FLYBACK DIRETTAMENTE A 230
VAC
UN PO DI STORIA
Agli albori della mia passione per l’alta tensione,
non mi sarei mai immaginato di costruire un Tesla, ne
tanto meno di maneggiare grosse potenze. I primi circuiti che realizzavo erano perlopiù
i classici trasformatori di riga TV del vecchio tipo “non triplicati” pilotati
da un banalissimo oscillatore Flyback a transistor 2N3055. La potenza era
irrisoria ed il povero transistor scaldava a tal punto da servire quale stufa
per l’inverno. Dite quello che volete ma a me, che ero un ragazzino di 15 anni
vedere uscire un debole plasma violaceo dall’odore acre bastava….e come se
bastava…
Successivamente mi sono
adoperato alla costruzione di driver a MOSFET per pilotare le bobine d’auto ed
oscillatori più evoluti per i trasformatori di riga, senza avere comunque
sostanziali miglioramenti.
Un bel giorno, mi sono
imbattuto nel famosissimo oscillatore ROYER ideato da Vladimiro Mazzilli, di cui ne ripropongo lo schema.
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Una volta montato e provato,
ho visto uscire dal povero trasformatore, scariche mai viste prima. La potenza
complessiva superava il centinaio di W, il plasma era così caldo da fondere gli
elettrodi in ferro in pochi secondi ed i finali composti da due IRFP260
restavano freddi… E’ strepitoso vedere ciò che è capace di fare una simile
manciata di componenti..
Dopo qualche tempo, spinto
dall’ insaziabile esigenza di potenze maggiori, nell’aumentare la tensione in
ingresso, ho trovato le prime difficoltà ed muri del circuito:
1) La tensione di lavoro del Condensatore e dei Mosfet è pari a Vin x 3,14 x 1.41. Quindi per rendere un idea, con un alimentazione di 50Vcc la tensione di picco ai capi del condensatore è di 178Vp. Per alte tensioni in ingresso, non è semplice trovare MOSFET adatti. La scelta quindi ricade sugli IGBT, robusti in corrente e tensione ma dannatamente lenti….
2) Il sistema è critico se non si adottano alcuni accorgimenti;
3) E’ necessario avere un grosso trasformatore sempre appresso, non tanto quanto per variare la potenza ma proprio per alimentarlo!!
Benché sono riuscito a
costruire oscillatori ROYER per una tensione di ingresso di 220VAC, essi sono
estremamente instabili, ed inadatti al pilotaggio di trasformatori o Tesla.
FINALMENTE SI SALE DI POTENZA
E L’INSTABILITA’ DIMINUISCE
Girando su internet e
sfogliando i cataloghi di elettronica, ho visto che ci sono dei circuiti
integrati, come ad esempio l’ IR2153 che servono a pilotare i gate di due
MOSFET in configurazione H-BRIDGE, senza l’ausilio di piccolo trasformatori, in
quanto le due uscite resistono ad una tensione Flottante di ben 600V.
Il circuito è semplicissimo.

Ø
Il ponte composto
dai due MOSFET (o IGBT) viene alimentato da una tensione continua compresa fra
i 0 V ed i 310Vcc.
Ø
Il circuito
integrato “IR2153” viene alimentato autonomamente da una tensione fissa di
15Vcc. Per lo scopo potete usare un banalissimo 7815 in virtù del fatto che
l’assorbimento è di un centinaio di mA.
Ø
L’ IR2153 ha al
suo interno un oscillatore simile all’ NE555 a dutycicle
50% la cui frequenza viene variata agendo sul
potenziometro P1. In uscita vengono generate due onde quadre sfasate
rispettivamente di 180° l’una rispetto all’altra che accendono in alternanza i
MOSFET.
Ø
I diodi servono a proteggere i finali dalle extratensioni
che si creano durante le accensioni e gli spegnimenti. Usate i diodi più veloci
che trovate. Anche se i Mosfet o qualche IGBT ne sono
già dotati, mettetene comunque uno esterno. Un MUR1560 va più che bene.
Ø
Infine, la rete snubber composta dal Condensatore da 4.7nF e la resistenza
da 4.7 Ohm serve anch’essa a mangiare il più possibile i picchi presenti sul
secondario e di conseguenza su ciascun Mosfet.
Fidatevi….serve parecchio!!
Insisto a dire che ovviamente
la forma d’onda presente nel primario (e di conseguenza sul secondario) è un
onda quadra abbastanza pulita avente ovviamente un ampiezza di 620Vpp. Esiste
però una frequenza per cui l’avvolgimento primario ed i condensatori da 1uF
entrano in risonanza. Dipende tutto ovviamente dal valore dell’induttanza del
primario. Nel mio caso la freq di risonanza è di
30KHz. Personalmente lavoro con frequenze superiori ai 40KHz poiché più ci si
avvicina alla frequenza di risonanza e più la corrente di corto-circuito
aumenta drasticamente. Inoltre l’onda quadra man mano che ci si avvicina alla
risonanza aumenta di ampiezza fino a trasformarsi in una perfetta sinusoide di
ampiezza Vin*3.14*1.41. I finali così facendo esploderanno subito.
Esistono inoltre delle
frequenze superiori quella di risonanza
“armoniche” per le quali a parità di tensione in ingresso triplica all’incirca
la tensione sul secondario. Queste frequenze raddoppiano di volta in volta
rispetto alla freq di risonanza, 30-60-120KHz…
La corrente però, diminuisce
sempre più all’allontanarsi dalla risonanza.
Io personalmente lavoro
immediatamente sotto o immediatamente sopra la Freq
delle II° armonica. In questo modo ho una tensione
contenuta (20KV) con un buon compromesso corrente/finali.
Se vedete che i vostri IGBT
scaldano parecchio o i Mosfet sono poco robusti
allontanatevi parecchio dalla risonanza per avere un rendimento minore..
Nel mio caso, al massimo
della tensione di esercizio 350Vcc (Variak al
massimo) l’assorbimento è il seguente:
1-
A vuoto 50mA –
(17W)
2-
A pieno carico,
“corto sul secondario” circa 2A (700W)
QUALCHE CONSIGLIO
La tensione di esercizio dei
componenti deve essere minimo di 320Vcc, ma sceglieteli almeno da 500V o 600V
meglio ancora.
Una cosa molto importante è prima
accendere il driver e poi dare tensione al ponte o rischierete di far
schiantare i finali
Come già detto prima, se i
vostri finali diventano delle stuffe, allora siete
vicini alla risonanza, allontanatevi il più possibile da quella frequenza. Per
ridurre ancora di più il consumo, togliete il grosso condensatore di filtro
all’uscita del ponte. Invece di avere una buona tensione continua, avrete
un’onda pulsante di 100Hz.
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Driver IR2153 Clicca l’immagine per ingrandire |
½ Ponte Clicca l’immagine per ingrandire |
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Flyback riavvolto Clicca l’immagine per ingrandire |
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di alimentazione Clicca l’immagine per ingrandire |
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Clicca l’immagine per ingrandire Scarica a 230 VAC |
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