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![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() thanx to Martino & Titti per alcune foto |
Dopo una divertente domenica passata allo street beat festival di Reggio Emilia (che vi livereporterò prossimamente) lunedì 26 aprile è finalmente il giorno degli Yeah Yeah Yeahs, ok non c'entrano molto con il punk ma sono senz'ombra di dubbio un gran gruppo e se punk è sinonimo di apertura mentale (o almeno così dovrebbe essere) dovrebbero piacervi lo stesso. La mattina non era iniziata nei migliori dei modi, la mia amica che mi ha ospitato a Bologna mi ha obbligato ad aiutarla ad attaccare un centinaio di volantini per la città (sta cercando una coinquilina,se qualcuna ha bisogno di un posto letto a Bologna..) ed ho ancora l'alito che sa di scotch; a pranzo ordiniamo tre pizze e ce le fanno pagare 19 euro, nel pomeriggio mi attacco alla sua connessione Fastweb e in un ora mi scarico 600 Mb tra cui Operation ivy, Nabat, Peggio Punx, Hole e Horrorpops; dopo tutta questa serie di particolari irrilevanti alla 19, decisamente in anticipo mi avvio all'Estragon. A quest'ora siamo circa una quindicina, alcuni addirittura dalle 17 che hanno avuto il piacere di veder entrare il gruppo e scambiare due parole (alla richiesta di una foto la cantante Karen ha risposto "yeah yeah yeahs"...altro che Zelig). Alle 20.45 aprono i cancelli, non c'è ancora molta gente e all'entrata fanno un pò di casini con gli accrediti ma alla fine riesco ad entrare anche qui senza pagare. Dò un occhiata al merchandise, carine le spillette un pò meno le maglie (vendute cmq a 15 euro, un prezzo abbastanza onesto) e vado subito a piazzarmi sotto il palco.
Per le 21.30, in un Estragon pieno fino all'orlo, inizia a suonare il primo gruppo spalla, o meglio è un tipo da solo alla chitarra, una specie di Bob Dylan con la chitarra elettrica, bravo ma un pò soporifero, nell'ultimo pezzo gli si affianca il batterista dei Locust e ne viene fuori una cosa molto simile al white noise dei Sonic Youth, davvero bella.
Un altro pò di attesa e salgono sul palco i Locust, in pochi sanno cosa li aspetta e il pubblico colto degli YYY è decisamente lontano dal loro target; chiusi nei loro completini da insetti (in cui immagino si schiattava di caldo) non appena attaccano con il loro grind core dividono il pubblico, non proprio in parti uguali; diciamo che il 90% si guarda come per dire "ma che cazzo è sta roba" mentre il restante 10% inizia a pogare e fare stage diving abbastanza violentemente, addirittura c'erano alcuni venuti apposta per i Locust che non avevano neanche la minima idea di chi fossero gli YYY. Personalmente non mi ascolterai mai un cd delle locuste ma dal vivo mi sono piaciuti, hanno mantenuto viva l'attenzione e offerto uno spettacolo decisamente fuori dal comune, gran merito in particolare al batterista che picchiava alla grande. Dopo quaranta minuti per la gioia di gran parte della gente se ne vanno ed inizia una lunga attesa..poi finalmente, intorno alle 23.15 i tre YYY salgono sul palgo, ovviamente tutta l'attenzione è per Karen O., che dal vivo risulta molto più carina che in foto in cui sembra avere gli occhi uno più sopra dell'altro. Fichissima nel suo completino in lattice, una sorta di Sailor Moon punk dal fisico androgino, diciamo che non era molto più formosa di Marylin Manson..Attaccano subito con "Black Tongue", seguita da "Man" e da alcuni pezzi estratti dal loro primo EP. Le prime 4-5 canzoni le eseguono tutte di file senza neanche una pausa, Karen si dimena come una pazza ed è davvero uno spettacolo nello spettacolo, salta si contorce urla gioca con il microfono fino a mimare una fellatio (ok un pompino, chiamiamolo per nome) sempre senza sbagliare una nota. Il pubblico non può che apprezzare e l'eccitazione sale alle stelle quando dopo un minutino di pausa attaccono "Pin" il cui ritornello viene cantato in coro dai circa 800 spettatori, la cosa più bella era guardare in faccia Karen e accorgersi che si stava davvero divertendo, la vedevi sorridere e rimanevi abbagliato, sentivi davvero che amava il suo lavoro e soprattutto i suoi fan; quel sorriso era l'essenza del rock'n roll, della musica fatta per amore della stessa, Karen FACEVA l'AMORE con la musica. Lo show prosegue alla grande, si alternano pezzi più lenti a brani più ritmati, la gente apprezza in particolare "Y control",un ragazzo caccia un cartellone con scritto "I love you", Karen lo vedo e glielo strappa di mano, se lo infila prima nella maglia (tanto c'è spazio..) e poi quasi completamente in bocca e riprende a cantare così. Ed ecco un altro momento che lascia senza fiato, gli YYY iniziano a suonare "Maps", uno dei brani più melodici e romantici di "Fever to tell", tra i più apprezzati dalla gente e poi atteccano di seguito "Date with a night", punk'n roll potentissimo che fa saltare tutto l'Estragon, decisamente la mia preferita di tutto l'album. Altre due- tre canzoni e il gruppo esce di scene, la solita finta uscita, ormai un classico di qualsiasi band, lo sanno tutti che ritorneranno sul palco ma è comunque divertente rimanere in attesa. Puntualmente i tre ricompaiono nuovamente, Karen ne ha approfittato per cambiarsi, indossa una tuta di lattice argentata con sopra una maglia rossa con cappuccio, tipo cavaliere medievale..qualche altro pezzo tra cui la ghost track di Fever to tell e verso le 24.30 tutti a casa, o meglio in stazione a prendere il treno (ringraziando il tipo che mi ha dato un passaggio).
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