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Territorio: Supramonte
Ripartito fra i territori di Urzulei, Orgosolo, Oliena, Dorgali e Baunei, è un altopiano calcareo, tuttora difficilmente accessibile, per secoli rifugio imprendibile di latitanti. L'alternanza di spoglie distese rocciose, dove la potenza erosiva delle acque ha dato vita ai più disparati fenomeni carsici, e di impenetrabili foreste di lecci e tassi, talune mai sottoposte al taglio, rende quest'area la più preziosa risorsa naturale della zona. Nella gariga dei pianori carsici fioriscono specie rare come ribes sardo, Nepeta foliosa, pruno prostrato, ramo alpino, Cerastium gibraltaricum, Scrophularia trifoliata. Nei cieli del Supramonte, ormai scomparso il rarissimo avvoltoio monaco, volano ancora talvolta il gipeto e il grifone; più frequenti l'acquila reale (non ultimamente), il falco pellegrino, la poiana, il gheppio e l'astore. Il muflone trova rifugio in tutto il Supramonte assieme al cinghiale, alla martora, al gatto selvatico e all'ormai raro ghiro.
1. arrampicata a Lanaitho, Oliena
2. Punta Cusidore (400 mt. circa di parete)
3. interno del canyon Gorropu
4. verso Sovana, Supramonte di Oliena
1.
2.
3.
4.
Itinerario lineare, a piedi. Area: Supramonte di Oliena-Dorgali. Tempo di percorrenza: 4 ore (andata e ritorno). Dislivello: 378 metri. Difficolta': facile, qualche passaggio su roccette nell'ultimo tratto. In estate evitare le ore più calde. Munirsi d'acqua alla partenza. Accesso: dalla provinciale Oliena-Dorgali si imbocca la diramazione per Su Gologone; appena oltre il ristorante omonimo si prende a destra una strada sterrata che penetra nella Valle di Lanaitho. Dopo 7 km si perviene al rifugio Sa Oche, dove si lascia l'auto.
Si segue dapprima una carreggiabile che compie un largo giro nella boscaglia (si lascia sulla destra l'altra pista per la grotta monumentale Elihes Artas) per aggirare l'ultimo sperone di roccia digradante dal Monte Tiscali. Proprio al vertice di questo la pista si trasforma in un sentiero che risale il letto asciutto del torrente Vidihingios (labili tacche rosse ma via via più evidenti). All'altezza di una radura , dove la valle si allarga, si mantiene il sentiero di destra che risale il costone della montagna (quello che prosegue nel solco della valle porta alla "Ishala de Surtana"). E' il tratto più impegnativo che culmina con l'ingresso nella vasta cavità entro la quale restano le tracce di un complesso nuragico. Il ritorno avviene per il medesimo tracciato e può essere integrato, una volta riguadagnato il rifugio, dall'eventuale visita di alcune grotte che richiedono però esperienza speleologica e attrezzature adeguate: Sa Oche con a fianco i resti dell'altro villaggio nuragico di Sa Sedda'e Carros con una officina fusoria, poi la grande Su Bentu e l'affascinante grotta Corbeddu. (- focus: Villaggio di Tiscali)
Indovinello: di Michele Salis (da Sardegna Mediterranea ottobre 2001)
Unu canisteddu prenu de granicheddu
su denotte est luchente e meravigliat sa zente
Un canestro pieno di granellini
splende durante la notte e meraviglia la gente
Soluzione: Il cielo stellato
Il paese
Cortes Apertas
S'Incontru
Monserrato
S. Antonio
S. Giovanni
S. Lussorio
Villaggio di Tiscali
M. Carabidda & Corrasi
Altopiano di Sovana
Grotta Sa Oche-Su Ventu
Grotta Elihes Artas
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