La guerra e l’odio… tu da che parte stai?
LEON E ISABELLE
il primo libro di Daniele Chiarella
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“lungo le sponde del mio torrente
voglio che scendano i lucci argentati
non più i cadaveri dei soldati
portati in braccio dalla corrente”
La guerra di Piero, De Andrè
“La guerra porta e prende sempre qualcosa. Di prezioso,
unico ed insostituibile come la vita e il silenzio tetro che si porta con se la
grande consolatrice. Il racconto di Leon e di Isabelle, protagonisti di questa
storia che se ne sta lì, in mezzo tra il romanzo e il racconto, è un viaggio
che impegna il lettore verso quel dono che per fortuna o sfortuna la tragedia
di una guerra ci consegna. Un incrocio di destini, di vite e di silenzi ma
soprattutto di spazi di riflessione, tra le righe, per soppesare e calcolare il
peso e il valore di una vita. Senza stare a guardare la divisa e la sua
lingua”.
Emanuele Serra
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a danielechiarella@libero.it

“La guerra
porta e prende sempre qualcosa. Di prezioso, unico ed insostituibile come la
vita e il silenzio tetro che si porta con se la grande consolatrice.
Il racconto di Leon e di Isabelle, protagonisti di questa storia che se ne sta
lì, in mezzo tra il romanzo e il racconto, è un viaggio che impegna il lettore
verso quel dono che per fortuna o sfortuna la tragedia di una guerra ci
consegna.
Leon, ex fuochista, ora ferroviere nella stazione di Chalindrey,
piccolo paese situato nel sud- est della Francia, è sposato con Chantal, donna silenziosa e di sincera bellezza. I loro
figli Nicolas e Isabelle saranno condannati a condividere l’orrore della grande
guerra con l’innocenza della propria infanzia.
“.. La libertà era un valore inalienabile e non c’era mezzo che poteva essere
definito ingiusto per difenderla …. “
Ed è così che nello scenario estremo della guerra la figura dell’oppressore può
invertire il proprio verso terminando inevitabilmente dall’altra parte: quella
dell’oppresso.
In questa storia, perché di una storia si tratta, i ruoli vengono ruotati in
continuazione, come le sei facce dello stesso cubo. Rimangono sempre lì.
Mentre la guerra stende i suoi lutti e tutti gli orrori, Isabelle, nei suoi
momenti di gioco nel bosco, incontrerà un rifugio dei partigiani Francesi,
adibito come carcere per un prigioniero tedesco. Il cui destino è legato alla
volontà di Leon, ex fochista, ora ferroviere ma all’occorrenza partigiano.
Un incrocio di destini, di vite e di silenzi ma soprattutto di spazi di
riflessione, tra le righe, per soppesare e calcolare il peso e il valore di una
vita. Senza stare a guardare la divisa e la sua lingua”. Emanuele Serra
Molti dei personaggi di 'Leon e Isabelle' sono realmente esistiti. 'E’ stato un
viaggio a ritroso attraverso le personalità e le emozioni della mia famiglia -
ci ricorda Chiarella - Ora non sono sicuro che le
sensazioni da me raccontate siano esattamente quelle provate dai personaggi ,
ma penso di esserci andato vicino e questo mi ha reso criticamente fiero delle
mie radici'. Un racconto che ha sullo sfondo la guerra , la seconda guerra
mondiale che per Daniele “è un pretesto, uno sfondo per analizzare i turbamenti
e le feroci sensazioni che possono scaturire quando ci si trova di fronte a
situazioni disumane. Perché la violenza è disumana e contraria alla nostra
intelligenza e questo è ovvio, ma credo sia più atroce essere costretti a
doversi difendere dalla brutalità e dalla prevaricazione. A quel punto ognuno
sceglie la sua via ed è molto difficile giudicare quale possa essere la giusta
soluzione'.
Un libro intenso che, vogliamo sottolineare, è una nuova occasione per dare
voce ai giovani o parlare di loro come già fatto con i precedenti libri editi
da Parole & Musica: 'E’ stata pura gioia' e 'Teresa va in piscina'.
In attesa della presentazione ufficiale del libro in programma a settembre. Nonsolocaselle