Roberto Rossellini                                              Neorealismo

Nato a Roma l'8 maggio 1906, scomparso sempre a Roma il 3 giugno 1977.

Il suo nome rimane inevitabilmente legato al Neorealismo Italiano in particolare ai film: Roma città aperta-Paisà- Germania anno zero  ha avuto una influenza notevole sul cinema internazionale in particolare in quello francese  degli anni sessanta e non solo.

E' considerato un maestro del linguaggio cinematografico anche se in Italia solo molto tardi si è arrivati a considerare il Cinema un' arte con un linguaggio autonomo, dando al Neorealismo delle connotazioni Ideologiche e politiche spesso valutate con strumenti presi dalla letteratura o dalla battaglia politica ordinaria ,si è così alternativamente criticato il Maestro per assenza di ottica politica o per eccesso, sorte non dissimile ai suoi compagni di avventura di quegli anni.

Rossellini è essenzialmente ''un occhio''  al posto di un Macchina da presa o viceversa, un modo di guardare la realtà utilizzando il cinema non le idee, la politica o altro, un maestro per Trauffaut e non solo. Proveniente dal cinema documentaristico ,ove approdò negli anni trenta anni in cui s'introdusse nell'industria cinematografica fascista. 

Dopo aver realizzato alcuni cortometraggi documentari per l'istituto LUCE, assistette un ufficiale di marina dedito a film narrativi girati in stile semi-documentario( La Nave bianca) (cioè con scenari naturali e attori non protagonisti), in contemporanea scriveva le sceneggiature del film  Luciano Serra pilota di Alessandrini. Un certo successo nella professione e le persecuzioni del periodo dell'occupazione nazista portano il regista a una maturazione decisiva, soprattutto sul piano umano,come molti altri intellettuali in quegli.

Rossellini quindi proveniva come molti intellettuali del Neorealismo dagli ambienti culturali del Regime Fascista e non poteva essere altrimenti ,su questo punto spesso si sono fatte polemiche grossolane e campate in aria per screditare gran parte della produzione Neorealista in generale considerata stupidamente in modo politico. Rossellini ebbe rapporti con Vittorio Mussolini che si interessava di cinema non solo a livello dilettantistico e quindi con la più volte citata rivista ''Cinema'' dove scrivevano i futuri giovani del cinema italiano del dopoguerra come G.De Santis.

Priva di una opposizione la società italiana non poteva che veder nascere all'interno di ambienti culturali del Regime una nuova sensibilità culturale e politica. L'opposizione le voci diverse nell'Italia Fascista non esistevano per il semplice fatto che erano state fatte fuori ,spesso anche fisicamente. Rossellini comunque non ebbe mai la tessera o quanto meno non manifestò mai un'adesione fanatica al regime ebbe una lenta ma costante evoluzione ,il punto focale fu senza dubbio la guerra prima e la disfatta del Paese poi che portò a nuovi e più critici e drammatici ragionamenti ,sentimenti e scelte.

Di famiglia Borghese benestante Rossellini era nato a Roma nel 1906, il padre era un costruttore edile con aperture culturali ,il cinema entra tra i suoi interessi atraverso i film di K.Vidor che influenzò non pochi autori in quegli anni ,fra il 36 e il 38 appaiono i primi cortometraggi ,del 1938 è il film più noto "Luciano Serra Pilota" diretto da G.Alessandrini e supervisionato dal figlio di Mussolini Vittorio. in seguito dirige cortometraggi di tipo naturalistico ;Il Tacchino Prepotente, 1939-La Vispa Teresa 1939-che ricordiamo anche perchè alla Fotografia troviamo il grande Fotografo poi regista M.Bava , non è da escludere che questi lavori accentuano l'indagine , il documento come stile narrativo.

Nel 1941 Dirige il citato La nave bianca,Un Pilota Ritorna nel 42, e L'Uomo dalla croce nel 43.Sono film in parte di propaganda che il taglio documentaristico non attenua del tutto .Rossellini è un impolitico , l'unica alternativa per questi giovani sarebbe stato non fare nulla, ma soprattutto non esisteva una cultura altra sul regime, diversa ,altre voci ,per non parlare di un cinema dell'emigrazione storicamente risibile, i conti con le opposizioni erano stati fatti negli anni 20.La formazione culturale degli intellettuali(non tutti) avveniva in un contesto tutto interno al Regime.

Del 43 il film Desiderio tra gli sceneggiatori G.De Santis.

Sono film nei quali troviamo elementi senza dubbio tipici dell'universo di Rossellini successivo. Gli avvenimenti tra il 43 e il 45 si trasformeranno in un terremoto per tutti .compresi gli Intellettuali .

Nasce cosi,  tra mille difficoltà, Roma Citta` Aperta (1945), il film che segna la rinascita e il rinnovamento del cinema italiano. I protagonisti sono le due stelle del varietà, Aldo Fabrizi e Anna Magnani, due autentici romani che hanno vissuto nel terrore quei cupi mesi da incubo. Vera protagonista del film e la città, o meglio un suo quartiere popolare. Il film narra un insieme di episodi autonomi racchiusi all'interno di una cornice romanzesca; ogni episodio è ispirato da un fatto realmente avvenuto durante l'occupazione ed è girato per le strade di Roma. L'appassionata recitazione degli attori, ancora sotto shock per quegli eventi, e la regia rigorosa del materiale improvvisato giorno dopo giorno, conferiranno un eccezionale pathos alla vicenda. Roma, schiacciata dalle armate dei tedeschi, risaltava in tutta la sua umana tragedia; e infatti il film commosse il mondo intero. Rossellini era riuscito a volgere a suo favore le pesanti limitazioni tecniche imposte dallo sfascio generale; la ''ricchezza'' narrativa che sostiene ogni prodotto Hollywoodiano viene sacrificata all'immediatezza e alla semplicità, anche a costo di offrire una certa ''approsimazione stilistica''(che piaceva tanto a Godard). Rossellini poi riusci` inoltre a drammatizzare lo stato mentale dei romani, a restituire cioè in termini psicologici, il clima di paura della città occupata. Intenso e struggente, il film fu il primo ''prodotto artigianale neorealista'' ad emergere a capolavoro di livello internazionale. Leggendaria la sua lavorazione ,ricostruita alla fine degli anni novanta dal film Celluloide di C.Lizzani altro regista formatosi proprio in quegli anni,mancava di tutto, compresa la pellicola,  nessuno ci credeva, il film in modo miracoloso approda negli Stati uniti , grazie ad alcuni  Ufficiali Americani ai quali Rossellini fregava la corrente per dirigere il film , e fu un successo internazionale,al film collabora il giovane Fellini. 

Nell'insieme il film è un documento umano prima ancora che storico, una parabola più che una cronaca; un senso universale del dolore innalza Roma occupata a simbolo della sofferenza, sofferenza che appare come il calvario, Il personaggio di Anna Magnani è fondamentale nella narrazione e colpisce ancora oggi il giovane abituato a ben altri attori e ambienti ''una donna del popolo'' nè come macchietta, contorno comico, ma soggetto centrale di una storia tragica,ricordiamo che il fascismo aveva abituato le masse italiane di spettatori ad essere essenzialmente folle applaudenti e poco pensanti ,da quelle folle qualcuno era venuto fuori in modo autonomo e critico. Un personaggio nuovo di rottura proprio come il film ,certo che il fascismo ebbe consenso proprio tra quelle donne come la Magnani (sora Pina) ma fino a quando?, il film è anche la storia di una coscienza nuova, di una rottura che si formava nelle coscienze.

PAISA'(1946) è composta da sei episodi sulla resistenza: una contadina siciliana che ha aiutato una pattuglia americana, viene uccisa dai tedeschi ; uno ''sciuscia`'' ruba le scarpe a un nero ubriaco che lo ritrova fra gli sfollati ma non ha il coraggio di punirlo;il nero anzi sembra ritornare alle origini quando scopre la miseria che circonda il ragazzo, un soldato americano incontra due volte una ragazza, prima fresca e entusiasta il giorno della liberazione, poi prostituita sei mesi dopo; una crocerossina inglese cerca il suo amico partigiano, che è stato ucciso dai tedeschi;uno spaccato della resistenza Toscana senza nessun compiacimento o eroismo improprio, candidi frati inorridiscono alla vista di  sacerdoti protestanti; i tedeschi catturano un gruppo di paracadutisti alleati e di partigiani italiani, imprigionano i primi e gettano nel Po con una pietra al collo gli altri. 

Gli attori erano stati scelti fra la gente del luogo; la sceneggiatura era stata forgiata innestando aneddoti di paese sul canovaccio primitivo. Rossellini denuncia l'orrore della guerra, suscita ira e commozione; ancora una volta si serve dei bambini per comunicare il senso religioso della pietà per i derelitti. Rossellini in prima persona è spaventato Il popolo italiano è protagonista di un'epopea tragica; uomini miserabili ed eroici lottano per difendere propria terra e affermare la libertà, Rossellini in prima persona è spaventato dall'anarchia violenta, è terrorizzato dall'idea della morte e dall'incertezza del domani. La trilogia della guerra è completata da Germania anno zero(1948), film nel quale applica il metodo neorealista del reportage lirico al dopo guerra tedesco ma nel quale germoglia un'indagine psicologica più attenta nel cogliere le crisi individuali dei protagonisti; Rossellini riesce a dare il quadro di un fallimento collettivo e di una crisi di coscienza individuale. Fra le macerie di Berlino il regista segue un bambino, figlio di un uomo malato e fratello di un ex-nazista, che incontra il suo ex-maestro, ancora imbottito di propaganda hitleriana, e una banda di ladruncoli: il primo, prima lo istiga a sopprimere il padre ormai diventato una bocca inutile, e poi, terrorizzato, lo scaccia; i secondi lo respingono. Il ragazzo si aggira senza meta finchè sale in cima a una casa diroccata e si getta nel vuoto. Una visione apocalittica che segna l'apice del suo stile anti-romantico. Il film forse influenzò Trauffaut per il suo i ''Quattrocento colpi''.

Come doveva rilevare più tardi Paul Eluard quando, presentando Paisà a Parigi, affermò: Un film al cui interno vagabondiamo quasi con passione, con lo sguardo avido, ma in cui, da buoni curiosi, siamo anche attori e spettatori. Vediamo e siamo visti, e quello che vi accade ci disorienta e ci stupisce. La vita ci trascina, ci sommerge, ci domina, perché è sempre la vita del primo venuto, colto in strada, uomo, donna, bambino, civile, soldato, con i gesti di tutti e come una fiamma improvvisa di gesti di nessuno in un paese preso in trappola. Un popolo che si dibatte, come spesso tanti altri popoli, contro la potenza dei padroni, e contro la propria debolezza, contro l'ingiustizia e la miseria; un film in cui si confessano non solo le proprie colpe, ma la propria innocenza, il proprio valore e le proprie buone azioni, non solo le proprie disgrazie, ma i propri desideri e la propria gioia, per amore della verità; una verità di volta in volta o miserabile o gloriosa

- La trilogia della solitudine

Il tentativo di rinnovamento intrapreso con il favolistico ''La macchina ammazza-cattivi'' (un fotografo riceve in dono da un santo un apparecchio che uccide i soggetti delle fotografie e ne approfitta per eliminare un po' di malvagi) e il film su tema religioso ''San Francesco giullare di Dio'' , culmina nella trilogia della solitudine, indagini sui problemi della coppia  , dalla quale emerge la visione pessimistica del regista: il rapporto a due significa noia, incomprensione e una definitiva solitudine; l'individuo vive all'interno della società in una condizione di alienazione che lo allontana da se stesso da una propria identità.(anticipando in questo caso tendenze e problematiche che si svilupperanno negli anni successivi) Questo periodo coincide anche con l'unione all'attrice Ingrid Bergman,(precedentemente era stato legato alla Magnani) episodio che arroventò le cronache mondane dell'epoca.

In Stromboli terra di Dio (1949) la Bergman è un esile lituana che sposa un marinaio italiano, ma non riesce ad ambientarsi nell'isola; incinta, approfitta di un'eruzione del vulcano per fuggire; passa la notte all'addiaccio, implorando da Dio il coraggio di vivere.

In Europa 51 (1951) è una madre che, sconvolta dal suicidio del figlio bambino, si dedica a far del bene a prostitute, poveri, ammalati e pregiudicati, finchè viene rinchiusa in manicomio dal marito . Viaggio in Italia (1953) sancisce la nascita del cinema "dell'incomunicabilita" con la storia di due coniugi inglesi che, durante un breve periodo trascorso in Italia, scoprono, a contatto di un ambiente pieno di vita (Napoli) e imbevuto di antichita` (Pompei), di non avere più nulla da dirsi e di essere infastiditi dalla reciproca presenza.

Questi film a tesi inaugurano uno stile narrativo non tradizionale, anticipatore delle nouvelle vague.

Dopo il film  Dov'e` la libertà (un uxoricida Totò esce dal carcere dopo vent'anni, ma la societa` riesce a fargli rimpiangere la prigione), Rossellini gira , Giovanna D'Arco al rogo (1954). 

La storia

Dopo il documentario sull'India (1958), Rossellini ritorna alla resistenza con Il generale della Rovere (1959) e Era notte a Roma. Il primo (impersonato da De Sica) è un imbroglione napoletano che in combutta con un funzionario corrotto delle SS, vende la scarcerazione dei presunti partigiani alle loro famiglie; le SS decidono di servirsi di lui per scoprire l'identità di un capo della Resistenza, lo camuffano da generale badogliano e lo rinchiudono nel reparto dei detenuti politici; ma l'imbroglione s'immedesima talmente nel ruolo di eroe che deve sostenere di fronte ai partigiani (torturati o condannati a morte riconoscono in lui un simbolo) che ascoltano con devozione i suoi discorsi patriottici, da farsi fucilare con loro .

Con Viva l'Italia (1960) Rossellini inizia la serie delle biografie dedicate a personaggi storici: Garibaldi è l'archetipo dell'eroe capace di imprese sovrumane pur conservando la propria umanità. Così Vanina Vanini, nobildonna del primo ottocento che per amore si unisce ai carbonari, e per lo stesso amore li consegna alla giustizia. 

Dopo  Anima nera (1962), Rossellini abbandona il cinema per dedicarsi alla vocazione didattica che soltanto la televisione gli consente di realizzare. Lo storicismo cristiano alla Manzoni, lo psicologismo della crisi e il rapporto fra individuo e storia confluiscono nelle biografie di Luigi XV, degli apostoli, di Agostino, di Socrate, di Pascal, di Cartesio, dei Medici, di Gesu`, oscillando fra scienza, politica e religione umanità. (allora, sembra Strano, Rossellini guardava alla TV come ad un mezzo per poter realizzare prodotti culturali rispetto al cinema che invece creava enormi difficoltà,Strano ma è proprio così!)

Borghese colto e illuminato, animato da una lucida fede religiosa, capace di leggere tanto nell'animo umano, quanto nella società e quanto nella storia, Rossellini  diede un contributo enorme alla fondazione del Neorealismo , precorse la Nouvelle Vague e il cinema dell'incomunicabilità, oltre ad educare personalmente la nuova generazione di registi italiani e ad aprire la strada che porta al mezzo televisivo. Rossellini ha dato lezioni di cinema e lezioni di storia,lezioni di metodo.

Qualche nota:

-Teorizzandolo a molti anni di distanza, precisamente nel 1976, Rossellini definì polemicamente Roma città aperta "un film sull'ovvio. L'ovvio di quel momento là, naturalmente. Cosa c'era infatti in Roma città aperta? - si era chiesto - Il coraggio, la paura, la rivolta, il partigiano, il borsaro nero, persino un bambino sul pitale. Me l'hanno rimproverato tante volte, ma quel bambino su quel pitale non stava mica lì per il gusto della sensazione, ma proprio per trasmettere il senso dell'ovvio, per portare l'essere umano il più possibile vicino alla realtà. Solo così, dopo, vedi l'eroismo, l'eroe. Se lo cogli, l'eroe, anche nei momenti più dimessi, lontano dal piedistallo, dopo, quando risale sui piedistallo, ci credi di più ".(Da Il Cinema Grande storia Illustrata Volume terzo di De Agostini1981)

-Così ricorda Rossellini la lavorazione di Roma città aperta: Abbiamo cominciato a girare appena due mesi dopo la liberazione di Roma, nonostante la mancanza quasi totale di pellicola. Ho dovuto prendere i soldi a prestito. Inizialmente infatti il film era stato concepito muto, non per scelta ma per necessità. La pellicola costava 60 lire al metro e per ogni scena avremo dovuto spendere centinaia di lire in più se avessimo voluto registrare il sonoro. Lo spirito da cui è originata la trama é storico, la vicenda di Don Morosini che collaborava con gli antifascisti......

vedi il testo di Rossellini  sui suoi primi film