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ESPOSIZIONE

 

PREFAZIONE

Qui si inizia a fare sulserio ! Perché a differenza delle precedenti unità di misura (Attività e Flusso) che misuravano eventi , queste 3 unità (Esposizione, Dose assorbita e Dose equivalente) misurano gli effetti prodotti.

Io le definirei come Peso [Newton] e massa [Kilogrammo].

Misurano due cose diverse ma sono affini fra loro.

E poi…….così come in certe condizioni (sulla terra), peso e massa si equivalgono1N = ±1Kg, anche le 3 unità di misura delle radiazioni in alcune condizioni (quelle + comuni) si equivalgono fra loro.

Riepilogo esposizione.PNG

 

Benissimo, iniziamo a spiegare l’esposizione!

La prima proprietà attribuita alle radiazioni, subito dopo la loro scoperta fu quella di ionizzare l’aria circostante, poiché scaricava un elettroscopio sito nelle vicinanze.

 

 

Quando un flusso di X fotoni incontra 1Cm3 di aria, produce in essa una certa ionizzazione. L’unità di misura della Esposizione è il C/Kg (Columb/Kg) che non viene mai usata. Al suo posto il vecchio ma omnipresente Roentgen.

 

Il Roentgen [R], si definisce come quella dose di radiazioni x-γ che, attraversando un centimetro cubo di aria secca a 0 °C e alla pressione di 1 atmosfera, vi genera un totale di 2.080.000.000 (due miliardi e ottanta milioni) di coppie di ioni.

 

Solo per dovere, il Coulomb/kilogrammo  rappresenta chiaramente la quella dose di radiazioni γ che determina, attraversando l’aria, un numero di ioni corrispondenti a 1 Coulomb di carica elettrica per ogni kilogrammo di aria.

 

I passaggi tra la nuova unità di misura C/kg e la vecchia unità di misura R, e viceversa, possono essere operati usando i seguenti fattori:

1 R = 2,58 x 10-4 C/kg = 258 milionesimi di C/kg

1 C/kg = 3870 R

Risulta molto importante ricordare che tali definizioni di dose di esposizione sono usate propriamente solo se riferite a:

• radiazioni x o γ

• diffusione delle radiazioni in aria

 

RELAZIONE FRA IL FLUSSO E IL ROENTGEN

 

Non posso non spiegarla!! Questa relazione non è la base per capire il funzionamento del contatore geiger e capire perché le sonde hanno diverse sensibilità Co60 Cs137 ecc.

 

E’ importante dire che lo stesso flusso di fotoni, ad esempio 1000 f/Cm2/sec non produce la stessa esposizione. Ma il suo valore cambia in funzione alla sua energia es 10-50-100-1000 KeV. Tutto ciò dipende solo ed esclusivamente dalle proprietà di interazione della radiazione con la materia i cui effetti principalmente sono:

1) effetto fotoelettrico

2)Effetto Thompson e Compton

3) Produzione di coppie

 

Per calcolare l’esposizione in Roentgen ci sono 2 strade. La prima è quella di eseguire un calcolo basandosi su coefficienti estrapolati da alcuni database oppure quella di estrapolare i dati da grafici come quello sotto 

 

Intensità di Esposizione.PNG

 

La lettura del grafico è semplicissima. La linea azzurra rappresenta 1mR/h. Basta poi intersecare i valori dell’energia per aver il flusso. Mettiamo il caso di voler sapere quale esposizione viene generata da fotoni di energie rispettivamente 10-50-200 e 500 KeV.

 

Per fotoni da 10KeV 1 mR/h corrisponde un flusso di 30γ /Cm2/s. Quindi 1000 fotoni equivalgono a

 

Per fotoni da 50KeV 1 mR/h corrisponde un flusso di 8000γ /Cm2/s. Quindi 1000 fotoni equivalgono a

 

Per fotoni da 200KeV 1 mR/h corrisponde un flusso di 2800γ /Cm2/s. Quindi 1000 fotoni equivalgono a

 

Per fotoni da 500KeV 1 mR/h corrisponde un flusso di 1000γ /Cm2/s. Quindi 1000 fotoni equivalgono a

 

Come potete senz’altro notare è confermato che a parità di flusso, in relazione all’energia dei fotoni equivale un’esposizione in Roentgen differente. Dal grafico si nota come da 60KeV in poi servono sempre meno fotoni per arrivare ad 1mR/h. Questo è normale perche i fononi sono sempre + energetici e per creare la stessa ionizzazione ne servono sempre meno, ma da 60KeV in giù il grafico va i contro tendenza. Ci vorrebbero decine di pagine per spiegare il fenomeno, ma mi limito solo a dire che ciò dipende dall’interazione della radiazione con la materia con i vari effetti sopra riportati.

 

RELAZIONE FRA IL ROENTGEN E IL CONTATORE GEIGER

 

Credetemi, non vi avrei sfavato con simili nozioni se non fosse che questo è legato strettamente all’uso del contatore geiger.

 

Abbiamo detto che:

1) La radiazione ionizza l’aria

2)Stesso flusso (stesso nr. di fotoni) crea differenti ionizzazioni in base all’energia.

E allora???

 

 

QUALSIASI SONDA DI UN CONTATORE GEIGER, SIA ESSA A SCINTILLAZIONE, A IONIZZAZIONE O STATO SOLIDO ECC.. RESTITUISCONO 1 IMPULSO OGNI PARTICELLA INTERCETTATA ! !

Di conseguenza sia lo strumento A che lo strumento B in presenza di un identico flusso 1000γ / Cm2 / s dovrebbe restituire, anzi restituisce identica misura in CPM.

 

Ma l’esposizione è differente ! ! 1,25 mR/h e 2,22 mR/h ! ! !

 

Ecco ragazzi miei perché le case costruttrici ci forniscono le conversioni Co60 e Cs137, proprio per cercare di rendere la misura il più reale possibile in base alla energia rilevata.

Nel caso delle pancake la sensibilità è di 3000CPM al Cs137 e 3600 CPM per il  Co60.

 

Oppure forniscono grafici del genere: Da notare l’analogia con quello sopra, il picco a 60KeV, la contro tendenza alle basse energie e la tendenza alle alte energie.

GM45eResponse.gif

NOTE IMPORTANTI:

 

1) Le sonde Geiger Muller sono a gas rarefatto, quindi la probabilità che un fotone o una particella vada a collidere con atomi del gas interno è bassissima 1 su 200 e anche più. E’ per questo che i CPM sono estremamente minori del flusso.

 

2) In teoria ed anche in pratica la differenza di esposizione fra il Co60 ed il Cs137 è quasi il doppio, 1.2 contro 2.2mR/h, ma i coefficienti delle pancake no. Questo è dovuto a molti fattori quali spessore, geometria e materiale dell’involucro e gli effetti di interazione sopra descritti.

 

3)Non spaccatevi la testa. Basta usare le conversioni.

 

4) Le misure in CPM si avvicinano al flusso solo usando sonde scintillatrici dove il rilevatore è un cristallo dallo spessore consistente. Dunque la probabilità che il fotone interagisca con un atomo del rilevatore aumenta a dismisura.

 

 

CONCLUSIONI FINALI

 

Radioattiva.PNG

 

A meno che voi non state misurando degli isotopi puri del tipo Co60 o Cs137 che decadono subito in atomi stabili emettendo solo un paio di particelle di energia nota, qualsiasi oggetto che voi andrete a misurare emette uno spettro quasi continuo di fotoniγ, nonché raggi β e α di ogni energia.

 

Ciò è dovuto al fatto che l’Uranio e il Torio durante il loro decadimento non diventano immediatamente stabili come il Cs137, ma si trasformano volta in volta in decine e decine di altri isotopi ché emettono a loro volta le loro particelle caratteristiche …

 

 

Di fronte a simili condizioni è impossibile applicare un unico coefficiente di conversione quindi va più che bene quello del Cesio. Stesso discorso vale per il fondo radioattivo.

 

RICORDATEVI CHE E’ PER QUESTO CHE I CONTATORI GEIGER COME QUALSIASI STRUMENTO RESTITUISCE UNA MISURA RELATIVA E NON ASSOLUTA

 

 

 

BACK_.gif

Flusso

BACK__.gif

Dose assorbita

 

Aggiornata al 25.03.2011

dadano1@libero.it