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MECCANOFILIA: CONOSCIAMO LE AFFRANCATURE MECCANICHE ?
(La Soffitta n° 14)

La corrispondenza di Banche, Enti, grandi Aziende, ecc. recano al posto dei francobolli una impronta rossa eseguita con una macchina affrancatrice; tale impronta si chiama “affrancatura mec- canica” e viene comunemente detta “rossa” o “A.M.” dai meccanofili. La prima macchina affranca-trice italiana è stata una SIMA (mod. 8) e fu introdotta nel 1927; ma la diffusione di questo sistema di affrancatura si è avuto solo negli anni 60. Il funzionamento è alquanto semplice: chi decide di usare una M.A. deve impegnarsi a spendere un importo non inferiore ad una certa cifra che è stata preventivamente versata all’Amministrazione P.T., previa autorizzazione della stessa e dopo aver scelto una macchina da questa autorizzata.
A molti Consoci farà certamente piacere saper che cosa è un’affrancatura meccanica. La figura riprodotta è una A.M. della Croce Rossa Italiana dove sono rappresentati i 3 elementi fondamentali: il Punzone di Stato (PdS), cioè il rettangolo a destra della rossa dove viene indicata la tariffa; il Datario, in questo caso è al centro ma può trovarsi anche a sinistra; la Dicitura (eventualmente un disegno o il logo dell’azienda) che contiene le informazioni della ditta che usa la M.A., però questo elemento non è obbligatorio in quanto è gravato dalla tassa sulla pubblicità. In questo caso si trova a sinistra, ma può trovarsi anche al centro, in alto o in basso; la disposizione dipende dal modello e dal tipo della macchina. Nel corso degli anni il PdS ha subito varie modifiche: all’inizio avevano ai lati due fascetti, ma quando il 25 luglio del 43 cadde il fascismo iniziarono le epurazioni: vennero tolti e si ebbero i cosidetti PdS scalpellati, fino a quando nel 1947 vennero introdotti i fregi floreali, noti in diverse versioni. Anche il Datario ha avuto varie modifiche: fu introdotto senza anno dell’ era fascista, poi venne inserito e, in seguito, eliminato.
L’individuazione del tipo di macchina è agevole quando è indicato il tipo e nella figura si trova sotto il PdS: Ste73/0 18631. Gli ultimi cinque numeri sono il numero di matricola, mentre il resto sta per Steiner (è il tipo di macchina) AE 73/0 (rappresenta il modello e /0 significa che l’ultimo zero è fisso, quindi non è possibile creare la tariffa L. 375 per esempio). Generalmente le prime due lettere rappresentano il tipo di macchina: PB significa Pitney Bowes, H sta per Hasler, St per Steiner, SI per Sima, FP per Francopost, FT per Francotyp, L per Lirma, RN per Roneo neopost, TPS (o PS) per Postalia, Au per Audion. Quando manca questo suggerimento il tipo di macchina non è facil-mente individuabile. Solo con un minimo di conoscenza è possibile distinguerle.
Le affrancature meccaniche italiane devono essere obbligatoriamente in rosso, anche se la stessa amministrazione usa il colore nero e blu per l’accettazione delle raccomandate o per la tassazione della corrispondenza. Nel resto del mondo i colori sono anche diversi e, molto belle, risultano quelle “rosse” bicolori, cioè con la Dicitura in un colore diverso da quello del PdS e del Datario.
Le affrancature meccaniche si conservano sia su busta intera che su frontespizio o su frammento quando è ben marginato. Ciò che in realtà interessa al meccanofila è la qualità della rossa. La qualità  dipende prima di tutto dalla sua inchiostrazione, interezza (non impronte parzialmente fuori busta), nitidezza e, soprattutto, mancanza di interferenze. Proprio questo fattore è il più ricercato. Per interferenza si intende la scritta a a penna o a stampa dell’ indirizzo o della ragione sociale del mittente. Le principali collezioni sono per tipo di macchina, o una per Paese (io ho una raccolta di 178 Paesi diversi) o tematico oppure di storia postale, e adesso molti collezionisti raccolgono le rosse della propria provincia. Una raccolta completa di Italia è praticamente impossibile poichè significherebbe trovare migliaia e migliaia di rosse che sono state installate in tutti questi anni, mentre è molto più semplice quella di San Marino, Vaticano oppure dell’ONU, della FAO o ancora degli Alberghi italiani, del Cinema nel mondo o su alcuni sport come il basket, il calcio, la pallavolo, l’ippica, il tennistavolo e tanti altri sport, poichè esistono elenchi-catologhi predisposti dai cultori di tali temi. Anche nella meccanofilia esistono errori, varietà e curiosità. Quelle di maggior interesse sono le rosse in colore diverso (blu o nere), il datario capovolto, la mancanza della cornice del PdS, e tante altre. La meccanofilia offre anche la possibilità di collezionare le prove (o specimen) delle rosse e ne esistono di alcuni veramente rari, come il primo specimen italiano bicolore noto fino ad oggi in due soli esemplari.
In Italia sono a conoscenza di un solo catalogo che riporta anche la valutazione in punti delle Rosse della provincia di Cosenza, ma che non può essere usato per tutte le altre. Ma la bibliografia è numerosa e a questa si è aggiunta la pubblicazione del nostro Consocio Pozzati sulle Rosse degli uffici postali italiani. I meccanofili hanno una loro associazione (AICAM) con sede a Milano.
In questo primo intervento sulla meccanofilia non ho volutamente parlato di quotazioni, valutazioni e rarità poiche ritengo sia necessario acquisire prima una minima conoscenza sull’argomento, ma vi prometto che ne parleremo in futuro.