novecento, la mancanza di una ''storia'' nei suoi romanzi , lo stile disadorno e impoetico ne è non un limite ma un pregio,uno stile anti romantico e anti decadente- ciò ha evitato allo scrittore romano tanti equivoci su di un improbabile realismo impegnato e una maggiore chiarezza nel rapporto politica- letteratura.

Già dal suo primo romanzo Moravia adotta la tecnica che sarebbe stata poi detta "deduttiva" e che consiste nel fatto che egli parte sempre da un’idea astratta da cui sviluppa poi personaggi ed intreccio.(MANCA una Storia-romanzo primo novecento)
Per questo i personaggi non hanno svolgimento interiore e nel corso del romanzo non si hanno sorprese,azione- per cui si è detto che la vita dei protagonisti cresce per accumulazione e non per evoluzione; in sostanza essi ''non hanno storia'' come sembra non averne la vita contemporanea per l'uomo-

una storia  descrivibile con i canoni del vecchio romanzo ottocentesco.

L'impegno per Moravia non si confonde con la scrittura ma non gli è estraneo,i rapporti umani si svolgono comunque in un contesto sociale,in una società,  attraversata da una crisi epocale di valori che trovano origine nella Borghesia del sec.xix e nel cattolicesimo italiano.

L'essere stato a fianco dei neorealisti e spesso dei comunisti italiani era per Moravia un modo per superare almeno parzialmente i limiti del decadentismo.Negli anni sessanta insieme a Pasolini divenne il bersaglio più colpito dai conservatori e dalla cultura bigotta molto viva nel nostro Paese.

Spesso le opere di questi due autori erano censurate e bersagliate per i loro ''contenuti'' non conformi al ''comune senso del pudore''.Numerosi i suoi viaggi,gli scritti giornalistici,le recensioni cinematografiche,negli anni sessanta e settanta è uno degli intellettuali più attivi,attento ai cambiamenti sociali interviene sugli argomenti più scottanti,sempre comunque fedele ad un suo itinerario. 

                 

Tra i suoi personaggi-

La prostituta -un personaggio-tipo, un esempio di umanità alienata, incapace di stabilire rapporti sociali, al di là di quelli sessuali; un esempio di persona sopraffatta dai valori mistificanti della società borghese; la scoperta e la rivelazione di una moderna solitudine che è espressione di una impossibilità a comunicare con gli altri. Tutti gli uomini, in fondo, hanno il destino della prostituta; rimangono schiavi dei falsi valori proposti dalla vita.Sesso e danaro sono i simboli del potere Borghese-neocapitalistico)


Smarrita ogni traccia di valori , ridotti quelli materiali al sesso e al denaro, è impossibile ogni rapporto autentico tra gli uomini.


Negli infiniti intrighi sessuali dei personaggi di Moravia il possesso  viene elevato a nume tutelare e univoco di una società borghese ormai in piena crisi di valori. E Moravia si fa interprete della crisi della borghesia moderna, alienata dalla ricchezza, dal denaro, dalla produzione, dalla tecnologia, dal lusso, il cui unico mezzo di comunicazione sembra essere il rapporto sessuale. Ma anche tale rapporto non è autentico, se è vero che difficilmente chi veramente ama riesce a possedere la persona amata - come accade per la Romana - in quanto gli uomini moderni hanno inquinato anche i rapporti stessi dell'amore, mistificandoli con quelli della loro ricchezza oppure delle loro manie ossessive
Siamo entrati nel vivo di una crisi di cui Moravia non ha saputo indicarci la soluzione in alcun modo -crisi che bisogna sempre comunque denunciare  oltre ogni ipocrisia e attraversare.

Tra le altre opere si ricordano i romanzi: La vita ínteriore (1978); 1934 (1982); L'uomo che guarda 1985); Ritorno a Roma (1989) e, postumo, La donna leopardo; i volumi di racconti: La cosa (1983), La villa del Venerdì e altri racconti (1990).
Muore  a Roma il 26 settembre 1990. Negli ultimi anni si era ''impegnato-controvoglia''  per il disarmo e contro le guerre come parlamentare europeo-indipendente eletto nel Partito comunista