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Leggenda: MONTE BARDIA
(tratto da: "Leggende Sarde" di Grazia Deledda, a cura di Dolores Turchi)
"Questa leggenda risale all'ottavo o nono secolo. Dopo l'insurrezione dei sardi contro la dominazione bizantina, fuggiti i fiacchi Greci da Cagliari, l'isola si resse da sé per qualche tempo, governata dal famoso re Gialeto, ch'era già stato capo dei rivoluzionari. Ma venne tosto infestata dai Saraceni, che la sbranarono con ogni sorta di scorrerie, di espilazioni, di saccheggi e rovine. Le coste dell'isola erano costantemente piene di pirati e di guerrieri saraceni, e i villaggi marittimi erano quelli che più certamente ne soffrivano. Gli abitanti di Dorgali, grosso villaggio nel circondario di Nuoro, vicino alla costa orientale, ma difeso da un'alta montagna calcarea, tenevano sempre un gruppo di uomini forti e valorosi sulla cresta del monte, in guardia contro tutti i movimenti dei saraceni accampati sulla sottostante costa. Era una specie di assedio.
I Saraceni spiavano il momento di poter passare sui monti senza pericolo, ma i dorgalesi stavano alla guardia. Così scorreva il tempo inutilmente, allorchè i saraceni fecero una falsa ritirata. Ingannati da ciò e spinti dalla loro profonda fede religiosa, un giorno di festa solennissima i Dorgalesi della guardia abbandonarono i loro spalti naturali e scesero al villaggio per assistere alle sacre funzioni. Tosto i Saraceni sbarcarono e salirono sul monte, ma mentre stavano per piombare sul villaggio si fermarono paurosi a guardare. Vedevano un immensa fila di persone vestite a vivaci colori, con in mano strani bastoncini bianchi e croci e randelli e bandiere, sfilare per le vie di Dorgali, incamminandosi come alla montagna. Era una processione. Ma i Saraceni, per volere della Madonna, la processione, così veduta dall'alto e da lontano, parve un esercito di soldati armati che si preparasse ad inseguirli e disperderli. Perciò si diedero a precipitosa fuga e qualcuno restò appiccato per i capelli agli alberi della montagna. Uno di questi alberi mi pare anzi che si chiami ancora ed appunto del saraceno. Questa è la leggenda gentile dei monti di Dorgali, immortalata da una delle punte principali, che in memoria di tal fatto si chiama della guardia (de sa Bardia).
1. cala luna
2. cala luna all'alba
3. golfo di Orosei
4. cala fuili
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4.
Meno conosciuta della Codula di Luna e di più difficile accesso, è però connotata dagli stessi impressionanti quadri ambientali: spuntoni, forre, pareti rocciose che affiorano dalle aeree pendici ove alignano secolari leccete e boscaglie di ginepro. Con il termine "bacu" si intendono gli stretti e profondi canaloni che vi convergono, praticamente inaccessibili ma ricchi di sorprese per i naturalisti e gli speleologi: nel Bacu Arala si apre la grotta del Miracolo; nel Bacu Urutzò si cela, sotto un gigantesco arco naturale di roccia, una stazione di tassi secolari; nel Bacu Solgoinè, fortificazioni nuragiche e la grotta Su Studdi; nel Bacu'e Listru infine, quasi a sottolineare il carattere impervio, uno stretto costone porta il nome di "atha uve non cola cane" (lett.: piazzuola dove non passa neanche un cane).
immagini dal web:
il Golfo di Orosei da nord a sud

cala gonone
foto L. Occhipinti
lungomare palmasera
da http://www.printempsvoyages.com/voyages_pour_tous/d429.asp
cala biriola
da www2.world66.com/europe/italy/sardinia/lib/image/change
cala goloritze
da http://www2.world66.com/europe/italy/sardinia/lib/image/change
Indovinello: di Michele Salis (da Sardegna Mediterranea)
In su faeddu lughente
che s'oro de prima ria,
ma cantu manna ingannia
dat a sa bona zente!
Splendida nel parlare
come l'oro di prima qualità,
ma quale grande inganno
dà alla gente semplice!
Soluzione: La persona bugiarda
Il paese
Cortes Apertas
S'Incontru
Monserrato
S. Antonio
S. Giovanni
S. Lussorio
Villaggio di Tiscali
M. Carabidda & Corrasi
Altopiano di Sovana
Grotta Sa Oche-Su Ventu
Grotta Elihes Artas
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