Antonio Arcidiacono ('Ntoni)-Giuseppe Arcidiacono (Cola)Rosario Calvagno (Don Salvatore)-Nicola Castorina (Nicola)Rosa Costanzo (Nedda)-Agnese Giammona (Lucia)Nelluccia Giammona (Mara)-Giovanni Greco (il nonno)Lorenzo Valastro (Lorenzo)
Soggetto Luchino Visconti
dal romanzo "I Malavoglia" di Giovanni Verga
Stanco dei soprusi dei grossisti, il giovane 'Ntoni
Valastro invita i pescatori di Aci Trezza a ribellarsi. Nascono tumulti, alcuni
pescatori sono arrestati; ma poi gli stessi grossisti li fanno rilasciare, non
potendo fare a meno del loro lavoro. 'Ntoni convince allora la famiglia a
mettersi in proprio, ipotecando la casa. Un'eccezionale pesca di acciughe sembra
aiutare i Valastro. Ma, più tardi, in una tempesta, perdono la barca. Stretti
dal bisogno, devono vendere le acciughe ai grossisti ad un prezzo irrisorio e,
non potendo riscattare l'ipoteca, perdono anche la casa. Il dissesto economico
porta la famiglia allo sfascio: 'Ntoni non trovando lavoro, si consola in
osteria; la sua ragazza, Nedda, lo lascia; suo fratello, Cola, abbandona il
paese e diventa contrabbandiere; il nonno muore; la sorella maggiore, Mara, vede
sfumare il suo matrimonio, quella minore, Lucia, viene "disonorata" dal
maresciallo della finanza Don Salvatore. In più 'Ntoni è odiato da tutti: dai
grossisti che assaporano la vendetta, dagli invidiosi, che gioiscono del suo
sogno sfumato. Alla fine si rassegna a riprendere il mare, coi fratelli più
piccoli, sulle barche dei grossisti. Ma, sebbene sconfitto, appare consapevole
della necessità che il suo tentativo individuale divenga patrimonio di lotta
comune. La critica... Fin dal '40 - '41 Visconti aveva in animo un
adattamento dei "Malavoglia". Innamoratosi del romanzo, Visconti ne aveva
acquistato i diritti e si era procurato un'opzione anche sulle novelle "Jeli
il pastore" e "L'amante di Gramigna". La sua passione era
condivisa dagli amici del gruppo "Cinema".L'esperienza della guerra e
della Resistenza ha inciso profondamente sull'atteggiamento ideologico di
Visconti. Al fascino per le passioni primitive e "titaniche", che aveva
caratterizzato il suo primo accostamento alla Sicilia di Verga, si unisce ora la
ricerca delle ragioni storiche, economiche e sociali della questione
meridionale. Il regista intende mostrare la sconfitta di 'Ntoni come una tappa
verso una nuova coscienza sociale. Rivede il distacco analitico ed il pessimismo
del Verga alla luce di una diversa consapevolezza storica. Cerca, a posteriori,
d'inserire "La terra trema" nella stessa atmosfera culturale del meridionalismo
di Vittorini e di Gramsci. Tesi legittimata dall'aver trasformato
nel film la lotta dei Malavoglia contro il destino, in lotta degli sfruttati
contro gli sfruttatori. Si afferma i diritto a combattere e progredire
all'interno del proprio ambiente, tema che tornerà anche in "Rocco e i suoi
fratelli". Anche il problema della lingua è affrontato secondo una nuova
prospettiva ideologica. I dialoghi, benché impostati sulla falsariga di quelli
verghiani, sono stati ottenuti esponendone il contenuto ai pescatori e lasciando
che essi ne restituissero liberamente il senso in dialetto catanese. La ragione
prima è stata sicuramente estetica: il fascino e la musicalità di una lingua
misteriosa e arcaica. Ma ha subito assunto un significato polemico: "la lingua
italiana non è in Sicilia la lingua dei poveri" commenta la didascalia iniziale
del film. Anche il contrasto fra ottimismo e pessimismo, fra volontà e
rassegnazione si rivela una conquista espressiva. Rispecchia infatti il
contrasto fra l'immobilismo atavico del Meridione e il bisogno di rinnovamento.
Il regista ha illuminato quei contrasti che fin dall'inizio lo avevano colpito
nella realtà siciliana e che gli sembravano estendersi dalle passioni
individuali alle forze stesse della natura. Visconti ha sottolineato il
contrasto tra l'immobilità ieratica delle composizioni plastiche e la
drammaticità delle passioni interiori, tra i momenti privati della vita
domestica e quelli sociali della lotta e del lavoro. La stessa indefinibile
essenza di "La terra trema", che non è né un film né un documentario, testimonia
l'influsso di una realtà contraddittoria. Le suggestioni musicali sorreggono la
struttura del film e, per Visconti, musicalità significa soprattutto melodramma.
Un'esplicita situazione in questo senso è l'aria "Ah, non credea mirarti" de "La
sonnambula" eseguita al flauto da zio Nunzio durante la salatura delle
acciughe.
[Scheda tratta da "Luchino Visconti" di Alessandro Bencivenni, ed.
Il Castoro].