-Fino all'ultimo Respiro - di J.L.Godad

 

   Belmondò- J.Seberg

                 

 

Fino all'ultimo Respiro di J.L.Godard (Collabora alla sceneggiatura anche Trauffaut)

Belmondo è un gangster che lascia la Côte d'Azùr per andare a prendere dei soldi a Parigi, lungo il percorso deve uccidere un poliziotto che voleva multarlo; a Parigi ritrova l'amante americana (in chiara crisi) e si dà da fare per rintracciare l'emissario, sempre braccato dalla polizia; ottenuti i soldi decide di fuggire con la ragazza, ma questa lo deuncia perchè ha capito di non amarlo, e la polizia lo uccide. Nel film sono stipati modelli classici del cinema francese: il film noir (il criminale condannato dal fato), l'esistenzialismo (la crisi dei sentimenti), il poliziesco. Il protagonista è cinico e nevrotico e Godard adotta uno stile che ricalca queste caratteristiche, e in generale tende a rappresentare visivamente il suo flusso di coscienza. La carica eversiva del film viene dalla struttura della trama: i personaggi non agiscono secondo la logica della motivazione e il protagonista in particolare è un nichilista che sembra rifiutare tutti i valori. Lunghi piani sequenza che pedinano in diretta in piena città il personaggio,documentaristico e sperimentale il film pieno di citazioni è il film ''Manifesto'' della ''nouvelle  vague''ci sembra evidente l'influenza del Neorealismo e in particolare di Ladri di biciclette,lo stile spoglio da racconto dimesso che fa rivivere sentimenti di storie minute sarà tipico dei questa scuola , il realismo veniva liberato dalle ascendenze letterarie (il nostro Verga) e si riscopriva attraverso il mezzo tecnico della macchina da presa, inteso come linguaggio autonomo specifico con una sua grammatica