La corrispondenza di Banche, Enti, grandi Aziende, ecc. recano al posto
dei francobolli una impronta rossa eseguita con una macchina affrancatrice;
tale impronta si chiama “affrancatura mec- canica” e viene comunemente
detta “rossa” o “A.M.” dai meccanofili. La prima macchina affranca-trice
italiana è stata una SIMA (mod. 8) e fu introdotta nel 1927; ma
la diffusione di questo sistema di affrancatura si è avuto solo
negli anni 60. Il funzionamento è alquanto semplice: chi decide
di usare una M.A. deve impegnarsi a spendere un importo non inferiore ad
una certa cifra che è stata preventivamente versata all’Amministrazione
P.T., previa autorizzazione della stessa e dopo aver scelto una macchina
da questa autorizzata.
A molti Consoci farà certamente piacere saper che cosa è
un’affrancatura meccanica. La figura riprodotta è una A.M. della
Croce Rossa Italiana dove sono rappresentati i 3 elementi fondamentali:
il Punzone di Stato (PdS), cioè il rettangolo a destra della rossa
dove viene indicata la tariffa; il Datario, in questo caso è al
centro ma può trovarsi anche a sinistra; la Dicitura (eventualmente
un disegno o il logo dell’azienda) che contiene le informazioni della ditta
che usa la M.A., però questo elemento non è obbligatorio
in quanto è gravato dalla tassa sulla pubblicità. In questo
caso si trova a sinistra, ma può trovarsi anche al centro, in alto
o in basso; la disposizione dipende dal modello e dal tipo della macchina.
Nel corso degli anni il PdS ha subito varie modifiche: all’inizio avevano
ai lati due fascetti, ma quando il 25 luglio del 43 cadde il fascismo iniziarono
le epurazioni: vennero tolti e si ebbero i cosidetti PdS scalpellati, fino
a quando nel 1947 vennero introdotti i fregi floreali, noti in diverse
versioni. Anche il Datario ha avuto varie modifiche: fu introdotto senza
anno dell’ era fascista, poi venne inserito e, in seguito, eliminato.
L’individuazione del tipo di macchina è agevole quando è
indicato il tipo e nella figura si trova sotto il PdS: Ste73/0 18631. Gli
ultimi cinque numeri sono il numero di matricola, mentre il resto sta per
Steiner (è il tipo di macchina) AE 73/0 (rappresenta il modello
e /0 significa che l’ultimo zero è fisso, quindi non è possibile
creare la tariffa L. 375 per esempio). Generalmente le prime due lettere
rappresentano il tipo di macchina: PB significa Pitney Bowes, H sta per
Hasler, St per Steiner, SI per Sima, FP per Francopost, FT per Francotyp,
L per Lirma, RN per Roneo neopost, TPS (o PS) per Postalia, Au per Audion.
Quando manca questo suggerimento il tipo di macchina non è facil-mente
individuabile. Solo con un minimo di conoscenza è possibile distinguerle.
Le affrancature meccaniche italiane devono essere obbligatoriamente
in rosso, anche se la stessa amministrazione usa il colore nero e blu per
l’accettazione delle raccomandate o per la tassazione della corrispondenza.
Nel resto del mondo i colori sono anche diversi e, molto belle, risultano
quelle “rosse” bicolori, cioè con la Dicitura in un colore diverso
da quello del PdS e del Datario.
Le affrancature meccaniche si conservano sia su busta intera che su
frontespizio o su frammento quando è ben marginato. Ciò che
in realtà interessa al meccanofila è la qualità della
rossa. La qualità dipende prima di tutto dalla sua inchiostrazione,
interezza (non impronte parzialmente fuori busta), nitidezza e, soprattutto,
mancanza di interferenze. Proprio questo fattore è il più
ricercato. Per interferenza si intende la scritta a a penna o a stampa
dell’ indirizzo o della ragione sociale del mittente. Le principali collezioni
sono per tipo di macchina, o una per Paese (io ho una raccolta di 178 Paesi
diversi) o tematico oppure di storia postale, e adesso molti collezionisti
raccolgono le rosse della propria provincia. Una raccolta completa di Italia
è praticamente impossibile poichè significherebbe trovare
migliaia e migliaia di rosse che sono state installate in tutti questi
anni, mentre è molto più semplice quella di San Marino, Vaticano
oppure dell’ONU, della FAO o ancora degli Alberghi italiani, del Cinema
nel mondo o su alcuni sport come il basket, il calcio, la pallavolo, l’ippica,
il tennistavolo e tanti altri sport, poichè esistono elenchi-catologhi
predisposti dai cultori di tali temi. Anche nella meccanofilia esistono
errori, varietà e curiosità. Quelle di maggior interesse
sono le rosse in colore diverso (blu o nere), il datario capovolto, la
mancanza della cornice del PdS, e tante altre. La meccanofilia offre anche
la possibilità di collezionare le prove (o specimen) delle
rosse e ne esistono di alcuni veramente rari, come il primo specimen italiano
bicolore noto fino ad oggi in due soli esemplari.
In Italia sono a conoscenza di un solo catalogo che riporta anche la
valutazione in punti delle Rosse della provincia di Cosenza, ma che non
può essere usato per tutte le altre. Ma la bibliografia è
numerosa e a questa si è aggiunta la pubblicazione del nostro Consocio
Pozzati sulle Rosse degli uffici postali italiani. I meccanofili hanno
una loro associazione (AICAM) con sede a Milano.
In questo primo intervento sulla meccanofilia non ho volutamente parlato
di quotazioni, valutazioni e rarità poiche ritengo sia necessario
acquisire prima una minima conoscenza sull’argomento, ma vi prometto che
ne parleremo in futuro.
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