Francoise Trauffaut (1932-1984)
J.P.Leaud
locandina dei 'Quattrocento colpi'- il giovanissimo J.P. Leaud - seguirà poi Trauffaut sino agli anni 70 in diversi film, legati tra loro -quasi una biografia della sua educazione sentimentale-
Trauffaut
Dopo un'infanzia decisamente tormentata, nel corso della quale finisce anche in riformatorio, incontra André Bazin, (teorico della Nouvelle vague)che lo fa entrare nella prestigiosa rivista cinematografica Cahiers du Cinéma e sulla quale dal 1955 al 1959 Truffaut pubblica recensioni che preannunciano un bisogno di rinnovamento che confluirà poi nel movimento della 'Nouvelle vague", di cui il regista è uno degli artefici principali,a 16 anni la passione per il cinema lo spinge ad aprire un cineclub che, gestito in maniera imprudente, gli procura la prima condanna di fronte ad un giudice, Bazin riesce a farlo liberare ma anche questo periodo non dura molto a causa dei suoi obblighi di leva: si arruola volontario per l’Indocina e poi, proprio alla vigilia della partenza, sparisce. Altri guai con la giustizia, altro intervento risolutivo di Bazin. Di nuovo in libertà, Truffaut inizia a collaborare come critico “stroncatore” su diverse riviste. Il suo stile, critico e pungente, suscita non poche polemiche.
Il salto sul set avviene presto: nel 1955 gira La visita e nel ‘57 I monellacci. Il cinema di Truffaut sembra già..... chiarito. L’ambiente che sceglie per la lavorazione è uno scenario naturale, gli interpreti sono giovani esordienti, il tema affrontato è l’adolescenza, colta in quell’insieme di solitudine e infelicità che convive con la scoperta dei sentimenti, della donna, dell’amore.
Il Successo nel....
Nel 1959 dirige il suo primo film I quattrocento colpi, nel quale rievoca la propria infanzia infelice, trovando nell'attore Jean-Pierre Léaud una specie di suo alter ego, che chiama Antoine Doinel e che sarà il protagonista di un vero e proprio ciclo costituito da più film: Baci rubati (1968), Domicile conjugal (1970) e L'amore fugge (1979).Un intero ciclo che descrive prima un corteggiamento timido, poi la fase di maturazione e l’incontro con la donna della vita, di seguito la noia del matrimonio e i sottili piaceri dell’adulterio, infine il divorzio, la professione di scrittore e il racconto, tratto dai film precedenti, della vita passata. Ogni film vede la partecipazione degli stessi personaggi, si svolge sempre negli stessi contesti, prolunga il disagio adolescenziale fino alle sue conseguenze in età più adulta. Tutti insieme sono uniti da una linea di coerenza costituita sia dai richiami che il film successivo fa al precedente, sia da quell’andamento monotematico che miscela stilisticamente i toni della facile commedia con quelli, più latenti del dramma. Poi ci sono le inquadrature sottili precise significanti
Già con Jules e Jim del 1961, sua opera seconda, si vanno precisando i temi e gli stilemi del Cinema di Truffaut, cui il regista resterà sempre legato: l'amore e la difficoltà della vita di coppia, l'infedeltà, il logorarsi dei rapporti sentimentali, il tempo che passa e l'angoscia delle morte, le suggestioni letterarie,il fascino dello spettacolo e della messinscena, il gusto della citazione dal Cinema classico americano, il senso dell'ironia,la voce di commento, il piano-sequenza,i rapidi e complessi movimenti di macchina. Notevole la descrizione e rappresentazione dei sentimenti nei suoi film:
Comportamenti,dialoghi,ambienti,leggerezza,ironia,attraverso inquadrature apparentemente semplici,descrittive,alcuni elementi che ci danno il senso della storia
''Vietata'' era secondo Bazin la ''rappresentazione'' di una situazione talmente esclusiva ed intima come quella sentimentale da non poter essere registrata.
E’ il caso dell’amore che “si vive e non si rappresenta”
In Trauffaut le storie d'amore, di tradimenti, delusioni,speranze sembrano deboli senza una tesi di fondo, una conclusione forte,ma nel fluire delle immagini ci vengono dette cose memorabili (stile documentaristico).
Meno coinvolto di Godard negli avvenimenti politici ma non per questo fuori dalla realtà sociale ove i rapporti umani si formano o insensibile al mondo che lo circonda :
Un Grande regista una grande Sensibilità che ha dato un contributo eccezionale al linguaggio cinematografico.
Trauffaut amava molto Rossellini e un certo cinema americano (H.Hawks, N.Ray, O.Welles.....) che insieme agli altri registi francesi ha fatto conoscere in europa, ricordiamo la sua famosa intervista ad A.Hitchcok ,vero manuale di cinematografia (in italiano tradotto :Il Cinema secondo A.Hitchcok
Già nel suo primo lungometraggio, Les Mistons (1958), François Truffaut mostra un'attenzione spiccata per l'osservazione della vita quotidiana e lo studio dei personaggi.
Les quatre cents coups (1959), apre a Cannes il ciclo della consacrazione cinematografica dell'autore consolidata dai seguenti L'amour à vingt ans (1962), Baisers volés (1968), Domicile conjugal (1970) e L'amour en fuite (1978).
Cineasta sensibile, le sue doti migliori come regista vengono esaltate nei temi
autobiografici e negli psicodrammi, nei quali riesce a mescolare con equilibrio
humour e tenerezza, astenendosi da banali giudizi morali. Il suo film Tirez sur
le pianiste (1960), ispirato da un libro di David Goodis, rappresenta invece il
suo primo tentativo di audacia stilistica e la sua prima incursione al di fuori
dell'universo strettamente personale. Nel corso della carriera alterna la
rappresentazione di soggetti originali a quella di adattamenti letterari. Jules
et Jim (1961) colpisce per la freschezza e la leggerezza,malgrado l'argomento
trattato -due uomini innamorati della stessa donna un film culto della Nouvelle vague interpretato da una stupenda
Jeanne Moreau grande attrice
francese-
in altri film (Les deux Anglaises et le continent, 1971; L'histoire d'Adèle H., 1975), Truffaut sorprende per il distacco tenuto nella descrizione dei meccanismi della passione.
Negli anni successivi egli accosta anche altri generi, quali il noir e la fantascienza (Farenheit
451, 1966)-film quest'ultimo diversamente valutato ma che ha sempre avuto un
grande valore didattico-descrittivo-
Ma i film della maturità in cui sembra meglio esprimersi e convincere sono quelli in cui Truffaut riesce a distillare un tocco dolce-amaro rivelatore delle sue inquietudini personali: L'enfant sauvage (1970)(il ragazzo selvaggio) e L'argent de poche (Gli anni in tasca 1976) in cui ritorna a descrivere la situazione dell'infanzia, L'uomo che amava le donne (1977), graffiante e profondamente "francese" satira di un improbabile e ''comune''Don Giovanni -
Con La camera verde (1978), che tratta di un culto maniacale dei morti-sempre con una direzione leggera e godibile, conosce il suo primo flop commerciale, mentre i suoi ultimi tre lungometraggi, L'ultimo metro (1980), La signora della porta accanto (1981) e Vivement dimanche (1982-,Finalmente Domenica)si presentano di nuovo come opere intriganti e affascinanti, concepite dall'autore stesso come "atti d'amore" nei riguardi dei suoi attori. Tra le altre attività va segnalata sicuramente la considerevole produzione di scritti sul cinema, articoli, saggi, prefazioni, In veste di attore François Truffaut ricopre delle volte il ruolo di attore principale nelle sue opere e partecipa anche a film altrui, tra i quali Incontri ravvicinati del terzo tipo di Spielberg (1977), nei panni di uno dei protagonisti. Mondialmente celebrato per la sua opera, specialmente negli Stati Uniti e per il suo costante apporto teorico e pratico nel sostegno della libertà di creazione dell'autore, si spegne prematuramente il 21 ottobre 1984 a Neully-sur-Seine, nei pressi di Parigi.
I film di Truffaut riscuotono un buon successo di pubblico, anche grazie ad una
maniera di far cinema, ad una poetica che, all’interno di tutta la generazione
della Nouvelle Vague, sembra la più tradizionale.
Inoltre, i temi che ispirano questa poetica sono le cose che, se stanno a cuore
al regista francese, sono anche quelle più sentite da tutti: i bambini, anche se
descritti nei loro disagi, le donne - Jeanne Moreau, Catherine Deneuve,
Jacqueline Bisset, Isabelle Adjani, solo per citarne alcune - tutte bellissime e
alle quali Truffaut dedica spesso intere sequenze che sono veri e propri atti
d’amore.
Grazie a questo favore del pubblico, Truffaut è uno dei pochi registi che la
storia del cinema ricordi indipendente economicamente: dopo i primi successi
fonda la casa di produzione «Les Films du carosse» che gli permette di girare
tranquillamente i suoi film.
Altra grande passione di questo critico-regista-produttore sono i libri che
forniscono l'ispirazione per le sue opere, quasi mai appartenenti ad una
letteratura colta: i giallisti Cornell Woolrich, David Goodis, Charles Williams,
o ancora i quasi sconosciuti Jean Itard, Francis Vernon Guille, Henri-Pierre
Rochè, che cita direttamente nei film, o che occupano un posto importante
all’interno della narrazione. Ne Le due inglesi (1971) il protagonista
preferisce la scrittura all’amore, L’uomo che amava le donne (1977) scrive un
libro di memorie, così come Isabelle Adjani racconta in un diario la sua
progressiva pazzia in Adele H., una storia d’amore (1975). In Fahrenheit 451
(1966), poi, i libri e le contrapposte volontà di distruggerli o di salvarli
diventano oggetto esclusivo della narrazione ricordiamo la citazione finale di
Dickens scrittore legato al problema dell'infanzia sofferente
Pellicola atipica, grande direzione sperimentale e colta che valse a Truffaut un
Oscar, è il film Effetto Notte (1973) dove è il cinema stesso che
viene raccontato: la lavorazione di un film, le difficoltà che incontra, gli
amori che fa nascere, le diverse esigenze e generazioni che mette insieme,
l'opportunità che offre di sopravvivere oltre la morte. Si tratta in fondo della
sintesi migliore della concezione che Truffaut si era fatta del mezzo
cinematografico, e che più o meno velata si nasconde dietro ogni sua opera: la
convinzione che un film «per essere riuscito, dovesse esprimere simultaneamente
un’idea del mondo e un’idea del cinema».
FILMOGRAFIA:
1959 I quattrocento colpi
1961 Jules e Jim
1962 Tirate sul pianista
1962 L'amore a vent'anni (ep.: Antoine e Colette)
1964 La calda amante
1966 Fahrenheit 451
1968 Baci rubati
1968 La sposa in nero
1969 Il ragazzo selvaggio
1969 La mia droga si chiama Julie
1970 Domicil conjugal
1972 Le due inglesi
1973 Mica scema la ragazza
1973 Effetto notte
1975 Adele H., una storia d'amore
1976 Gli anni in tasca
1977 L'uomo che amava le donne 1978- La camera verde
1978 L'amore fugge
1980 L'ultimo metrò
1981 La signora della porta accanto
1983 Finalmente domenica
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